In futuro sarà sempre più indispensabile l’integrazione tra risorse pubbliche e risorse private per la gestione, la valorizzazione e la tutela del nostro patrimonio culturale. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione dei Corporate Art awards 2017. “Nel nostro paese abbiamo vissuto, con decenni di ritardo, un dibattito ideologico sulla possibilità di una collaborazione tra pubblico e privato nella tutela, nella valorizzazione e nella gestione dei beni culturali. In Italia ci si combatte a vicenda anziché ascoltarsi reciprocamente e così abbiamo perso molto tempo. Io ho cercato di lavorare all’inizio per eliminare questa barriera e abbattere questo tabù e nel luglio del 2014 abbiamo introdotto per la prima volta un incentivo fiscale che ha avuto un impatto materiale ma soprattutto ha contribuito a far cadere quella barriera ideologica”.

L’Art bonus, spiega Franceschini, “ha funzionato nei numeri, abbiamo annunciato giorni fa che sono stati raccolti oltre 200 milioni, purtroppo molto differenziati su base territoriale, nel senso che alcune regioni sono molto forti e altre nel Mezzogiorno sono a zero. E non è soltanto un rapporto proporzionale con la forza o la debolezza del sistema produttivo”. “Ci vuole del tempo – aggiunge – paesi che hanno così forte l’idea del mecenatismo e della filantropia ce l’hanno perché da anni sono stati introdotti incentivi fiscali che hanno aiutato. Io sono convinto che siamo all’inizio di un percorso, ed è fondamentale premiare il gesto di chi ha anticipato questo percorso”.

“Gli investimenti in cultura sono diventati centrali in questa legislatura e difficilmente si potrà tornare indietro”, spiega il titolare del Collegio Romano. “E il mondo delle imprese si è convintamente inserito in questo percorso: la vastità del nostro patrimonio culturale richiederà sempre più risorse del pubblico, ma non basta. In futuro sarà sempre più indispensabile l’integrazione tra risorse pubbliche e risorse private”, ha concluso Franceschini.

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