Dario Franceschini centri storici“Quello presentato oggi è uno studio molto interessante, mi fa piacere firmare questo accordo che ci consentirà di sviluppare un’azione di studio e analisi che deve precedere le scelte legislative. Se si può fare un bilancio, si può sintetizzare dicendo che nel ‘900 il paese ha vinto complessivamente la sfida della tutela dei centri storici. In Italia è scontato l’accettazione del principio che se hai un bene che ha un valore storico, è un bene comune che va tutelato. Uno dei problemi è mantenere vivi i centri storici, continuare a renderli attrattivi per la popolazione ed evitare la trasformazione in Disneyland e lo spopolamento. È quindi necessario governare anche la crescita dei flussi turistici: il turismo crescerà quindi bisogna regolamentare i flussi – e ribadisco di essere contrario a ticket – però si può pensare a un criterio di regolamentazione dei flussi che le nuove tecnologie permettono”. Lo ha detto il ministro Dario Franceschini nel corso della presentazione della prima indagine conoscitiva sui centri storici dei 109 capoluoghi di provincia italiani realizzata da Ancsa con la collaborazione del Cresme.

“Altro problema – ha spiegato Franceschini – è intervenire sul tema dell’ospitalità: airbnb è una cosa che sta bene anche con l’idea che abbiamo di turismo, ma vanno regolamentati e posti dei limiti, ma deve restare quel tipo di offerta. Sono per porre un limite quantitativo, non si possono comprare appartamenti solo per affittarli. Siamo poi già intervenuti sul fronte commerciale, un centro storico è infatti bello se c’è la verità, se attraverso le attività commerciali si percepisce una verità. Con negozi che vendono tutte le stesse cose, se si chiudono librerie e botteghe, si perde identità del luogo. Per questo abbiamo approvato una norma, usata pochissimo dai sindaci, che prevede che i sindaci possono individuare aree di particolare valore artistico dentro le quali non si possono insediare alcuni tipi di attività. Uno strumento formidabile che va usato in fretta. Anche sugli ambulanti abbiamo fatto una norma, che prevede in caso di spostamento 2-3 annualità di tasse già pagate. Anche in questo caso è stata usata pochissimo. Infine, tra le norme approvate, c’è il tax credit per le librerie, questo consentirà a decine di librerie di sopravvivere”.

Infine, ha notato Franceschini, “nei centri storici abbiamo perso la battaglia delle auto e non abbiamo combattuto l’innesto di architettura contemporanea nei centri storici: non è che non si può fare, dove ci sono vuoti urbani per esempio si può fare architettura contemporanea di qualità e fare rigenerazione di spazi. Stiamo lavorando con il ministro della Coesione territoriale Claudio De Vincenti per prendere un pezzo di 4 centri storici di 4 città del Sud – Napoli, Palermo, Cosenza e Taranto -, provando a fare un intervento complessivo con risorse pubbliche, dimostrando che con un intervento pubblico si possono fare rinascere gli spazi”.

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