Dario Franceschini Treccani anno del cibo“Investire nella tutela e nella valorizzazione del cibo è una grande operazione di difesa della nostra identità culturale”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini a Roma in occasione di Treccani Gusto, conferenza di presentazione dell’accordo Treccani-Qualivita per annunciare, in occasione dell’anno del cibo italiano, l’impegno di Treccani per valorizzare e diffondere in Italia e nel mondo i valori culturali delle tipicità enogastronomiche italiane accanto alla Fondazione Qualivita. Il ministro, che poco prima aveva firmato un accordo con Intesa Sanpaolo per il sostegno alle imprese che operano nel turismo con un intervento da parte dell’istituto di credito pari a 5 miliardi in e anni, ha sottolineato che “il sistema italiano sta capendo che investire nel nostro patrimonio culturale e in quello che naturalmente attrae è una grande scelta, coerente con la nostra Costituzione. Offre anche una straordinaria opportunità di crescita economica sostenibile al sistema paese”.

Il turismo rappresenta il settore di maggior crescita nel nostro Paese e compito dell’Italia è riuscire a governare questa crescita. “Nei numeri assoluti del settore, l’Italia è chiamata ad affrontare una crescita enorme. Dobbiamo essere bravi a governarla. Ci sono studi che dimostrano che la prima motivazione si viaggio per i paesi di un turismo piu consolidato e antico è l’arte, poi ci sono paesi per  ho la prima motivazione è il cibo, lenogastronomia, poi ancora lo shopping, la moda. Non a caso il 70 per cento dei turisti conesi ha come prima meta Milano, prima ancora di Venezia o Roma. Noi siamo in grado di offrire l’eccellenza in tutti questi campi. Se lì mescoliamo e teniamo alto il livello possiamo tutelare, valorizzare e favorire la crescita”.

Secondo Franceschini, il cibo italiano è un pezzo profondo del nostro dna. “Nella mia città ad esempio il Castello Estense è importante come la salama da sugo per definirne l’identità del territorio”. Insomma, per Franceschini, “investire nella tutela e nella valorizzazione del cibo è una grande operazione di difesa della nostra identità culturale. La globalizzazione tende a omogeneizzare. Una battaglia che sto facendo è difendere i nostri centri storici dallomogeneizzazione che arriva quando arriva la crescita turistica”. Il modello è “un’Italia accogliente, in cerca di viaggiatori che vengono da noi per capire, apprezzare provare l’esperienza di vivere all’italiana”.

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