tenute storiche campagna romana mibactÈ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dello scorso 25 novembre, il decreto recante dichiarazione di notevole interesse pubblico dell’area sita nei comuni di Pomezia (Roma) e Ardea (Roma) denominata ‘Ambito delle tenute storiche di Torre Maggiore, Valle Caia e altre della Campagna Romana’.

Il riconoscimento di notevole interesse pubblico deriva dal fatto che l’area, secondo la nota della Soprintendenza archeologia, Belle Arti e Paesaggio, “conserva ancora un insieme particolarmente armonico di elementi agricoli e naturali, scarsamente antropizzati se non dalla realizzazione, nel corso del tempo di interessanti esempi di insediamenti agricoli tipici della campagna romana, inscindibilmente coniugati con numerose preesistenze architettoniche (…) e archeologiche”. Le carte archeologiche storiche e recenti testimoniano, infatti, “l’antica vocazione agricola dell’area a cui si aggiunge la funzione di presidio del territorio e delle vie di comunicazione nel periodo medievale”.

Di competenza della Commissione regionale per il patrimonio, la proposta di dichiarazione era stata resa nel maggio scorso e comunicata dalla Soprintendenza archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. Secondo quanto stabilito dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, la proposta era stata affissa nell’albo pretorio dei Comuni interessati per la presentazioni di eventuali osservazioni che però non hanno prodotto effetti favorevoli a revocare la proposta di vincolo. Acquisito il parere favorevole del Comitato tecnico scientifico per il paesaggio, la Commissione regionale per la tutela del patrimonio cultura ha approvato la proposta così come definito dal provvedimento a firma del presidente della Commissione e del Segretario regionale Nardella.

IL CONTENUTO DEL DECRETO

Con il decreto le aree suddette sono state dichiarate di notevole interesse pubblico ai sensi delle disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio e pertanto soggette alle disposizione del titolo relativo a “Immobili ed aree di notevole interesse pubblico” essendo state valutate come “complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri e nuclei storici” e come “bellezze panoramiche” e “punti di vista o di belvedere accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze”. Le aree in questione risultano inoltre assoggettate alla disciplina del Piano territoriale paesistico regionale del Lazio ai sensi della legge regionale 24/1998 recante disposizioni in merito alla “Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposto a vincolo paesistico”. Detta legge classifica le aree sottoposte a vincolo per zone e individua le modalità di tutela dei beni attraverso il Piano territoriale paesistico regionale.

Il decreto contiene un allegato grafico che specifica le modifiche apportate all’attribuzione dei “paesaggi” individuati dal Piano territoriale paesistico regionale andando ad estendere alcune aree precedentemente delimitate o a declassare alcune porzioni di ambito vincolato. Viene imposto il divieto, “all’interno dell’area individuata” dal provvedimento, “in assenza di autorizzazione da parte della Soprintendenza, di effettuare arature o movimenti di terra intorno” ai siti per più di una certa profondità “al fine di evitare di modificare l’assetto di luoghi”. Tali siti sono classificati come “Paesaggio dell’insediamento storico diffuso”, “Paesaggio agrario di rilevante valore”, “Paesaggio degli insediamenti urbani” e “Paesaggio agrario di continuità”.

Nello specifico, nelle aree classificate come “Paesaggio agrario di rilevante valore” e “Paesaggio dell’insediamento storico diffuso” viene imposto il divieto di realizzare “ulteriori manufatti a destinazione d’uso produttivo, commerciale e terziario anche se previsti dagli strumenti urbanistici comunali”; di “realizzare ulteriori nuove strade carrabili asfaltate a scorrimento veloce” e di “eliminare i filari che costeggiano le strade interpoderali e i tracciati viari secondari”. Per quanto non modificato dal decreto, viene confermata la validità del Piano territoriale paesistico regionale del 1998.

La documentazione del provvedimento è consultabile sui siti istituzionali del Ministero e i Comuni interessati riceveranno la comunicazione del numero della Gazzetta Ufficiale contenente la dichiarazione e la relativa planimetria entro dieci giorni dalla data di pubblicazione da parte del Ministero, per il tramite della Soprintendenza. Quest’ultima vigila sull’adempimento di quanto previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio dandone comunicazione al Ministero.

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