Il governo assuma iniziative per garantire la salvaguardia degli interessi paesaggistico-ambientali delle aree ferroviarie dismesse nel Comune di Milano, “così pesantemente toccati dalla variante semplificata veicolata dall’accordo di programma”. E’ quanto si legge in un’interrogazione indirizzata al ministero dell’Ambiente e al Mibact a prima firma Vito Crimi (M5S). Il 3 agosto 2017, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regione Lombardia l’accordo di programma (AdP) per la “trasformazione urbanistica delle aree ferroviarie dismesse e in dismissione site in Comune di Milano”. “L’accordo – spiegano i senatori pentastellati – incentrato sulla “valorizzazione” patrimoniale di alcune aree che risultano strategiche per loro collocazione, trascura clamorosamente l’impatto delle prospettate operazioni immobiliari sul paesaggio urbano e sul disegno della città e dei suoi confini, tanto che alla procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) non risultano convocate la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano e la Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, figure che, a parere degli interroganti, sarebbe stato necessario coinvolgere, in quanto diretti gestori della tutela sul territorio”.

“La dichiarazione di sintesi finale pretende di giustificare genericamente le criticità riconosciute dell’intervento, compreso il peggioramento ambientale, con i vantaggi che si conseguirebbero in altri campi, come ad esempio la dotazione di nuove infrastrutture”, concludono i senatori del Movimento 5 Stelle.

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