Il Consiglio dei ministri ha deliberato nella seduta di ieri di rinunciare all’impugnativa per la legge della regione Lazio del 10 marzo 2017, recante “Disposizioni per la realizzazione, manutenzione, gestione, promozione e valorizzazione della rete dei cammini della Regione Lazio. Modifiche alla legge regionale 6 agosto 2007, n. 13, concernente l’organizzazione del sistema turistico laziale e successive modifiche” (guarda la legge: Disposizioni per la realizzazione, manutenzione, gestione, promozione e valorizzazione della rete dei cammini)

Il 12 maggio Palazzo Chigi aveva deciso di impugnare la legge in quanto varie norme, che disciplinano la gestione di una rete escursionistica denominata “rete di cammini”, che interessa tutto il territorio regionale, compreso quello ricadente nei parchi nazionali, nelle riserve naturali statali e nelle aree protette situate nella regione Lazio, “contrastano con la legislazione statale in materia di aree protette, ascrivibili alla competenza esclusiva statale in tema di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema”.

COSA PREVEDE LA LEGGE DELLA REGIONE LAZIO

La Regione disciplina la promozione e la valorizzazione della rete dei cammini della Regione Lazio (RCL), costituita da: itinerari culturali europei, i percorsi storici, religiosi, culturali e paesaggistici, le vie consolari di primo e di secondo livello, il patrimonio e i percorsi delle aree naturali protette del Lazio.

Nel dettaglio, s’intende per “itinerari culturali europei”, gli itinerari di valore storico, religioso, culturale, paesaggistico riconosciuti dal Consiglio d’Europa quale, in particolare, la via Francigena; “percorsi storici, religiosi, culturali e paesaggistici”, i percorsi riconosciuti particolarmente meritevoli di tutela per ragioni storiche, religiose, culturali e ambientali con legge statale o regionale, i quali devono essere considerati in modo integrato con le vie e i sentieri che li collegano alle aree altamente simboliche che sorgono lungo il loro tracciato, come santuari o altri siti di pregio artistico-ambientale. Sono inoltre considerati di particolare interesse storico quei sentieri e mulattiere, presenti sul territorio regionale da almeno cento anni, che hanno svolto in passato la funzione di via di comunicazione pedonale tra centri abitati e tra questi e le zone di pascolo e coltivazione nonché i pellegrinaggi che sono entrati a far parte della centenaria tradizione religiosa popolare e nel cui itinerario è compresa una basilica.

“Le vie consolari di primo livello”, le strade consolari romane che collegano Roma con il resto del territorio quali, in particolare, la via Appia, la via Ardeatina, la via Ostiense, la via Portuense, la via Aurelia, la via Cassia, la via Flaminia, la via Salaria, la via Tiburtina, la via Nomentana, la via Prenestina, la via Casilina, la via Clodia. “Le vie consolari di secondo livello”, le strade che si immettono nelle vie consolari di primo livello.

“Patrimonio escursionistico”, l’insieme dei percorsi escursionistici della Regione comprendente strade carrarecce, mulattiere, tratturi, piste ciclabili e sentieri riportati sulle carte dell’Istituto geografico militare e sulla cartografia regionale o comunale e comunque esistenti, piste, strade vicinali, interpoderali e comunali che, inserite nel Catasto di cui all’articolo 10, consentono l’attività di escursionismo.

La fruizione della RCL è consentita a piedi, in bicicletta, a cavallo e con mezzi non motorizzati ad eccezione dei casi in cui l’utilizzo dei mezzi motorizzati sia necessario per attività di soccorso, di protezione civile, di manutenzione nonché per attività agro-silvo-pastorali.

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