Il ministro dei Beni culturali intervenga “con un’attenzione più pronunciata” per l’archeologia e per tutelare il patrimonio archeologico più bello al mondo. Si impegni inoltre a supportare le numerose associazioni che si muovono a tutela e a difesa dei siti locati nel X Municipio (Ostia), snellendo i numerosi rimandi burocratici per l’affidamento e la gestione delle aree archeologiche e programmando un giusto impegno economico. E’ quanto chiede il senatore Francesco Giro (FI-Pdl) in un’interrogazione indirizzata al Mibact.

Il senatore ricorda che sul X Municipio insistono “numerosi siti noti che vivono una triste realtà, e altri come: la villa di Plinio all’interno della pineta di Castelfusano, dove l’ultimo incendio ha aumentato il degrado; Tor Boacciana, la più antica di Ostia risalente al 1420, chiusa, mai fatta visitare al pubblico, pur essendo parte degli scavi di Ostia antica. La parte adiacente, che dovrebbe essere la villa dei Bovacciani, completamente abbandonata, ricoperta da una foresta di arbusti; la villa a Dragoncello, che è divenuta una palude nella parte appena scavata, visitata dai ladri che ne stanno distruggendo la bellezza; Tor San Michele, sita ad Ostia ponente, disegnata da Michelangelo e costruita tra il 1564 e il 1568, abbandonata al degrado più totale, mai aperta al pubblico, ad eccezione di una giornata a maggio 2017, che ha registrato la presenza di 3.600 persone”.

Inoltre, sottolinea Giro, “le riviste che si occupano di siti archeologici abbandonati segnalano: le ville romane all’interno della pineta di Castelfusano e ad Acilia; il fontanile distrutto nella pineta delle Acque rosse; zone storiche di Ostia, mai curate, come la fiumara oppure l’idroscalo, trasformato in cantiere navale ed i fortini di guerra, alcuni ancora integri e tante altre bellezze, che potrebbero diventare bellissimi percorsi turistici”.

“Questi tesori archeologici di Ostia sopravvivono grazie al lavoro di associazioni, molte delle quali, senza scopo di lucro, curano quel che possono e come possono, superando le difficoltà create dalle artificiose pratiche burocratiche necessarie al rilascio delle autorizzazioni da parte dei funzionari responsabili dei beni”, sottolinea il senatore, secondi cui il Mibact negli anni “ha privilegiato i musei, puntando alla loro valorizzazione, trascurando le Soprintendenze per i beni architettonici e paesaggistici”.

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