L’idea “forte” per lo shopping tourism? Insistere sul tema dei “centri commerciali naturali”, ossia i piccoli borghi storici sparsi per il Paese che possono diventare “vetrine” per le produzioni di qualità del territorio. In altri termini, “i turisti stranieri devono sapere che quel prodotto possono trovarlo solo se vanno in quel posto”. La “ricetta” che coniuga turismo e shopping sul territorio è stata presentata da Francesco Palumbo, Direttore generale Turismo del Mibact, nel corso dell’evento “Shopping Tourism. Il forum italiano”, che si è tenuto a Roma nella sede di Confcommercio.

“Il lusso dei prodotti sul territorio – ha spiegato Palumbo – punta su una qualità collegata strettamente all’esperienza di visita. Soltanto, ad esempio, venendo nel piccolo paesino del Salento si può comprare un determinato prodotto. E lì in più si può trovare un artigiano che ti fa vedere come si fa una scarpa, una cravatta o che ti fa assaggiare un prodotto tipico. Questa impostazione animerebbe il settore del commercio nelle piccole e medie imprese e potrebbe rappresentare un vero fattore di sviluppo. La visita in Italia si trasforma in una esperienza turistica a tutto tondo. Dobbiamo rendere una meta un prodotto turistico che deve essere venduto, a noi tocca il compito di far diventare un sogno per i turisti il prodotto da acquistare”.

Palumbo ha sottolineato come il 2017 sia stato un “anno di crescita senza precedenti” nel settore turismo. “Siamo davanti – ha precisato – a un comparto che cresce quest’anno in maniera decisa, con un +7%, una performance di livello importante. Ma soprattutto, da qui al 2030, il turismo crescerà del 4,4% nel mondo. È davvero uno dei pochi settori dell’economia, anche italiana, che ha prospettive di crescita”.

Per Palumbo “possiamo cullarci su questi dati, sapendo che sarà un settore crescente, oppure vogliamo approfittare e considerare questo come un momento di ampliamento della domanda e di consolidamento delle innovazioni?”. Questo è “un momento determinante, siamo davanti a scelte che si fanno nei momenti in cui i margini sono più ampi. Oggi siamo in un periodo favorevole per investire, non soltanto economicamente ma con una visione condivisa. In quest’ottica si inserisce il piano strategico del turismo, che abbiamo scritto con le associazione di categoria, le Regioni, altri Ministeri, in modo da condividere con tutti attori del settore quali son le priorità”.

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