libri e giovaniIn Italia si contano circa 2.000 tra case editrici e altri enti dediti alla pubblicazione di opere librarie, dei quali, tuttavia, nel 2015 solo 1.409 risultano attivi ossia risultano aver pubblicato almeno un’opera nel corso dell’anno. Nel 2015 sono stati pubblicati in Italia 55.554 libri, per un totale di quasi 157 milioni di copie. Rispetto all’anno precedente, tanto il numero dei titoli, quanto la tiratura, sono diminuiti, rispettivamente, del 3,9 e del 6,5 per cento. La quota di edizioni scolastiche sul totale si è ridotta drasticamente, risultando quasi dell’8 per cento appena a fronte dell’11,9 dell’anno precedente. È quanto si legge nell’Annuario statistico 2017 realizzato dall’Istat. Le prime edizioni rappresentano, come negli anni precedenti, la maggior quota della produzione (61,6 per cento nel 2015), a confermare un mercato che punta soprattutto sulle novità, piuttosto che sulla durata delle proposte editoriali. Sotto il profilo delle materie trattate, prevalgono i testi letterari moderni, che superano i 58 milioni di copie, per quasi 13 mila titoli. Fra di essi, sono state stampati oltre 45 milioni di copie per circa 9 mila titoli di romanzi e racconti (esclusi i gialli). Religione e teologia hanno raggiunto un volume di 13 milioni di copie per circa 5 mila titoli. La struttura dell’editoria italiana si conferma concentrata sulle realtà di grandi dimensioni e geograficamente polarizzata. La produzione di libri in Italia continua infatti a essere dominata dai grandi editori, che, pur rappresentando solamente il 13,9 per cento del totale, coprono più di tre quarti dei titoli pubblicati (76,5 per cento) e ben il 90,5 per cento della tiratura. Nel 2015, mentre i piccoli editori, che sono il 56,6 per cento del totale, hanno pubblicato ciascuno in media 4 titoli, in nemmeno 5 mila copie, i grandi editori ne hanno prodotti ognuno 217, con una tiratura di circa 700 mila copie.

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