art bonus firmeProsegue il successo dell’Art Bonus, la misura introdotta dal Governo nel 2014 per incentivare il mecenatismo culturale grazie ad un’agevolazione fiscale del 65 per cento, una delle novità nel settore cultura più apprezzate dell’ultima legislatura. Secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dei Beni culturali, infatti, il totale delle erogazioni liberali ha superato i 200 milioni di euro (200.116.780) grazie a 6.345 mecenati, un incremento del 15 per cento rispetto a luglio quando ci si era attestati a 175 milioni di euro.

Ma non è tutto oro ciò che luccica, è il caso di dire: una delle criticità emersa sin da subito è infatti il fortissimo gap tra le regioni del Nord e quelle del Sud (ma anche il Centro non se la passa meglio). Tanto che a più riprese il ministro Dario Franceschini ha invitato i mecenati a darsi da fare anche nel Mezzogiorno. Ultimo in ordine di tempo l’appello lanciato ieri: “Va superato il divario troppo alto tra Regioni. In particolare spero che le grandi imprese decidano di fare scelte di Art Bonus nel mezzogiorno, anche per colmare il divario di forza dei sistemi produttivi nord/sud”, ha sottolineato Franceschini.

LOMBARDIA SUPER, BASILICATA ANCORA A ZERO

Entrando nel dettaglio, se da un lato spiccano i 72,8 milioni di euro di erogazioni in Lombardia, i 30 del Veneto e i 28 del Piemonte (senza contare i 24 dell’Emilia Romagna e della Toscana), dall’altro colpiscono gli zero euro donati in Basilicata e gli appena 600 euro del Molise e i 500 della Valle d’Aosta.

Ma non passano inosservati anche i “magri” bottini di alcune regioni ricchissime di bellezze culturali da salvaguardare, come il Lazio (8,4 mln), la Campania (1,1 mln) e la Sicilia (appena 172mila euro raccolti). Senza dimenticare le regioni colpite dal sisma come l’Abruzzo (34.600 euro raccolti), l’Umbria (650mila) e le Marche (un po’ meglio a quota 1,6 mln).

NEL NORD-OVEST OLTRE META’ DELLE EROGAZIONI

Insomma, dividendo l’Italia in macro regioni, il Nord-Ovest (Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta) ha raccolto 104,8 milioni di euro, il Nord Est (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Veneto) 56,750 mln, il Centro (Lazio, Marche, Toscana ed Umbria) 34,6 mln, il Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) solo 2,8 milioni di euro.

E dire che di cose ce ne sono da fare. Guardando la lista degli interventi già inseriti dal Mibact, in Basilicata, che non ha raccolto nemmeno un euro, si cercano erogazioni per il restauro delle antiche rovine di Campomaggiore Vecchio e per il Museo Archeologico Provinciale di Potenza. In Molise appena 600 euro sono stati raccolti per la Fontana seicentesca di via Zaburri nel comune di Riccia, ma interventi sarebbero necessari – fra gli altri – anche per il sito preistorico di Isernia “La Pineta” o la torre campanaria di Castropignano. In Valle d’Aosta 500 euro sono stati donati per i musei civici di Etroubles, piccolo comune montano situato sul percorso della Via Francigena della Valle del Gran San Bernardo, ma ne mancano ancora 17.500.

L’ART BONUS

L’ArtBonus, introdotto nel 2014 con la sua agevolazione del 65% è attualmente una delle più vantaggiose misure fiscali per incoraggiare il mecenatismo presente in Europa. Inizialmente previsto per finanziare interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici; sostegno a istituti e luoghi della cultura pubblici, Fondazioni Lirico Sinfoniche, Teatri di Tradizione; Realizzazione, restauro e potenziamento di strutture di enti e istituzioni pubbliche dello spettacolo; con la nuova legge sullo spettacolo dal vivo, è stato esteso a tutti teatri.

Grazie a questa ultima novità legislativa anche le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, i circuiti di distribuzione potranno dunque avvalersi del vantaggioso credito d’imposta.

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