sicilia cultura turismoIl 2017 si chiude con un moderato ma costante miglioramento dell’economia meridionale. Lo conferma il Check Up Mezzogiorno di dicembre 2017, il tradizionale studio elaborato da Confindustria e SRM, Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (centro studi del Gruppo Intesa Sanpaolo). Dopo un 2016 che ha visto crescere le regioni del Sud in linea con la media nazionale, le anticipazioni relative al 2017 confermano la tendenza alla crescita, che dovrebbe proseguire anche nel 2018, con un incremento del Pil superiore all’1 per cento. Gli indici di fiducia, non lontani dai massimi, confermano questa intonazione moderatamente positiva. Questa tendenza è confermata dall’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale, elaborato da Confindustria e SRM, che mostra tutti gli indicatori in crescita. Il Pil del Mezzogiorno aumenta per il secondo anno di seguito (+1 per cento): anche gli investimenti tornano a crescere, spinti da quelli privati, e soprattutto da quelli dell’industria in senso stretto, che nel solo ultimo anno fanno segnare un aumento del 40 per cento rispetto all’anno precedente. Sebbene non ancora sufficiente per tornare ai valori del 2007, si tratta di un balzo in avanti davvero significativo.

Un significativo apporto ai positivi risultati del tessuto imprenditoriale meridionale viene dal settore turistico. Il 2016 ha visto, infatti, crescere arrivi e presenze dei turisti nelle regioni meridionali (+4,3 per cento, 1 punto e mezzo in più del Centro-Nord). Aumenta in particolare il cosiddetto “export turistico”, ovvero le presenze (+7,8 per cento), e la spesa (+24 per cento) dei turisti stranieri. Alla base di questi risultati positivi ci sono le imprese turistiche meridionali che, pur rappresentando solamente il 25 per cento del totale nazionale (il 20 per cento delle imprese ricettive italiane), costituiscono un comparto dai fondamentali solidi, con oltre 70 mila occupati e due miliardi e mezzo di valore aggiunto, che vede migliorare, in maniera costante a partire dal 2012 la redditività mentre calano l’indebitamento e i conseguenti oneri finanziari. Un settore con un’offerta qualitativamente elevata (gli hotel del segmento 4 – 5 stelle sono quasi il doppio della media nazionale) e caratterizzato da nicchie importanti, come l’industria termale, che può vantare ¼ dei ricavi di tutta l’industria termale nazionale.

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