cinemaIl Consiglio dei Ministri, acquisiti i pareri favorevoli della Conferenza Stato-Regioni, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari, ha approvato su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, tre decreti legislativi in attuazione della nuova legge cinema riguardanti la promozione delle opere cinematografiche europee e italiane, la tutela delle professionalità del settore e l’abolizione della censura. Per il Ministro Franceschini si tratta di “provvedimenti concreti che servono a aiutare, tutelare e valorizzare il cinema, la fiction e la creatività italiana”.

SCHEDA DECRETO PROMOZIONE OPERE EUROPEE E ITALIANE

dlgs-cinema-opere-italianeIl primo decreto riforma le norme in materia di promozione delle opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi. Il testo, maturato a seguito di consultazioni con tutte le parti e che ha recepito anche le indicazioni dell’Agcom, raggiunge un ottimo punto di equilibrio e introduce procedure più trasparenti ed efficaci. Riguardo agli obblighi di programmazione e di investimento, il decreto prevede una gradualità, scandita in quattro anni, per l’entrata a regime delle nuove quote minime per la promozione di opere europee e italiane. È prevista una moratoria nel 2018 per consentire ai fornitori di servizi media il progressivo adeguamento alla nuova disciplina. Sarà l’Agcom a verificare il rispetto degli obblighi e a comminare le sanzioni che assicurino i principi di adeguatezza e proporzionalità. Le nuove sanzioni vanno da 100.000 a 5.000.000 di euro, ovvero fino all’1 per cento del fatturato, quando il valore di tale percentuale è superiore all’1 per cento del fatturato. Le attuali sanzioni vanno da 10.326 euro a 258.228 euro.

Il decreto anticipa inoltre quanto previsto nel nuovo testo della direttiva UE sui ‘servizi media e audiovisivi’, in via di definizione, e introduce obblighi più rigorosi di programmazione e investimento anche per l’on demand (Netflix, Amazon, ecc.) da adempiere entro il 1 gennaio 2019. Viene inoltre meglio definita l’opera di espressione originale italiana, non più collegata esclusivamente alla lingua. Infine, il decreto riformula la definizione di produttore indipendente, inserendo tra i requisiti anche la titolarità dei diritti secondari sullo sfruttamento delle opere.

Obblighi di programmazione

Il nuovo impianto è mutuato dal sistema francese che, sin dagli anni Ottanta, rappresenta uno tra gli esempi più virtuosi in materia di promozione di opere europee e nazionali. In particolare:

  1. è definita una quota minima per tutte le opere europee pari al 53% per tutti gli operatori per il 2019, al 56% per il 2020 e infine al 60% a partire dal 2021.
  2. a decorrere dal 2019, è introdotta una sotto quota riservata alle opere italiane, di qualsiasi genere, pari: per la Rai, ad almeno la metà della quota prevista per le opere europee; per le altri emittenti, ad almeno un terzo della quota prevista per le opere europee.
  3. le percentuali riferite alla programmazione di opere europee debbono essere rispettate su base annua. Per il prime time (fascia oraria 18-23) l’obbligo è su base settimanale;
  4. nel prime time (fascia oraria 18-23) una quota del tempo settimanale di diffusione deve essere riservata a film, fiction, documentari e cartoni italiani e per opere ad alto contenuto culturale o scientifico, incluse le edizioni televisive di opere teatrali:  12% per la Rai, 6% per gli altri fornitori. Si tratta di 1 film o fiction o documentario o animazione italiani a settimana. Per la RAI l’obbligo è di 2 opere italiane a settimana, di cui una cinematografica.

Obblighi di investimento

Per i fornitori diversi dalla concessionaria di servizio pubblico:

  1. è confermata la base degli introiti netti annui per il calcolo degli investimenti richiesti;
  2. la quota di investimento riservata all’acquisto o al pre-acquisto o alla produzione di opere europee è pari ad almeno il 10% (quota elevata al 12,5 % dal gennaio 2019 e al 15% dal 2020). Per il 2018 la quota è riferita interamente a opere prodotte da produttori indipendenti, come oggi, mentre per il 2019 e dal 2020, a queste ultime opere sono riservati i cinque sesti delle quote previste;
  3. all’interno della quota complessiva prevista per le opere europee, il decreto lascia invariata per il 2018 al 3,2% la quota minima degli introiti netti  annui diretta alle opere cinematografiche italiane. Tale percentuale è innalzata al 3,5% per il 2019, al 4% per il 2020 e al 4,5% a decorrere dal 2021.

Per quanto riguarda la RAI:

  1. è confermata la base, per il calcolo degli investimenti richiesti, dei ricavi complessivi annui derivanti dal canone, nonché dei ricavi pubblicitari connessi alla stessa (al netto degli introiti derivanti da convenzioni con la pubblica amministrazione e dalla vendita di beni e servizi);
  2. la quota di riserva al pre-acquisto o all’acquisto o alla produzione di opere europee è pari ad almeno il 15% dei ricavi complessivi annui. Tale quota è elevata al 18,5% dal gennaio 2019 e al 20% dal 2020. Per il 2018 la quota è riferita interamente a opere prodotte da produttori indipendenti, mentre per il 2019 e dal 2020, a queste ultime opere sono riservati i cinque sesti delle quote previste.
  3. all’interno della quota complessiva prevista per le opere europee, il decreto lascia invariata al 3,6%  per il 2018 la quota dei ricavi complessivi netti diretta alle opere cinematografiche italiane. Tale percentuale è innalzata al 4% per il 2019, al 4,5% per il 2020 e al 5% a decorrere dal 2020.
  4. all’interno della quota complessiva prevista per le opere europee viene introdotta una sotto-quota pari al 5% della quota complessiva di investimento destinata, come oggi, alla animazione per la formazione dell’infanzia.

SCHEDA DECRETO IN MATERIA DI LAVORO NEL SETTORE CINEMATOGRAFICO E AUDIOVISIVO

Il decreto introduce norme che, per rafforzare le tutele dei lavoratori e riconoscere tutte le professioni del settore, perfezionano la disciplina del rapporto di lavoro nel settore cinematografico e audiovisivo, prevedendo anche la definizione delle professioni.

Le nuove norme:

  1. sottraggono la produzione di opere audiovisive al tetto previsto per il numero massimo di contratti a tempo determinato rispetto a quelli a tempo indeterminato;
  2. riconoscono le specificità del settore cinema e audiovisivo ai fini dell’apprendistato professionalizzante;
  3. prevedono l’emanazione, entro centottanta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative dei lavoratori e degli operatori nel settore, di un regolamento che stabilisca criteri validi su tutto il territorio nazionale per definire una classificazione settoriale uniforme per le professioni artistiche e tecniche del settore cinematografico e audiovisivo.

Il testo, dopo l’esame preliminare, è stato modificato accogliendo le condizioni espresse dalle Commissioni parlamentari competenti e tenendo conto dei pareri espressi dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e dal Consiglio di Stato.

 

SCHEDA DECRETO ABOLIZIONE DELLA CENSURA E RAFFORZAMENTO TUTELA DEI MINORI

tutela-minori cinemaIl decreto delinea un nuovo sistema di tutela dei minori nella visione di opere cinematografiche e audiovisive, ispirandosi ai princìpi di libertà e di responsabilità, tanto degli operatori del settore cinematografico e audiovisivo, quanto delle famiglie, e sostituisce le procedure attualmente vigenti relative al “nulla osta” alla proiezione in pubblico dei film rilasciato dalla Direzione generale per il Cinema del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Il nuovo sistema è caratterizzato da tre principali innovazioni:

  1. è abolita la possibilità di vera e propria censura dell’opera. Non è infatti più previsto il divieto assoluto di uscita in sala di un opera, né l’uscita condizionata a tagli o modifiche della pellicola;
  2. è definito un sistema di classificazione più flessibile, maggiormente conforme alle diverse tipologie di opere e coerente con il generale allargamento del pubblico in sala;
  3. si introduce il principio di responsabilizzazione degli operatori cinematografici, che sono chiamati a individuare la corretta classificazione dell’opera in base alla fascia d’età del pubblico destinatario e a sottoporla alla validazione di un apposito organismo di verifica, la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche, che va a sostituire le attuali sette Commissioni per la revisione cinematografica.

Il decreto, inoltre, prevede l’adozione di un apposito regolamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con il quale è disciplinata la classificazione delle opere audiovisive destinate al web e dei videogiochi, al fine di assicurare, anche per tali opere, il giusto e equilibrato bilanciamento tra la tutela dei minori e la libertà di manifestazione del pensiero e dell’espressione artistica.

Il testo tiene conto dei pareri espressi dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, dal Consiglio di Stato e dalle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

Secondo la nuova disciplina, le opere cinematografiche, compresi gli spot pubblicitari destinati alle sale cinematografiche, dovranno essere classificate dagli operatori nel settore cinematografico.

Le categorie sono 4:

  1. opere per tutti;
  2. opere non adatte ai minori di anni 6;
  3. opere vietate ai minori di anni 14;
  4. opere vietate ai minori di anni 18.

Il decreto stabilisce che, per i film vietati ai minori di anni 14 o 18, può essere consentito l’accesso in sala di un minore che abbia compiuto rispettivamente almeno 12 o 16 anni, nel caso in cui esso sia accompagnato da un genitore (o da chi eserciti la responsabilità genitoriale). Viene istituito un nuovo sistema di icone e di avviso per i contenuti sensibili (violenza, armi, sesso).

Il decreto inoltre aggiorna il regime sanzionatorio prevedendo anche sanzioni di tipo reputazionale con la pubblicazione online delle sanzioni.

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