Un tuffo nel passato – esattamente nel 216 d. C. – quando Marco Aurelio inaugura le Terme di Caracalla: la realtà virtuale ci porta indietro nel tempo e ci fa rivivere la vivacità del sito che accoglieva dalle seimila alle ottomila persone al giorno. Si chiama “Caracalla IV dimensione” il progetto che trasformerà le Terme di Caracalla nel primo grande sito archeologico italiano interamente fruibile in 3D (grazie a uno speciale visore), promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma e da CoopCulture. Un continuo confronto tra realtà fisica e virtuale, tra presente e passato: la visita, articolata in dieci tappe di cui sei con la realtà virtuale, si fonda su ricostruzioni filologiche delle Terme, basate sugli studi degli ultimi trenta anni e curate per la parte scientifica da Marina Piranomonte, direttore del monumento. Il progetto, al quale ha collaborato per l’ideazione tecnologica Francesco Antinucci, del Cnr, è stato coordinato da Francesco Cochetti di CoopCulture ed è costato circa 100mila euro tra ricerca e realizzazione. “Una nuova frontiera – la definisce la presidente di CoopCulture, Giovanna Barni, durante la conferenza stampa di presentazione – anche per il tipo di partenariato. Oggi possiamo offrire al visitatore uno strumento facile che non sostituisce la visita, ma la arricchisce aprendo una nuova frontiera alle attività di didattica”.

PATRIMONIO TECNOLOGICO SOSTENIBILE

Per conoscere ci vuole motivazione, divertimento, e questo, secondo Barni, “è l’elemento più significativo dell’esperimento” oltre al fatto che “tutto questo patrimonio digitale di immagini, ricostruzioni e scansioni può essere riutilizzato nell’ottica di una tecnologica sostenibile”. Tecnologia che si basa su un visore, all’interno del quale è inserito un cellulare di ultima generazione con uno specifico software: con semplici comandi gestiti da un solo pulsante, l’apparecchio dotato di georeferenziazione riprodurrà i luoghi dove si trova il visitatore con una prospettiva immersiva, coprendo cioè tutto lo spazio visivo. “Un patrimonio tecnologico che può essere riutilizzato per molti altri usi, dalle scenografie ai quaderni didattici digitali”, sottolinea ancora la presidente di CoopCulture ricordando che “un supporto simile a questo sarà inaugurato a breve al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dove il Toro Farnese sarà reinserito nel suo contesto”. La visita copre tutte le aree delle Terme di Caracalla, svelandone le varie funzioni e restituendo un’immagine completa del monumento. Visore agli occhi, ci si avventura così nel Frigidarium, grande aula dotata di vasche con acqua fredda; nella Natatio, immensa piscina scoperta con le sue nicchie parietali ricche di statue; nelle Saune, nei Laconica e nel Caldarium, che componevano il percorso caldo delle terme.

INNOVAZIONE CONOSCITIVA

E poi statue, fontane e capitelli: per secoli le Terme di Caracalla sono state saccheggiate per costruire e adornare chiese, palazzi e piazze. Tuttavia si conosce dove attualmente si trovano molte opere che adornavano il monumento: l’Ercole, il Toro Farnese e la grande vasca in porfido rosso del Frigidarium oggi sono al Museo Archeologico Nazionale di Napoli; nella Reggia di Caserta si trova invece il secondo Ercole, gemello del primo, ed entrambe queste istituzioni hanno collaborato al progetto. Le colonne delle Biblioteche delle Terme sono state trasferite a Santa Maria in Trastevere, mentre due grandi vasche di granito adornano piazza Farnese a Roma. “Oltre alla conoscenza del luogo è offerta la conoscenza storica di quelle che sono le connessioni tra musei italiani e monumenti archeologici – ha detto Barni -. Un’operazione ricchissima dal punto di vista dell’innovazione conoscitiva che si può offrire al visitatore”. Un esperimento che “completa la mission di CoopCulture, che è sempre stata quella di mettersi dalla parte del fruitore e avvicinarlo il più possibile al patrimonio culturale, e segna anche il futuro della combinazione di questo partenariato che potrebbe essere replicato in tutti i luoghi della cultura”, ha aggiunto la presidente di CoopCulture ricordando anche il tema “dell’applicazione dell’industria 4.0: noi auspichiamo di dare un contributo a questo che è uno degli obiettivi politici più importanti di questa città”.

TRENTA ANNI DI PASSIONE E RICERCA

Si tratta di “un’iniziativa che ha una valenza sperimentale, ci è sembrato che le Terme fossero il luogo ideale per sperimentare questa tecnologia, perché se c’è un luogo adatto a restituire la sua grandiosità con le tecnologie è proprio questo”, ha affermato il Soprintendente Francesco Prosperetti. Il sito, infatti, è una testimonianza eccezionale del passato della città: sono le uniche terme monumentali della Roma antica ad aver mantenuto la loro struttura architettonica in forma così compiuta e conservata. La ricostruzione in tre dimensioni ha richiesto un lungo e meticoloso lavoro storico e scientifico: è stato necessario ripercorrere gli studi degli ultimi trent’anni, in particolare quelli di Marina Piranomonte, direttore del monumento e curatore scientifico del progetto. “E’ una soddisfazione enorme – dice orgogliosa l’archeologa Piranomonte – è un documento che ripercorre trenta anni di passione e ricerca e che resta ai visitatori”. Si tratta di migliaia di pagine, racchiuse in volumi monografici o raccolte di saggi, cui vanno aggiunte le centinaia di rilievi, fotogrammetrie e scansioni laser 3D, realizzate dalla Soprintendenza in collaborazione con molte istituzioni italiane e internazionali. Solo grazie a questo materiale si è potuto arrivare a un modello in tre dimensioni il più fedele possibile all’originale e ogni elemento, dalle forme ai colori, è stato riproposto con un attento lavoro di ricostruzione. E in effetti attraverso il visore, “oggetto che ha una funzione culturale”, si ha proprio l’impressione di “starci dentro”, commenta Antinucci, del Cnr.

ALLA SCOPERTA DEL FORO DEI SEVERI

Le dieci tappe fanno intravedere come le Terme di Caracalla non fossero solo un edificio per il bagno o quello che oggi è definito una spa: l’impianto aveva ben altra importanza, grazie alle due biblioteche, una latina e una greca, le aule di ritrovo, i grandi giardini, i lunghi portici e le tabernæ posizionate nel recinto perimetrale. Infatti, oltre alla cura del corpo, le grandi terme imperiali assolvevano alla funzione di centro per lo sport, di luogo studio e d’incontro per le occasioni più diverse. La visita virtuale permetterà di cogliere la complessità delle Terme di Caracalla che, ricchissime di opere d’arte e di bassorilievi con le raffigurazioni celebrative di imprese belliche, possono essere considerate un vero e proprio Foro degli imperatori della dinastia dei Severi, che non a caso a Roma non c’era.

LA GALLERIA FOTOGRAFICA DI AGCULT:

 

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