cammini-eugenio-pataneLa legge sui cammini della Regione Lazio è operativa. Dopo la rinuncia da parte del Consiglio dei ministri a impugnare la norma del 10 marzo 2017 – che prevede la creazione della rete dei Cammini del Lazio – si può procedere con le delibere attuative. “Ora la legge entra nel vivo, è stato un peccato averla tenuta ferma per mesi, per un’obiezione che non condivido”, ha detto ad AgCult Eugenio Patanè – consigliere regionale del Lazio e primo firmatario della legge – a margine del secondo meeting della Board nazionale degli Itinerari, delle Rotte, dei Cammini e delle Ciclovie, oggi a Roma. A maggio Palazzo Chigi aveva deciso di impugnare la legge perché varie norme “contrastano con la legislazione statale in materia di aree protette, ascrivibili alla competenza esclusiva statale in tema di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema”; martedì scorso, infine, la rinuncia del Cdm. “Abbiamo trovato una soluzione modificando alcune parti che potevano sembrare più ambigue rispetto a questo punto di vista”, ha commentato Patanè.

CABINA DI REGIA, FORUM DELLE ASSOCIAZIONI, ENTE GESTORE

Si entra nel vivo, quindi, con la creazione del “coordinamento amministrativo che costituisce la Cabina di regia della rete dei cammini” e con la costituzione del “Forum delle associazioni, che avrà poteri consultivi, darà indicazioni alla Cabina di regia su dove intervenire e dove mettere i fondi dell’amministrazione, ma soprattutto farà delle proposte sull’introduzione di nuovi cammini, e questo solo il Forum può farlo”, ha spiegato il consigliere regionale. Via libera, inoltre, all’attuazione dell’ente gestore, previsto dall’articolo 5 della legge. “La Regione può affidare a un ente misto pubblico-privato la possibilità di gestire un cammino – ha detto ancora Patanè -. L’ente gestore sarà costituito da tutti i comuni che attraversano il cammino, dalle Camere di commercio, dalle università, dalle associazioni; gestirà il merchandising, potrà dare un simbolo all’itinerario, potrà insomma gestirlo materialmente”. Tre, dunque, le fasi attraverso le quali si svilupperà la rete dei cammini: amministrativa, con la Cabina di regia, consultiva e di proposta, con il Forum delle associazioni, e operativa, di amministrazione del cammino da parte degli enti gestori.

INFRASTRUTTURE E MANUTENZIONE

Cinque gli itinerari per ora riconosciuti nella rete dei Cammini del Lazio: la via Francigena, il cammino di San Francesco, il cammino di San Benedetto, la via Amerina e la via dei Parchi, che unisce quasi tutti i parchi del Lazio partendo dall’Umbria e arrivando in Abruzzo. “Santiago ha iniziato con pochi camminatori, ora ha superato il milione e viaggia intorno ai 300mila camminatori l’anno. Noi per ora non abbiamo questi numeri – ha continuato il consigliere regionale – ma per arrivarci c’è bisogno di un lavoro di anni”. Il tempo, in particolare, serve per costruire “le case del camminatore lungo i cammini” e costituire “squadre di manutenzione, messe a disposizione dagli enti gestori, che puliscano il cammino e che intervengano quando ci sono mutamenti geomorfologici”. Se tutto questo non accade, “il camminatore desiste”; anche perché “il più importante meccanismo di marketing è il passaparola – ha detto Patanè – e il camminatore che ha vissuto questa esperienza la trasferisce appena torna a casa”. C’è bisogno di un periodo – 7 o 8 anni – durante il quale è possibile “mettere a regime l’operatività quotidiana della legge. Se al Giubileo del 2025 – ha concluso Patanè – arrivassimo con un sistema simile a quello di Santiago potremmo dire di aver fatto un buon lavoro”.

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