“Il mio lavoro è stato reso facile anche dal fatto che si è discusso per decenni della legge sul cinema, quindi il lavoro è stato preparato da una lunga riflessione e tanti tentativi, siamo arrivati con la consapevolezza di dove saremmo voluti arrivare come legge. Palazzo Chigi ha avuto un ruolo importante in questa vicenda, perché la legge è stata possibile approvarla anche con le risorse e i tempi perché c’è stata la volontà politica molto forte dell’allora premier Matteo Renzi e poi con Paolo Gentiloni”. Lo ha detto il ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, partecipando all’incontro dal tema “I decreti attuativi della nuova legge cinema” promosso dalle associazioni delle industrie cinematografiche e audiovisive.

“Si è capito che gli investimenti in cultura sono anche un grande investimento strategico per il sistema paese. L’Italia deve investire adesso “non solo nel suo patrimonio unico del passato, ma anche sul presente, sui talenti, sulle industrie culturali e creative”, ha aggiunto Franceschini. “Siamo arrivati a una nuova centralità degli investimenti in cultura su cui bisogna investire, non c’è nulla di acquisito. Bisogna vigilare. Non bisogna più ragionare a compartimenti stagni, dobbiamo aumentare il pubblico adesso che c’è un quadro normativo e di risorse stabile. Non possiamo rassegnarci a essere un paese che ha i consumi culturali più bassi di altri paesi europei. Ci sono degli indicatori positivi quest’anno, come emerge dall’ultimo rapporto di Federculture sono aumentati i consumi culturali in tutti i settori, c’è il segno più dappertutto anche sulla vendita dei libri”.

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