turismo mare liguriaNel 2015 il valore aggiunto prodotto in Italia dalle attività connesse al turismo è pari a 87,823 miliardi di euro, ovvero il 6% del valore aggiunto totale dell’economia. Il consumo turistico interno ammonta invece a 146,334 miliardi di euro, prevalente attribuito ai turisti italiani, con il 43,9% del totale, mentre il turismo straniero rappresenta una quota del 32,9%. Le altre componenti del consumo turistico, tra le quali rientra l’utilizzo delle seconde case per vacanza, rappresentano il 23,2 % della domanda turistica. È quanto rileva l’Istat nel “Conto satellite del turismo per l’Italia” riferito al 2015

IL TURISMO INTERNAZIONALE VALE 48 MILIARDI DI EURO

Il turismo internazionale, detto anche turismo inbound, rappresenta una parte rilevante della domanda turistica in Italia e incide per il 32,9% sul totale della spesa interna per turismo. Nel 2015 i turisti stranieri hanno speso più di 48 miliardi di euro in Italia. Quasi il 50% di questo importo è stato destinato all’alloggio e al la ristorazione, mentre circa il 40% ha riguardato l’acquisto di prodotti non tipicamente turistici, inclusi quelli relativi allo shopping.

IL TURISMO DOMESTICO HA SPESO 64 MILIARDI NEL 2015

Il turismo domestico, con i circa 64 miliardi di spesa del 2015, ricopre un ruolo di primo piano in Italia e rappresenta il 57,2% della spesa interna turistica. Anche per gli italiani la spesa maggiore è quella per l’alloggio e la ristorazione (37,7%), ma l’incidenza del solo servizio ricettivo è inferiore di quasi 10 punti percentuali rispetto a quanto rilevato per il turismo inbound. Anche le spese di trasporto assorbono una quota importante (14,9 %) e tra le varie modalità di trasporto quello aereo è il più rilevante (6,1%). Nel complesso il 12,3% della spesa domestica per turismo è sostenuta dagli escursionisti, ovvero colore che effettuano un viaggio senza pernottamento; all’interno di questa componente le quote più consistenti di spesa riguardano l o shopping e le spese varie che insieme raggiungono il 67,2%.

LE SPESE DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO

Sempre nel 2015 circa 24 miliardi di euro sono stati spesi per viaggi all’estero dagli italiani, detto anche turismo outbound. Il 92,1% di questo importo è stato sostenuto per viaggi con pernottamento, la cui spesa è principalmente destinata ( 77,6 %) ai prodotti tipicamente turistici, in particolare l’alloggio (43,7%), la ristorazione (19,8%) e lo shopping (10,2%). Gli italiani che viaggiano oltre confine senza pernottare lo fanno prevalentemente per motivi commerciali e si muovono utilizzando in misura preponderante veicoli stradali. Considerando il totale della spesa degli italiani, sia in Italia che all’estero, nel 2015 sono stati spesi per vacanze quasi 88 miliardi di euro.

IL GIRO D’AFFARI DEL TURISMO VALE COMPLESSIVAMENTE 146 MILIARDI DI EURO

Sommando la spesa degli stranieri a quanto speso dagli italiani in Italia si giunge ad un totale di circa 112 miliardi di euro. A questo ammontare, occorre, però, aggiungere – sottolinea Istat – anche quanto speso non direttamente dai turisti ma che si riferisce a viaggi per affari, servizi resi dall’utilizzo per vacanza delle seconde case di proprietà, consumi turistici collettivi sostenuti dalle amministrazioni pubbliche. Considerando anche queste componenti, si giunge a un totale del consumo turistico interno pari, nel 2015, a più di 146 miliardi di euro. La spesa per consumi turistici concorre per il 76,8 % (32,9% quella inbound e 43,9% quella domestica), mentre il restante 23,2 % è costituito, come appena osservato, da consumi che vengono sostenuti dalle aziende per i viaggi d’affari dei loro dipendenti, da servizi abitativi figurativi e da servizi forniti gratuitamente. Il prodotto che ha il peso maggiore nell’ambito del consumo turistico interno è quello relativo agli esercizi ricettivi (20,8%), seguito dai servizi abitativi, effettivi e figurativi, per l’uso delle seconde case di proprietà (15%) e dalla ristorazione (13,3 %).

L’OFFERTA DI PRODOTTI TURISTICI

Dal lato dell’offerta le componenti considerate riguardano principalmente la produzione interna ed il valore aggiunto, entrambi valutati ai prezzi base, per branca di attività. Nel 2015 la produzione interna di beni e servizi dell’Italia è stata pari a 3.124 miliardi di euro, sottolinea Istat. Il 10,4 % di questo ammontare (pari a 326,265 milioni di euro) è stato prodotto dalle industrie italiane caratteristiche del turismo. Il valore aggiunto dell’industria turistica (Vati) è costituito dal valore aggiunto generato dalle branche definibili come turistiche ma la cui produzione non è completamente imputabile al turismo, Tale aggregato nel 2015 è stato pari a circa 190 miliardi di euro, con un’incidenza sul totale dell’economia del 12,8%. Le branche turistiche più rilevanti sono quelle dell’alloggio, della ristorazione e del commercio al dettaglio, e rappresentano l ’8,5% del Vati totale. Uno degli obiettivi principali del Cst è quello di mettere in relazione la domanda turistica con l’offerta in termini monetari e conseguentemente di determinare l’impatto del turismo sull’economia di riferimento. Nel 2015 in Italia il 3,9% dell’offerta totale dell’economia è stata impiegata per soddisfare la domanda turistica.

IL VALORE AGGIUNTO DEL TURISMO È DI OLTRE 87 MILIARDI DI EURO

L’analisi per tipologia di prodotto evidenzia coefficienti turistici (intesi come quota di produzione destinata alla domanda turistica) particolarmente elevati nel caso dei pro dotti più caratteristici del turismo, quali i servizi ricettivi e i servizi delle agenzie di viaggio e dei tour operator (98,9%), il trasporto aereo (98,4). Il coefficiente è molto elevato anche per il trasporto marittimo e quello ferroviario (rispettivamente 85,3 e 73,2%) mentre è decisamente più contenuto per il trasporto su strada, con un valore del 36,4%. Nel caso dei servizi di ristorazione la quota di produzione destinata alla domanda turistica è del 23,5%, anche per quelli del commercio al minuto (shopping) pur se più contenuta risulta comunque significativa (14,6%). Dalla sintesi tra domanda e offerta turistica si determina l’indicatore più importante derivabile dal Cst: il valore aggiunto del turismo (Vat). Esso corrisponde al valore aggiunto attivato direttamente dai consumi turistici; rapportandolo al valore aggiunto del totale dell’economia si ottiene il peso del turismo sull’insieme delle attività economiche del Paese.

Nel 2015 il valore aggiunto determinato dal turismo è stato di 87.823 milioni di euro, pari a quasi il 6% del valore aggiunto dell’Italia. Le attività economiche che hanno maggiormente contribuito a questo risultato sono quelle caratteristiche del turismo, in particolare il settore dell’alloggio e dei ristoranti e pubblici esercizi genera il 24,7 % del valore aggiunto del turismo e l’utilizzo della casa di proprietà per motivi turistici che in Italia rappresenta la soluzione di alloggio più consolidata, con il 30,9%. Il restante viene ripartito principalmente tra le attività del trasporto (6,2%), del commercio al dettaglio di beni caratteristici del Paese (6,1 % per shopping) e delle altre attività non specifiche del turismo (28,6%). Nel complesso la compilazione del Cst permette di valutare che le attività connesse al turismo pesano per il 6% del totale del valore aggiunto nazionale.

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