Mibact Anas protocollo archeologiaInfrastrutture e archeologia al centro del protocollo firmato da Anas e Mibact e illustrato oggi nel corso di una conferenza stampa, presso la Sala Crociera del Ministero, che è stata anche occasione per la presentazione del volume “L’archeologia si fa strada. Scavi, scoperte e tesori lungo le vie d’Italia”, volume di apertura della collana “I percorsi dell’archeologia”. All’evento erano presenti, tra gli altri, il Sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Antimo Cesaro, il Presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, la Direttrice Generale per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio del Mibact Caterina Bon Valsassina, il Presidente di Archeolog Guido Perosino e la Presidente del Comitato Scientifico di Archeolog Simonetta Stopponi.

L’INTESA

Fulcro del protocollo d’intesa il potenziale che deriva dalla valorizzazione dei reperti portati alla luce durante i lavori sulle strade di Anas. Esso, avvalendosi dell’Associazione ArcheoLog Onlus, costituita nel 2015 da Anas con l’obiettivo di riqualificare i reperti archeologici, indica un percorso condiviso per individuare le iniziative di valorizzazione volte alla migliore fruizione del patrimonio archeologico rinvenuto, al fine di incentivare processi di sviluppo territoriale, anche tramite attività di raccolta fondi, dando modo al territorio di divenire parte attiva delle iniziative individuate.

GLI INTERVENTI

In apertura il Sottosegretario Antimo Cesaro ha sottolineato come il protocollo e la nuova iniziativa editoriale rappresentino un valore, stabilendo “una sinergia biennale tra il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Anas e una sinergia istituzionale con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. Questo a rappresentare “una nuova forma mentis che si emancipa da quella che aveva caratterizzato i percorsi di infrastrutturazione del paese”, sostiene Cesaro. Con il protocollo di intesa, l’Associazione Archeolog promuoverà la raccolta di fondi per il restauro, la conservazione e la valorizzazione di siti e reperti anche al fine di far beneficiare i propri donatori delle agevolazioni fiscali dell’Art Bonus. Proprio per questo esso rappresenta – conclude il Sottosegretario – “la sintesi delle migliori politiche che in questi anni abbiamo avviato”.

Simonetta Stopponi, Presidente del Comitato Scientifico di Archeolog, Caterina Bon Valsassina, Direttore generale per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio del Mibact, e Guido Perosino, Presidente di Archeolog, nei loro interventi, hanno sottolineato l’importanza di coniugare infrastrutture e archeologia in un progetto che oggi trova la sua realizzazione. “La scommessa che noi volevamo vincere e che oggi compie un passo importante è quella di trasformare la criticità dell’interferenza archeologica in opportunità” per creare un “dialogo strutturato e riproponibile”, ricorda Perosino.

In conclusione, Vittorio Armani, Presidente di Anas, ha evidenziato come “il ritrovamento archeologico non è un evento episodico” e quindi “un approccio episodico e non sistematico è chiaramente non concepibile. Pensare di iniziare un’infrastruttura senza aver affrontato il tema archeologico nel progetto prima e, con le competenze necessarie, nell’esecuzione poi è ineludibile. Obiettivo del protocollo è proprio portare sistematicità e competenza per poter risolvere questo problema”. Le finalità di questo approccio sono – ricorda Armani – “creare modi partecipativi per la valorizzazione, strumenti di programmazione strategica che evitino blocchi costosi trovando soluzioni compatibili con i tempi di cantiere che tutelino al massimo i rinvenimenti”.

“Punto centrale dell’approccio sistematico è la creazione dell’archeologo di cantiere – sostiene il Presidente di Anas –. L’archeologia è evento sistematico nella realizzazione delle infrastrutture e c’è bisogno di investire nella competenza. Quella dell’archeologo è competenza ponte che sviluppa insieme alla Soprintendenza la tutela del passato e consente alla modernità di svilupparsi”. Quanto risparmiato dal sostegno e dalla promozione del valore della competenza, “non creando o prevedendo impedimenti, può essere investito nella valorizzazione del patrimonio, nel restauro e nella pubblicazione di quel che si studia”.

CONTENUTI DEL PROTOCOLLO

Nell’ambito della gestione dei lavori, il protocollo introduce una innovativa figura, il cosiddetto “archeologo di cantiere”, richiamato dai vari interventi. Si tratta di un profilo professionale altamente specializzato capace di assicurare il monitoraggio dei lavori sul campo sotto la supervisione della stazione appaltante dei lavori.

Con il protocollo, l’Associazione Archeolog Onlus diviene concessionario temporaneo dei progetti di restauro delle scoperte, promuovendo la raccolta di fondi per il restauro, la conservazione e la valorizzazione dei siti e dei reperti ritrovati da parte del Mibact, anche al fine di far beneficiare i propri donatori delle agevolazioni fiscali dell’Art Bonus, il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo introdotto con il decreto legge 83/2014. In tal modo il protocollo favorisce le iniziative dirette al fundraising destinato al recupero e al restauro dei reperti, permette la valorizzazione sistematica dei beni culturali anche mediante la cooperazione tra enti pubblici, territoriali e privati e attraverso la promozione del binomio cultura-infrastrutture anche con iniziative espositive conseguenti al restauro dei beni ritrovati.

BANDO DI GARA SCAVI ARCHEOLOGICI

Per dare concreta attuazione alla nuova visione archeologica, lo scorso dicembre Anas ha pubblicato un bando di gara per l’affidamento dei lavori di scavo archeologico connessi agli interventi sull’intera rete nazionale per un valore di 12,5 milioni di euro. L’appalto, di durata quadriennale, è attivato con la procedura di Accordo Quadro che garantisce la possibilità di avviare i lavori con la massima tempestività nel momento in cui si manifesta il bisogno, senza dover espletare ogni volta una nuova gara di appalto, consentendo quindi risparmio di tempo, maggiore efficienza e qualità.

IL PRIMO RESTAURO: ‘CARRI DI COLFIORITO’ E ‘PRINCIPESSA DI PLESTIA’

Grazie a una convenzione, firmata nel luglio 2017 con la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Umbria, Archelog Onlus ha avviato le procedure per il primo restauro finanziato con i contributi raccolti. In particolare, questo restauro – che inizierà nelle prossime settimane – interessa i corredi denominati ‘Carri di Colfiorito’ e ‘Principessa di Plestia’, rinvenuti durante i lavori di realizzazione della nuova statale 77 Foligno-Civitanova Marche, in località Colfiorito di Foligno (Perugia), all’interno di una necropoli di età arcaica che ospita più di 65 sepolture.

LA COLLANA EDITORIALE

Tra le iniziative volte a valorizzare e far conoscere i preziosi reperti archeologici rinvenuti, Anas e Archeolog Onlus hanno promosso una collana editoriale “I percorsi dell’archeologia”, presentando oggi il primo volume “L’archeologia si fa strada. Scavi, scoperte e tesori lungo le vie d’Italia” nel quale confluiscono contributi che illustrano alcune delle importanti scoperte emerse nel corso dei lavori promossi da Anas. Il testo vuole essere una prova tangibile degli “ottimi risultati che la sinergia fra opere infrastrutturali e indagini archeologiche può produrre”. Per informazioni si ritrovamenti, e sulla raccolta fondi per i restauri è possibile consultare il sito dedicato https://www.archeologonlus.org/.

ANAS mappa ritrovamenti archeologici

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