Galleria Borghese musei culturaGli italiani nel 2016 hanno speso in cultura poco meno del 7 per cento della spesa per consumi e hanno ripreso a viaggiare anche se ancora molto meno rispetto ai concittadini europei (in media 0,8 vacanze all’anno ciascuno rispetto alle 2,4 degli europei). Ma il dato più negativo in ambito culturale che emerge dall’Annuario statistico 2017 realizzato dall’Istat è certamente quello legato alla lettura di libri e giornali. Quasi la metà degli italiani, il 54,7 per cento, nel 2016 non ha mai letto un quotidiano nell’arco di una settimana. I non lettori si concentrano fra gli abitanti del Sud (65,2 per cento), tra i bambini, gli adolescenti e i giovani fino a 19 anni. Quanto ai libri, quasi 6 italiani su 10 non ne hanno letto nemmeno uno in dodici mesi. Tra i residenti nelle regioni del Nord-est la percentuale dei non lettori di libri è la più bassa: 49,8 per cento, mentre al Sud raggiunge il 70,7 per cento.

A fronte di questo dato prosegue invece la crescita della partecipazione culturale che sfiora il massimo del decennio. A dare un particolare contributo sono, in ordine di importanza, l’afflusso al cinema e a concerti di musica diversa da quella classica e le visite a musei, mostre, siti archeologici e monumenti. Gli uomini sono frequentatori più attivi: il 53,1% dichiara di svolgere 2 o più attività nell’anno, a fronte del 46,6% delle donne. Gli adolescenti (11-19 anni) e i giovani fino a 24 anni sono i maggiori fruitori dei diversi intrattenimenti e spettacoli nel tempo libero, fatta eccezione per i concerti di musica classica.

Altro dato confortante è che nel 2016, gli istituti museali statali hanno registrato oltre 45 milioni e mezzo di presenze, circa il 5% in più rispetto al 2015. Più del 60% delle visite è concentrato nelle strutture del Centro, in particolare nel Lazio e in Toscana.

TURISMO

Il 2016 si conferma un anno record per le presenze nelle strutture ricettive. Dal lato dell’offerta ricettiva, nel 2016 operano in Italia 33.163 esercizi alberghieri (-0,1% rispetto al 2015) e 178.443 esercizi extra-alberghieri (+6,4%). Il flusso dei clienti, nel 2016, è di circa 403 milioni di presenze, in aumento del 2,6% rispetto al 2015, con una permanenza media di 3,45 notti. L’andamento dei flussi turistici negli esercizi alberghieri ed extralberghieri è positivo, sia per la componente residente sia per quella non residente. Nell’ambito dei paesi dell’Ue, l’Italia è in terza posizione per numero di presenze totali negli esercizi ricettivi, con un’incidenza di presenze straniere superiore alla media europea (49,5% contro 45,5%).

La domanda turistica italiana è costituita, nel 2016, da circa 66 milioni di viaggi e 356 milioni di pernottamenti, in Italia e all’estero. Rispetto al 2015, i viaggi crescono del 13,7%, trainati soprattutto dalle vacanze brevi (1-3 notti); la durata media si riduce lievemente a 5,4 notti. Nel 2016, i viaggi di vacanza sono quasi nove volte più dei viaggi di lavoro, con quote simili tra vacanze brevi (1-3 notti) e vacanze lunghe (4 o più notti). Queste ultime sono concentrate nel trimestre estivo (63%). Complessivamente i residenti in Italia viaggiano molto meno rispetto ai concittadini europei (in media 0,8 vacanze all’anno ciascuno rispetto alle 2,4 degli europei).

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