Mibact insegna ministero culturaÈ Dario Franceschini il ministro dei Beni culturali che è stato maggiormente in carica dal 1974, anno in cui è stato istituito il Ministero della Cultura. Lo ha reso noto lo stesso Franceschini tramite twitter annunciando per il 22 febbraio (quarto anniversario del suo mandato) un incontro a Ferrara, intervistato da Giovanni Minoli, per rendere conto del lavoro svolto in questi anni al Collegio Romano. Il ministro dem, quindi, è in carica dal 22 febbraio 2014 per un totale di 1456 giorni continuativi. Il che lo rendo ‘più longevo’ di un giorno rispetto ad Antonino Pietro Gullotti che fu ministro dal 4 agosto del 1983 al 29 luglio 1987, per 1455 giorni. Il terzo in classifica è Giuliano Urbani che nel secondo governo di Silvio Berlusconi ricoprì il ruolo di Ministro dei Beni culturali dall’11 giugno 2001 al 22 aprile 2005, per 1411 giorni.

ANTONINO GULLOTTI, IL MINISTRO DI CRAXI

Antonino Gullotti, come detto, fu ministro dal 4 agosto 1983 al 29 luglio 1987 rimanendo in carica per 1455 giorni in tre governi. Gli ultimi 102 giorni da ministro li visse nel primo governo istituzionale della storia repubblicana: il governo Fanfani VI, un monocolore DC guidato dal presidente del Senato con alcuni esponenti tecnici, che non ottenne la fiducia alla Camera dei deputati e cadde immediatamente, appunto 11 giorni dopo la sua formazione. Fanfani quindi si dimise portando il governo fino alle elezioni anticipate che si tennero il 14 e 15 giugno di quell’anno. Il 29 luglio giurò il governo Goria.

Gullotti, democristiano siciliano, anche lui avvocato, fu più volte ministro (lavori pubblici, poste e telecomunicazioni, sanità) prima di diventare il ministro dei Beni culturali più longevo fino all’avvento di Franceschini. Gullotti ricevette nel 1988 dal presidente della repubblica Francesco Cossiga anche la Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte su proposta dell’allora ministra della Cultura, la socialista Vincenza Bono Parrino (membro del governo De Mita della cui corrente Gullotti faceva parte).

GIULIANO URBANI, IL MINISTRO DI BERLUSCONI

Giuliano Urbani fu ministro dall’11 giugno 2001 al 22 aprile 2005 rimanendo in carica per 1411 giorni. Urbani, tra i fondatori di Forza Italia, fu designato al dicastero della cultura da Silvio Berlusconi nel suo secondo governo. Durante il suo mandato venne emanato il Codice dei Beni culturali, il principale complesso di norme che attribuisce al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo il compito di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale italiano. Di lui ministro si ricorda anche il ‘decreto Urbani’ che suscitò molte polemiche nel 2004 anno della sua approvazione e che aveva come obiettivo quello di contrastare la pirateria online e la riproduzione non autorizzata di film e musica prevedendo per i trasgressori multe salatissime (oltre 15mila euro) e la pena fino quattro anni di reclusione.

L’ISTITUZIONE DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI NEL 1974

Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, (con decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657, convertito nella legge 29 gennaio 1975, n. 5 – G.U. 14 febbraio 1975, n. 43), con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell’ambiente al fine di assicurare l’organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale. Raccolse le competenze e le funzioni in materia che erano prima del Ministero della Pubblica Istruzione (Antichità e Belle Arti, Accademie e Biblioteche), Ministero degli Interni (Archivi di Stato) e della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Discoteca di Stato, editoria libraria e diffusione della cultura).

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