Verificare se la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Roma abbia agito nel rispetto dei princìpi costituzionali di tutela dei beni ambientali, paesaggistici e architettonici, della trasparenza, dell’imparzialità dell’azione della pubblica amministrazione, in merito al progetto di ripristino e restauro dei giardini di Villa Massimo elaborato dal municipio di Roma 2. E’ quanto chiedono in un’interrogazione indirizzata al Mibact i deputati di Si-Sel, Stefano Fassina (primo firmatario) e Annalisa Pannarale, secondo cui tale progetto “presenta profili di dubbia legittimità sul piano del rispetto dei vincoli paesaggistici e architettonici”.

La pineta di Villa Massimo, parco comunale con vincolo paesaggistico dal 1927, è una delle poche memorie dell’aspetto originario dei luoghi di quella che a fine ’800 era la Villa Massimo, che si estendeva tra la villa Torlonia e l’odierna piazza Bologna. La Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Roma – ricordano i deputati – con una nota del 29 agosto 2017 ha accolto con prescrizioni, l’elaborato grafico, la relazione e il progetto di ripristino e restauro del giardino della Villa Massimo trasmessi dal municipio di Roma 2.

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