Fotograf: Kriegsvermessung 5.

Il ministero dei Beni culturali chiarisca quale sia la tempistica dell’inizio dei lavori inseriti nel masterplan Cima Grappa e se il ministro non ritenga opportuno attivarsi, per quanto di propria competenza, al fine di sollecitare l’avvio degli stessi. E’ quanto chiede in un’interrogazione indirizzata al Mibact la senatrice Raffaela Bellot (Fare!). Il Sacrario militare e la Zona monumentale di Cima Grappa sono situati sul monte Grappa, nei comuni di Crespano del Grappa (Treviso), Borso del Grappa (Treviso), Cismon del Grappa (Vicenza), Seren del Grappa (Belluno), Paderno del Grappa (Treviso). Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 giugno 2013 è stato istituito il Comitato interministeriale per il centenario della prima guerra mondiale, al fine di coordinare la pianificazione, la preparazione e l’organizzazione degli interventi connessi alle commemorazioni;

“Tassello fondamentale per il recupero e la valorizzazione della memoria della Grande Guerra – spiega la senatrice – sono proprio i sacrari militari presenti nelle zone che furono teatro del conflitto e che in diversi casi necessitano di interventi di manutenzione straordinaria e di restauro conservativo, come nel caso di Cima Grappa. Un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ha previsto il restauro conservativo del Sacrario militare di Cima Grappa e lavori per il ripristino del decoro di parti adiacenti, destinati a spazi espositivi quali parti integranti il “Memoriale diffuso della grande guerra”;

Il progetto rientra in quello che è stato definito il “masterplan Cima Grappa”. Con i 6 milioni e mezzo di euro già disponibili, il Governo ha assicurato il restauro del sacrario militare, l’apertura del percorso espositivo nella caserma Milano, il ripristino completo della galleria Vittorio Emanuele II, la riapertura del Portale Roma, la demolizione dell’ex Base Nato e la riattivazione del bacino di raccolta dell’acqua piovana ai fini dell’approvvigionamento idrico del Grappa. Nelle intenzioni del Governo e nelle attese dell’amministrazione e dei cittadini dei territori coinvolti, i lavori si sarebbero dovuti concludere entro il 2018, anno del Centenario ma a quanto risulta alle interroganti i lavori non sarebbero ancora partiti.

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