Euyo OrchestraL’Euyo, l’orchestra giovanile europea ha da oggi ufficialmente una casa e un budget cofinanziato dalla Ue di 600mila euro all’anno dal 2018 al 2020. Lo ha stabilito oggi il Trilogo, presieduto dalla capogruppo S&D in commissione Cultura Silvia Costa, che ha messo d’accordo definitivamente Parlamento, presidenza Bulgara e Commissione europea sulla necessità di dare un assetto stabile e una nuova casa (in Italia, a Ferrara) all’ Euyo, trovando una mediazione tra le parti. In questo modo i fondi per l’orchestra sono garantiti fino al 2020, anno in cui sarà approvato il nuovo programma europeo 20/27 dedicato alla cultura. “Come parlamentare europea e come italiana sono molto soddisfatta del successo che abbiamo ottenuto sulla nostra proposta di non interrompere la straordinaria esperienza dell’Euyo, l’orchestra europea dei giovani fondata 41 anni fa da Claudio Abbado e da Lionel Bryar, un’orchestra unica in Europa perché costituita da eccellenti giovani musicisti di tutti i Paesi europei, preselezionati ogni anno in ambito nazionale”, dice l’europarlamentare Costa al termine del Trilogo che ha portato al raggiungimento dell’accordo.

Dopo la Brexit, il ministro dei Beni culturali italiano Dario Franceschini, insieme alla Rai e al Sindaco di Ferrara, ha raccolto l’appello della Costa di trasferire la sede da Londra in Italia, nel Teatro Abbado di Ferrara e presso la Rai che continuerà a svolgere le audizioni dei musicisti italiani e contribuirà a sostener l’attività della Euyo. L’Orchestra continuerà a tenere le summer School a Grafenegg (Austria) e a Bolzano e amplierà il suo programma di concerti e formazione in ambito europeo e internazionale. Il primo concerto 2018 sarà infatti il 30 marzo a Ferrara per celebrare insieme l’Anno europeo del Patrimonio culturale.

“In questo provvedimento – conclude Silvia Costa – chiediamo anche che l’orchestra sviluppi una maggiore capacità di coinvolgere musicisti di tutti gli Stati Membri anche con selezioni nazionali pubblicizzate in modo adeguato, e che trovi, accanto ai fondi europei e ai contributi nazionali, anche altre risorse di sponsors nonché una maggiore visibilità nei media anche online europei. Mi auguro che la Rai, insieme alla Unione delle televisioni pubbliche europee, sia in prima fila in questo compito, come assicurato dalla presidente Monica Maggioni, che è anche vice presidente di EBU”.

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