jazz midj residenze artistaVenti giovani jazzisti tra i 18 e i 30 anni potranno trascorrere dalle 4 alle 6 settimane in altrettante residenze di artista, ospitati presso gli Istituti di cultura e le Ambasciate nel corso del 2018. Il progetto nasce da un’iniziativa dell’Associazione Italiana dei Musicisti di Jazz con il contributo della Siae. Il bando si è rivolto ai musicisti provenienti da tutta Italia e ha riscosso un grande successo in termini di partecipazione e un alto livello qualitativo degli artisti che hanno inoltrato la loro candidatura. Hanno vinto 20 musicisti provenienti ognuno da una regione d’Italia. L’iniziativa è stata presentata oggi al Ministero dei Beni culturali alla presenza del Ministro Dario Franceschini. Ha introdotto l’appuntamento il maestro Paolo Fresu che ha ricordato come questo progetto nasca da una residenza “istituzionalizzata” realizzata a Copenaghen e prima ancora da esperienze similari a Parigi. “Da qui è nata l’idea di farne un progetto capace di mettere insieme il migliore jazz italiano con le sedi estere. Un grande risultato anche grazie alla Siae. Il ministro ha sposato appieno le istanze del jazz italiano. Il jazz italiano non solo è cresciuto dal punto di vista creativo ma dal punto di vista della sua architettura interna. È un jazz che non vuole solo leccarsi le ferite ma vuole andare avanti”.

IL PROGETTO

I venti vincitori hanno appreso oggi, tramite un’estrazione, le rispettive sedi di destinazione. Per i pianisti sono state selezionate le sedi di Vienna, Pechino, Tokyo, Belgrado, Città del Messico, Stoccolma, Praga e Parigi. Tutti gli altri musicisti saranno divisi tra Sofia, Dakar, Toronto, Copenaghen, Londra, Lima, Addis Abeba, Montreal, Bangkok, Lisbona, Nairobi, Budapest. Ada Montellanico, presidente di Midj ha sottolineato come si tratti del “progetto più importante sulle residenze di artista”. La selezione dei musicisti è stata ardua visto il livello molto alto dei candidati. Un’impresa condotta da “tre commissioni composte da 12 tra i musicisti di Jazz più importanti d’Italia”. Alla fine,ha spiegato la presidentessa di Midj, “tutta l’Italia è rappresentata. Questo progetto consentirà di portare una delle nostre eccellenze all’Estero”.

Il progetto è stato possibile anche grazie al contributo della Siae. “Questo progetto rappresenta un deciso salto in avanti”, ha detto Paolo Damiani in rappresentanza della Siae. “Nessuna associazione al mondo – ha aggiunto – ha mai intrapreso un progetto di questo tipo insieme al ministero dei beni culturali per studiare all’estero e per fare ricerca”. “La creazione culturale non è l’orpello di una società, ma ne rappresenta la coscienza. Questo è un dato di cui dobbiamo tenere presente. Da un po’ di tempo a questa parte, l’Italia non è seconda a nessuno: il jazz italiano è conosciutissimo all’estero e insieme a quello statunitense è considerato il più importante del mondo”. Infine un auspicio e un invito a che “non si esaurisca tutto con un viaggio all’estero”. Antonia Grande della Direzione generale per il Sistema paese del ministero degli Esteri ha ricordato il lavoro del Maeci in termini di investimenti “nella promozione della contemporaneità e nei settori meno conosciuti all’estero”. Apprezzando questo progetto perché “sostiene i giovani e promuove il jazz italiano”.

L’“INVIDIA” DI FRANCESCHINI

“Il mio sentimento prevalente è l’invidia”, ha esordito il ministro commentando l’iniziativa. “Fare una residenza d’artista di un mese in una città del mondo suonando e costruendo rapporti – ha spiegato – è un’esperienza fantastica”. Per il ministro il progetto è molto importante. Innanzitutto “per le residenze di artista: come sistema paese siamo molto indietro, le residenze d’artista sono uno strumento essenziale per costruire una cittadinanza europea e per far superare le paure della diversità. Con i ministri di Francia e Germania stiamo progettando un Erasmus culture, cioè un sistema come quello dell’Erasmus ma non come percorso formativo ma con scambi tra giovani tra le diverse istituzioni culturali per mescolare il più possibile. L’Italia è perfetta sia per mandare ragazzi in giro per il mondo. ma anche per ospitare ragazzi di altri Paesi”. Il progetto è importante anche “perché valorizza gli Istituti di cultura all’estero, un patrimonio enorme” che purtroppo è stato colpito dalla spending review in questi anni. “Con un’azione congiunta con il Ministero degli Esteri abbiamo invertito la tendenza migliorando le risorse a disposizione. Per l’Italia sono una risorsa fondamentale, il principale strumento di diplomazia”. Infine è importante per il jazz. “Abbiamo fatto un po’ di lavoro recuperando un colpevolissimo ritardo. Il jazz ha un ruolo dominante quanto a numero di eventi e a numero di pubblico. Ha grandi maestri e giovani talenti, una potenzialità infinita. L’Italia è perfetta per il jazz: se il jazz è contaminazione, l’Italia è contaminazione da tutti i punti di vista”.

FRANCESCHINI JAZZISTA

C’è spazio anche per un ricordo personale del Ministro all’epoca giovane appassionato di musica. “Era il ’74 o il ’75 quando partirono le prime radio libere, che erano veramente radio libere con un mixer di latta costruito artigianalmente. Io in una di quelle radio facevo l’ora di Jazz e andavo con i 45 giri di mio padre e gli altri mi scambiavano per un matto”. Poi, ha aggiunto Franceschini, “c’è stata la seconda parte quando ho disperatamente cercato di imparare a suonare il sassofono. Ho fatto diversi mesi di lezioni e poi ho fatto un enorme errore: mi sono registrato… quando ho ascoltato il nastro ho percepito la distanza fra come immaginavo di suonare e come realmente suonavo”.

IL LAVORO FATTO

Franceschini ha poi ricordato alcuni progetti realizzati che hanno coinvolto il jazz e l’associazione Midj. “L’Aquila è stato un simbolo. È partito come un atto di solidarietà e poi è diventato un successo enorme di pubblico e di presenze. Sono centinaia i musicisti che hanno suonato gratis in questi tre anni, adesso si sta ragionando con l’Aquila su come far finire la parte di solidarietà e come si utilizzi quel luogo e quell’immagine che si è creata tra jazz e l’Aquila affinché diventi una cosa permanente. Abbiamo fatto il bando sul jazz, e stiamo lavorando per renderlo permanente, e il portale che è uno strumento fondamentale per i cittadini, per i turisti e per i musicisti”.

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