libriUno degli obiettivi della prossima legislatura è arrivare “a una legge per il libro e la lettura che introduca un sistema organico di sostegno all’intera filiera dell’editoria libraria”. Dario Franceschini lo ha detto chiaramente all’indomani dell’approvazione dell’emendamento alla Legge di Bilancio 2018 che prevede un tax credit per le librerie fino a 4 milioni di euro nel 2018 e altri 5 milioni nel 2019. Un intervento emergenziale “per sostenere questi autentici centri di aggregazione culturale e evitarne la chiusura, soprattutto di quelle più piccole e indipendenti”, ha sottolineato il ministro. Sì perché purtroppo in 5 anni non si è riusciti a portare in porto la legge sulla lettura che giace moribonda da troppo tempo alla Camera e ormai finita tra i provvedimenti che non vedranno la luce in questa legislatura.

Ma se è vero che il Parlamento non ha varato una legge organica di settore, è altrettanto vero che è stata approvata una serie di provvedimenti che in un modo o nell’altro hanno favorito il mondo della lettura. È questa l’opinione di chi da sempre è una delle maggiori sostenitrici dell’esigenza di intervenire in questo settore, la presidentessa della commissione Cultura di Montecitorio, Flavia Piccoli Nardelli. A cominciare proprio dall’emendamento alla Legge di Bilancio: “È una misura interessante – spiega ad AgCult – perché riguarda le librerie indipendenti e anche quelle di catena. Le librerie sono un presidio vero di democrazia in questo paese, le une e le altre. Abbiamo bisogno che siano più presenti sul territorio”.

L’EMENDAMENTO ALLA LEGGE DI BILANCIO

Il fondo (9 milioni di euro in due anni) previsto dall’emendamento alla Legge di Bilancio messo a punto dalla senatrice Elena Ferrara (Pd), sarà parametrato agli importi pagati dagli esercenti quali IMU, TASI e TARI con riferimento ai locali dove si svolge l’attività dì vendita di libri al dettaglio, nonché alle eventuali spese di locazione. Una misura, appunto, “interessante perché si è cercato di modulare la defiscalizzazione su più voci per venire incontro alle realtà che sono presenti sul territorio in forme diverse”.

Il modello sono le librerie francesi. Che hanno una serie di parametri in base ai quali vengono valutate ma che poi, una volta riconosciute librerie di qualità, hanno molti vantaggi. “Adesso – sottolinea Piccolli Nardelli – bisognava far fronte a un’emergenza evidente che interessa le librerie italiane andando incontro alle tante difficoltà che affrontano. È un pezzo di intervento su una parte del mondo del libro e della lettura che viene accolto. Esiste poi anche il problema più ampio delle biblioteche”.

FONDI E ASSUNZIONI PER LE BIBLIOTECHE STATALI

Se è vero quindi che non si è riusciti ad approvare una legge di sistema, è altrettanto vero che gli interventi per il settore sono stati tanti e, in alcuni casi, con un impegno significativo di risorse. “Innanzitutto il finanziamento delle biblioteche statali che è aumentato in maniera considerevole: le risorse aggiuntive destinate alle biblioteche sono cresciute nel 2016 dell’87 per cento e poi consolidatesi in maniera strutturale anche nel 2017 e nel 2018. Ci sono state poi a inizio anno 60 assunzioni di nuovi funzionari per biblioteche e sono destinate ad aumentare ulteriormente già da questa legge di bilancio”.

Anche nel progetto Alternanza scuola-lavoro ci sono stati alcuni esempi virtuosi che hanno coinvolto le biblioteche. Ad esempio il progetto della Biblioteca dei Cappuccini di Bologna ‘Rispolveriamo i libri proibiti’. Nel deposito è stata ritrovata una cassa con il sigillo giallo dei libri proibiti e su questo hanno costruito tutto il loro progetto. O come la biblioteca statale di Avellino dove i ragazzi hanno trovato il modo di tenere aperta la loro biblioteca scolastica.

QUASI 100 MILIONI IN LIBRI DA CARD INSEGNANTI E APP18ENNI

Quest’anno le due iniziative (18app e Carta del docente) del Ministero per incentivare la spesa in cultura hanno prodotto entrate enormi per il settore del libro. Solo l’app diciottenni ha portato (con dati aggiornati al luglio 2017) 52 milioni in libri a fronte di una spesa complessiva per i nati nel 1998 di 67 milioni di euro. E a inizio ottobre, ad appena 20 giorni dall’attivazione dell’app per i nati del 1999, erano già stati spesi 7 milioni di euro in libri con un incremento rispetto alla versione precedente del 195%.

Anche la Carta del docente ha prodotto risultati simili con una spesa di 38 milioni in libri. Ma oltre alle risorse impegnate ed utilizzate ci sono stati dei vantaggi ulteriori. Infatti, se da un lato la 18App ha avuto anche la grande utilità di aprire i ragazzi alla digitalizzazione, dall’altro anche molti piccoli librai hanno dovuto attrezzarsi ed entrare nel medesimo meccanismo. E tra gli effetti benefici dell’iniziativa c’è anche quello dei tempi di rimborso delle fatture: infatti queste vengono pagate al massimo entro 30 giorni, ma spesso anche prima.

ART BONUS

Anche l’Art Bonus ha contribuito in maniera significativa ancora una volta al settore delle biblioteche. Con il programma ideato dal ministero sono stati raccolti oltre tre milioni di euro (3.160.000) per 147 biblioteche e 302 progetti con casi eclatanti e virtuosi: ad esempio 763mila euro per la biblioteca delle Oblate di Firenze o 260mila euro per la biblioteca Gambalunga di Rimini o ancora le biblioteche civiche di Cuneo e Verbania con rispettivamente 102mila e 108mila euro raccolti. Come anche l’Istituzione Biblioteca Classense di Ravenna, anch’essa con 102mila euro. Risultati da far invidia (e anche un po’ di rabbia) a molte regioni italiane che con tutti i loro beni non sono riuscite a raccogliere quanto una biblioteca comunale (seppur virtuosa). Un vantaggio rafforzato nel caso delle biblioteche perché i fondi raccolti possono essere utilizzati non solo in conto capitale ma anche per le spese correnti.

IL FONDO PER LA LETTURA

Sempre nella Legge di Bilancio per l’anno 2018 arrivano 3 milioni di euro per istituire un fondo per la promozione del libro e della lettura gestito dal Centro per il libro e la lettura (Cepel). “Si tratta di un passaggio fondamentale – spiega Piccoli Nardelli – perché intanto è stato aperto un cespite. Il che vuol dire che in futuro sarà più facile inserire risorse aggiuntive rispetto ad attivarne di nuove”. Per la presidente della Commissione Cultura in questo momento storico è sicuramente rintracciabile “un clima di attenzione maggiore”.

Un’evidenza che si riscontra anche nell’indagine che la Commissione Cultura della Camera sta conducendo sulle buone pratiche di diffusione della cultura nel nostro Paese. Un censimento a tappeto di accademici, stakeholders ed esempi virtuosi sparsi per l’Italia. “Finora la VII ha ascoltato oltre 50 soggetti e nei loro interventi “il tema della lettura è venuto fuori praticamente in tutti gli auditi”. Ne ha parlato Asor Rosa, ne ha parlato Cardini, ne ha parlato Laterza come gli investimenti nella lettura siano “un termometro importante per misurare la vita culturale del Paese”.

Il tema è emerso anche in molti esempi virtuosi. Uno su tutti quello di Maiolati Spontini, piccolo centro di cinquemila abitanti in provincia di Ancona nelle Marche. Il comune ha investito tre milioni per la rigenerazione di una antica fornace di laterizi che rappresenta un importante pezzo di storia del territorio. I fondi sono stati raccolti grazie alla gestione di una discarica presente nel comune. “La biblioteca è diventata un modello di gestione, centro della vita del paese e luogo di attrazione per l’intero territorio che circonda il comune”. Il progetto biblioteconomico è opera del personale comunale in collaborazione con la consulente Antonella Agnoli.

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