museo navigante Goletta OloferneTre mesi di viaggio, 1800 miglia nautiche, 25 tappe e un calendario fitto di iniziative in ogni città. Sono alcuni dati che descrivono l’avventura che partirà domani e che vedrà protagonista il Museo Navigante. Si tratta di un’iniziativa promossa dall’associazione Musei Marittimi del Mediterraneo, dal Mu.Ma Galata di Genova, dal Museo della Marineria di Cesenatico e dall’associazione La Nave di Carta della Spezia. All’iniziativa – che ha l’obiettivo di far conoscere il mare, la marineria e il loro patrimonio culturale – hanno aderito finora 70 musei d’Italia. Il Museo navigante sarà ospitato a bordo della goletta Oloferne, un’imbarcazione d’epoca costruita nel 1944 a Messina. “La nave stessa è un museo – ha detto Marco Tibiletti, comandante della goletta e presidente dell’associazione La Nave di Carta -. Oltre alla nave ci sarà anche un allestimento mobile che sarà ‘sbarcato’ nei porti di approdo”. Secondo Tibiletti questa iniziativa andrebbe quasi ribattezzata “I musei della gente di mare”, per dare un riconoscimento a quelle popolazioni che hanno conservato memoria e usi della vita marittima: “Le comunità sul mare hanno sempre uno sguardo verso l’orizzonte, verso l’esterno”, ha concluso Tibiletti.

I musei che aderiscono al Museo Navigante sono nel 70% dei casi di proprietà comunale o statale e circa un 10% della Marina e il restante di proprietà privata. Nel 2017 complessivamente i visitatori che si sono recati in questi musei sono stati circa 650mila con un incremento rispetto all’anno precedente del 5%. Due di questi, il Galata di Genova e il museo della Marineria di Cesenatico sono stati nella lista dei dieci finalisti del Premio Icom-Italia 2017.

Alla presentazione dell’iniziativa che si è tenuta oggi presso la sede della Stampa Estera a Roma, ha partecipato in rappresentanza del Ministero dei Beni culturali e del Turismo Manuel Roberto Guido, dirigente del Servizio Gestione e Valorizzazione della Direzione Generale Musei. Secondo Guido, questa iniziativa è degna di nota perché “promuove una rete di musei che rappresentano una parte importante della nostra storia e della nostra cultura”. Il ministero in questi ultimi anni ha promosso molto il ruolo dei musei nella cultura del nostro Paese, ha detto Manuel Guido ricordando i risultati in termini di visitatori e di incassi segnalati nei giorni scorsi dal ministro Franceschini. “Questo rilievo si è concentrato molto sui musei autonomi che rappresentano gran parte dell’eccellenza italiana”. Ma l’assetto delineato dalla riforma Franceschini con la creazione dei musei autonomi ora dovrà completarsi e proseguire nel tempo con il Sistema museale nazionale: rappresenterà “il luogo dove tutti i musei potranno confluire facendo rete, collaborando e confrontando i rispettivi know how”. In quest’ottica è apprezzabile “la rete dei musei del mare” che di fatto “anticipa questo approccio”. Mare e marineria – ha aggiunto Guido – fanno parte del patrimonio culturale dell’Italia e sono riconducibili alla sfera di quel patrimonio immateriale valorizzato dalla convenzione Unesco. Rappresentano un’eccellenza in questo settore”.

Alla presentazione è intervenuto anche il Comandante Leonardo Merlini capo ufficio storico della Marina. “Quando si parla di cultura di mare – ha detto Merlini – la marina viene chiamata in causa. La marina italiana nasce il 17 novembre del 1860 per naturale fusione delle marine preunitarie con mesi di anticipo rispetto all’unità d’Italia. La Marina ha in gestione 8 siti museali: Venezia e la Spezia e altri siti di alto valore museale”. Il Comandante Merlini ha consegnato a comandante della goletta Oloferne come atto simbolico “fascicoli centenari in cui vengono elencati i dati relativi alla partecipazione e al ruolo della regia marina nella prima guerra mondiale” che saranno ospitati a bordo del museo navigante.

Sono intervenuti anche Davide Gnola e Maria Paola Profumo, rispettivamente direttore del Museo della Marineria di Cesenatico e del Mu.Ma Galata di Genova. Il museo della Marineria “è un piccolo museo che è legato alla sua gente, che è gente di mare”, ha ricordato Gnola. “Quando parliamo di mare tutti noi pensiamo alla spiaggia. Ma c’è una cultura del mare che merita di essere scoperta. I musei servono a far conoscere di più un luogo e le sue comunità. L’Italia deve riscoprire la cultura della sua marineria. Può diventare un’occasione di turismo nuovo, esperienziale e sostenibile”. Il Mu.Ma Galata di Genova ospita “le migrazioni di ieri e di oggi”. I musei marittimi vanno valorizzati anche come elementi fondamentali nel rapporto con il territorio e con le comunità del territorio, ha spiegato Maria Paola Profumo, direttrice del Galata e presente anche in rappresentanza della Rete dei musei marittimi del Mediterraneo. “Questa rete dei musei del mare – ha spiegato – comprende 67 realtà in 13 paesi del Mediterraneo. Nella nostra rete ci sono musei grandi e piccoli con protagonista la Liguria, La Catalogna, il sud della Francia, la Campania e quella la riviera adriatica che ancora non si è costituita come rete. Il legame che stiamo creando è fondato sul lavorare su dei valori comuni. Uno sforzo che si è concretizzato nella Carta del mare. Ogni anno c’è una cerimonia in cui si presentano le buone pratiche di chi vuole aderire alla Carta”.

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