Cappella sindone torinoLa cupola della Cappella della Sindone a Torino dovrà avere un nuovo “impianto di illuminazione scenografica interna ed esterna” in vista della riapertura al pubblico prevista per settembre 2018 dopo 20 anni di lavori in seguito all’incendio del 1997. I Musei Reali di Torino, “al fine di attuare un’aperta forma di collaborazione pubblico/privato”, hanno pubblicato un bando per una sponsorizzazione tecnica del valore stimato di 125mila euro per la progettazione e la messa in opera dei nuovi impianti di illuminazione. L’obiettivo è quello di valorizzare ulteriormente la Cappella, attraverso un impianto di illuminazione “improntata a principi di massimo rispetto del monumento, esaltandone la struttura e la decorazione con sensibilità e discrezione, evitando effetti scenografici invasivi e gratuitamente scenografici”.

Nella Cappella sono in via di ultimazione gli ultimi lavori di restauro in seguito all’incendio del 1997 che ha danneggiato profondamente l’edificio, rendendo necessario un intervento di restauro architettonico e strutturale lungo e impegnativo, atto a restituire la propria capacità portante e la propria immagine. Il termine dei lavori indicato nel bando è il 31 luglio 2018. L’intervento impiantistico risponde alla nuova destinazione d’uso degli spazi ai fini della loro fruibilità da parte dei visitatori. La Cappella della Sindone sarà infatti inserita nel percorso di visita dei Musei Reali, diventando quindi un ambito museale in estensione al percorso di Palazzo Reale.

I VANTAGGI PER LO SPONSOR

Per lo sponsor i vantaggi rientrano tutti nell’ambito della comunicazione e dell’immagine, come ogni intervento di sponsorizzazione. In particolare è previsto dal bando che il vincitore potrà godere dell’inserimento “del marchio e/o ragione sociale su tutti i materiali di comunicazione – cartacei e digitali – previsti per la promozione dell’intervento oggetto della sponsorizzazione e per tutte le iniziative correlate (stendardi, pannelli, totem, opuscoli, locandine, sito web istituzionale, newsletter, social media)”. Avrà la “visibilità del marchio e/o ragione sociale dello Sponsor su inserzioni pubblicitarie”. Inoltre è prevista la “possibilità per lo Sponsor di utilizzare gratuitamente uno o più spazi dei Musei Reali di Torino per organizzare eventi aziendali” oltre alla “possibilità di dedicare allo Sponsor iniziative di fruizione in esclusiva (visite guidate con apertura straordinaria)”. Infine, lo sponsor avrà diritto anche a “100 ingressi ai Musei Reali di Torino”.

I CRITERI DA RISPETTARE NEL PROGETTO DI ILLUMINAZIONE

La Cappella della Sindone di Torino è uno dei più importanti monumenti dell’architettura barocca europea. La sua illuminazione deve pertanto attenersi a principi di massimo rispetto del monumento espressi nelle Linee guida all’intervento allegate al bando, esaltandone la struttura e la decorazione con sensibilità e discrezione, evitando effetti scenografici invasivi e gratuitamente spettacolari.

Il progetto illuminotecnico esterno – La luce esterna dovrà avvolgere uniformemente lo slancio della cupola restituendone il profilo nello skyline della città, rendendo leggibile lo sviluppo della struttura ad archi mediante il controllo misurato delle luci e delle ombre. Sarà comunque necessario prevedere un certo grado di flessibilità dell’impianto luminoso di base, qualora si volesse, attraverso la luce, tramutare temporaneamente il monumento in un segno significante, mediante l’aggiunta del colore o con effetti luminosi speciali. Tali soluzioni saranno comunque sempre e solo temporanee, legate a eventi eccezionali e/o straordinari, al pari degli allestimenti (esterni o interni) che fin dall’origine venivano realizzati nella Cappella della Sindone in occasioni speciali (festa della SS. Sindone, cerimonie dinastiche, Ostensioni, ecc).

Il progetto illuminotecnico interno – Il progetto dell’illuminazione interna dovrà contemperare l’effetto dell’illuminazione monumentale con le esigenze di accesso da parte dei visitatori. Nell’aula, con ingresso dalla galleria della Sindone di Palazzo Reale, la luce dovrà garantire i requisiti di legge per l’afflusso e il deflusso del pubblico oltre alla segnaletica e alle linee di emergenza. Nonostante questi vincoli occorre essere consapevoli che la luce riveste un importante ruolo simbolico nel progetto di Guarino Guarini.

I DANNI DELL’INCENDIO DEL 1997

Nella notte tra l’11 e il 12 aprile 1997 la Cappella è stata interessata da un incendio che ha danneggiato profondamente l’edificio, rendendo necessario un intervento di restauro architettonico e strutturale. Questo intervento, in corso di completamento, è forse uno dei più complessi che nell’ambito di questa disciplina sia mai stato affrontato, anche in considerazione del fatto che la struttura resistente della Cappella prima d’ora non era mai stata indagata.

L’entità dei danni provocati dall’incendio è stata evidente fin da subito in tutta la sua drammaticità. Lo shock termico, provocato dal calore delle fiamme e dall’acqua di spegnimento, non solo ha causato la fratturazione in profondità dei conci di marmo costituenti il guscio interno dell’edificio, ma ha causato anche la rottura della cerchiatura metallica situata in corrispondenza dell’imposta degli archi dei sei finestroni del tamburo: il pericolo che si verificasse lo sbilanciamento verso l’esterno dei maschi murari del tamburo e l’implosione della cupola è stato concreto e prossimo al verificarsi.

All’indomani dell’incendio, a quota del piano di calpestio della Cappella, era presente uno strato di detriti alto fino a un metro, le impalcature utilizzate per i lavori di restauro, giunti quasi al termine, si erano adagiate, rammollite e contorte a causa delle temperature sviluppatesi. Molte colonne di marmo erano esplose, oltre l’80% della superficie marmorea della Cappella era andato irrimediabilmente perduto, il sistema degli incatenamenti metallici era gravemente compromesso. L’incendio, oltre a provocare gravissimi danni all’apparato decorativo interno, pregiudicò quindi gravemente anche l’efficienza statica della costruzione.

GLI INTERVENTI DI RESTAURO ESEGUITI

L’intervento di restauro si è articolato in una pluralità di cantieri specifici che a partire dalle fasi immediatamente successive all’incendio hanno consentito di mettere in sicurezza l’edificio; realizzare le strutture e gli impianti di servizio funzionali ai lavori; approfondire la conoscenza del monumento ed effettuare la sperimentazione degli interventi di restauro; eseguire il consolidamento del basamento in muratura laterizia; riaprire la cava di marmo nero di Frabosa Soprana (CN); procedere alla riabilitazione delle strutture con la sostituzione di oltre 1400 conci lapidei, su un totale di 5450; provvedere al consolidamento dei rimanenti conci lapidei e alla loro integrazione volumetrica e finitura superficiale con malte appositamente studiate al fine di ricostruirne il volume e la forma per restituire definitivamente alla Cappella la sua immagine architettonica e decorativa.

Tutti interventi tecnici complessi, lunghi e delicati, seguiti da molte decine di persone che finora hanno lavorato, a vari livelli, alla rinascita di questa perla dell’architettura barocca.

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