monte cavoVia le antenne da Monte Cavo, nel Comune di Rocca di Papa (Roma). Lo chiede con un’interpellanza indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dei Beni culturali, dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, il deputato di Mdp-Art. 1, Alfredo D’Attorre. “Nei pressi del centro abitato di Rocca di Papa, in località monte Cavo e Costarelle – dice D’Attorre – sono stati collocati nel corso degli anni numerosi impianti ripetitori per l’emittenza radiotelevisiva sprovvisti di regolare titolo edilizio e dei prescritti pareri paesaggistici e ambientali, fatta eccezione per Rai Way spa. Tali impianti occupano abusivamente un’area territoriale inserita nel parco regionale dei Castelli Romani, riconosciuta di notevole interesse pubblico dal decreto ministeriale del 24 aprile 1954 e, pertanto, sottoposta a stringenti vincoli storici, archeologici, idrogeologici, paesaggistici e urbanistici”.

D’Attorre ricorda che “il 12 agosto 2003 l’amministrazione comunale di Rocca di Papa con l’allora sindaco Carlo Umberto Ponzo emise l’ordinanza n. 135 con la quale intimò lo sgombero del sito Monte Cavo Vetta e la demolizione, entro il termine di novanta giorni, delle opere abusive relative agli impianti di trasmissione radio televisivi ivi presenti”. “Il 4 aprile 2001 con la deliberazione n. 50 il consiglio regionale del Lazio approva il piano territoriale di coordinamento per il sistema televisivo regionale, dichiarando Monte Cavo come sito da abbandonare e riqualificare; il 18 settembre 2008 il consiglio regionale del Lazio con la deliberazione n. 51 approva la variante al piano territoriale di coordinamento, testo attualmente vigente, prevedendo la sostituzione del sito di Colle Anfagione con i siti di Colle Sterparo nel comune di Capranica Prenestina e di Monte Gennaro nel comune di San Polo dei Cavalieri, confermando ulteriormente Monte cavo come sito da abbandonare e riqualificare; il 13 novembre 2014 il Tar del Lazio ha emesso la sentenza n. 10402 attraverso la quale ha riconosciuto la validità dell’ordinanza sindacale in ogni suo profilo, in quanto atto dovuto in presenza di opere abusive permanenti sulla vetta di Monte Cavo, prive di permesso di costruire in un’area assistita da numerosi vincoli di inedificabilità; l’8 ottobre 2015 l’ordinanza del Consiglio di Stato ha confermato che le postazioni televisive di Canale 5, Italia 1, Rete Quattro, oggi facente capo alla società EI TOWERKS spa, non possono essere mantenute sul sito di Monte Cavo e ha concesso pertanto alle ricorrenti 6 mesi di tempo (prorogato più volte) per procedere alla delocalizzazione in altro sito; ad aprile 2017 il nuovo sindaco Crestini intrattiene un carteggio con la regione Lazio per verificare la possibilità di legalizzare le antenne a Rocca di Papa; l’11 maggio 2017 viene emessa la sentenza del Consiglio di Stato a favore del comune, nella quale viene respinto l’appello dei ricorrenti, eccependo sostanzialmente tutte le obiezioni contenute nel ricorso; infine nel mese di luglio 2017 avviene l’approvazione del Dup attraverso la delibera di giunta n. 64 del 28 luglio 2017 dove si evidenzia ulteriormente la volontà politica della nuova amministrazione di legalizzare le antenne sul territorio comunale; il comune di Rocca di Papa, a quanto risulta all’interrogante, non ha ancora dato esecuzione, ad oggi, alla sentenza del Consiglio di Stato”.

Alla luce di ciò D’Attorre chiede “se il Governo non intenda porre in essere ogni iniziativa di competenza volta a tutelare un’area soggetta a stringenti vincoli storici, archeologici, idrogeologici e paesaggistici e ad agevolare la delocalizzazione degli impianti e l’individuazione dei siti alternativi necessari a garantire la liberazione della vetta di Monte Cavo e di tutto il territorio comunale”.

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