L’Europa è insieme “il più grande produttore e consumatore” di contenuti culturali, una leadership che consentirà al Vecchio Continente “di essere ancora una guida nel mondo”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, intervenendo presso il Collegio Romano alla presentazione delle iniziative previste per l’Anno europeo della Cultura. “Quando abbiamo ragionato alla fine del 2014 su questa idea durante il semestre di presidenza italiana, sembrava una cosa molto complicata da raggiungere, c’era una certa resistenza, anche se poi abbiamo trovato molto consenso. In questo tempo relativamente così breve è stato fatto un lavoro molto importante, sia per il programma a livello europeo che a livello italiano, e sono certo che moltissimi altri eventi di qualità si aggiungeranno in seguito”, ha sottolineato Franceschini.

In Italia “abbiamo fatto un grande investimento sulla cultura in questa legislatura, dal punto di vista delle risorse, delle riforme e delle scelte strategiche del paese. E sono convinto che questa ritrovata centralità della cultura non si disperderà a prescindere dall’esito delle prossime elezioni, perché si è capito che investire in cultura fa del bene alle persone ma è anche un grande investimento economico. E lo stesso discorso si può fare, con qualche elemento in più, per l’Unione europea e il processo di integrazione europea, investendo nel patrimonio materiale e immateriale e rivendicando per l’Europa una ‘supremazia’ culturale”.

“Non c’è dubbio – spiega Franceschini – che l’Europa è insieme il più grande consumatore di contenuti culturali ma anche il più grande produttore di contenuti culturali. Se noi ci approcciamo a chiunque come singolo paese europeo, anche il più grande è piccolo: se ci approcciamo invece sempre di più come sistema europeo, in tutti i settori siamo il più grande produttore e consumatore di contenuti, non ci sono Stati Uniti che tengano: nel cinema, nella musica, nel teatro, nell’arte, in tutti i settori culturali. Questa è una dimensione che consente all’Europa di costruire una nuova leadership per questo secolo su un terreno diverso, su parametri nuovi rispetto a quelli usati nel secolo passato. E avere una leadership rispetto ai contenuti culturali consente all’Europa di essere ancora una guida nel mondo”.

La cultura è sicuramente un “fattore unificante”, prosegue il ministro, “lo è per i giovani, c’è una cittadinanza comune che sta crescendo molto più in fretta di quanto non cresca la capacità dei governi di costruire passi concreti verso una integrazione europea. Bisogna investire su questo e investire in cultura è il modo migliore per far crescere in fretta una cittadinanza europea. Investire in cultura è inoltre il miglior antidoto per fronteggiare la paura del diverso, del lontano. Investire in questo è sicuramente la condizione migliore perché l’Europa vada avanti e non si fermi a metà, come abbiamo fatto ora: abbiamo fatto dei passi da gigante e poi ci siamo fermati”.

“Adesso ci sono state le elezioni in Francia e in Germania, ci saranno le elezioni in Italia: penso che insieme questi tre paesi potranno essere il motore di un processo fortissimo di integrazione europea, e penso che dal 2018 in poi ci sarà una grande accelerazione nel processo di integrazione”, ha concluso Franceschini.

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