colosseo guide turisticheIl Governo faccia “marcia indietro” sull’intesa con le regioni per regolamentare l’accesso alla professione di guida turistica nazionale, optando invece per l’assunzione di iniziative normative affinché la professione della guida turistica venga disciplinata da una legge dello Stato. E’ quanto si legge in un’interrogazione al Mibact e al Miur presentata dal deputato Arturo Scotto (Art.1-Mdp), che chiede inoltre “se non si ritenga doveroso assumere iniziative per garantire che l’accesso alla professione continui a dipendere dal superamento di esami pubblici disancorati da agenzie formative private (ivi compresa la verifica delle conoscenze linguistiche)” e “se non ritengano di dover assumere iniziative volte a prevedere, per il futuro, la creazione di corsi di laurea che permettano l’accesso al suddetto esame pubblico, al fine di garantire il mantenimento di standard qualitativi elevati nel settore”.

Scotto ricorda che in queste ore è prevista la firma di un’intesa tra Mibact e regioni per regolamentare l’accesso alla professione di guida turistica nazionale. “La bozza di tale intesa ha suscitato diverse perplessità nelle realtà interessate al tema, le quali hanno già più volte denunciato come il testo predisposto preveda regole poco chiare e l’accesso mediante titoli informali. E’ prevista, inoltre, la creazione di costosi corsi formativi gestiti da enti privati, con accesso all’esame mediante semplice diploma di scuola superiore; finanche la richiesta di specifiche conoscenze linguistiche (fondamentali per la professione) non sarebbe più oggetto d’esame, ma verrebbe soddisfatta dalla presentazione di attestati di enti privati accreditati”.

“In questo modo – spiega il deputato – si rischia di rendere la professione preda di interessi privati e di allontanarsi dall’idea di qualità e preparazione che dovrebbe sottostare ad una professionalità come quella della guida turistica. E’ peraltro incomprensibile la scelta di riordinare completamente una professione e l’accesso ad essa non seguendo il canonico iter parlamentare, bensì attraverso un’intesa Stato-regioni; pare quasi che, a fronte dell’arenarsi delle proposte sulla figura della guida specialistica, si voglia chiudere rapidamente e superficialmente con una soluzione che però rischia di creare più difficoltà che miglioramenti. La categoria chiede da tempo, ormai, una legge di riordino della professione, ancorandola però a criteri molto più rigorosi e prevedendo anche, per il futuro, l’istituzione di lauree specifiche. Una seria legge di riordino servirebbe non solo a formare professionisti seri e consapevoli del loro ruolo nel turismo, ma anche a tutelare i turisti, che hanno il diritto di usufruire di un servizio di livello adeguato e reso da soggetti che abbiano preventivamente dimostrato conoscenza specifica del medesimo”, conclude Scotto.

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