I ministri della Giustizia, dei Beni culturali e degli Esteri chiariscano le modalità con le quali ritengono di procedere in relazione al recupero delle otto tele italiane di “grande valore custodite”, da 70 anni, nel Museo nazionale di Belgrado. E’ quanto chiedono in un’interrogazione i deputati Aris Prodani (Misto) e Walter Rizzetto (Fdi). Le tele, spiegano, “vennero acquistate a Firenze tra il 1941 e il 1942 dal mercante tedesco Walter Hofer su ordine di Goering. Tuttavia furono portate in Germania aggirando la regolamentazione prevista da due leggi dello Stato italiano: una del 1909 e l’altra del 1939. In quel periodo i nazisti facevano razzia di opere d’arte in Europa con l’obiettivo di raccoglierle in un grande museo a Linz, in Austria”.

Si tratta di capolavori del Medioevo e del Rinascimento: “il Ritratto della regina Cristiana di Danimarca dipinto da Tiziano, la Madonna con Bambino e donatore di Jacopo Tintoretto, il San Rocco e il San Sebastiano, entrambi di Vittore Carpaccio, una Adorazione del Bambino con angeli e santi della Scuola ferrarese del XV secolo, una Madonna con Bambino di Paolo Veneziano, un trittico di Paolo di Giovanni Fei e una tempera di Spinello Aretino”.

Come spiegato da Il Sole 24 Ore nell’inchiesta pubblicata il 5 dicembre 2017, “nel corso del 2014, i Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale di Firenze incrociarono i dati della banca dati Leonardo con le immagini di una mostra che è stata organizzata a Bologna dal 28 novembre 2004 al 13 febbraio 2005, intitolata “Da Carpaccio a Canaletto. Tesori d’arte italiana dal Museo nazionale di Belgrado”. Tra i capolavori d’arte esposti a Bologna c’erano anche gli otto “prigionieri di guerra”. Ci sono voluti più di 70 anni, ma finalmente in quel 2014 le opere vennero localizzate a Belgrado, in Serbia”.

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