Matteo SalviniTutela del patrimonio culturale, creatività, innovazione, digitalizzazione. È su questi pilastri che Matteo Salvini lancia la serie di proposte “per valorizzare la cultura e i beni culturali”, inserite nel programma della Lega Nord per le Politiche del 4 marzo. “La cultura e l’arte segnano l’appartenenza a un passato di creatività e fascino. Tocca a noi portare questa ricchezza nel futuro” annuncia il documento, che dedica due capitoli molto ampi sia alla sezione cultura che al turismo.

LA CULTURA

I beni culturali, si legge, “possono e devono essere considerati uno strumento per aiutare il turismo e dunque le nostre economie”. Il compito è “migliorare la fruizione e la valorizzazione dei nostri patrimoni culturali”. Però mentre la conservazione “è compito dello Stato e delle Regioni”, la tocca agli altri enti locali e ai privati. Lo Stato “deve agire solo in via sussidiaria, subentrando agli enti locali e ai privati quando il bene economico non permette una adeguata redditività per sostenersi da solo”. La Lega parla di “creatività” che “va difesa”. I beni culturali “vanno difesi come asset strategico delle comunità locali”. E qui un paragone con il comparto tecnologico. “Le aziende di tutto il mondo devono delocalizzare nelle regioni italiane i propri uffici di creatività. L’Italia e le sue mille culture deve essere la Silicon Valley dei beni culturali, la Bangalore del paesaggio, la Shanghai del bien vivre”.

GLI INTERVENTI STRATEGICI

La Lega vuole trasformare il Ministero dei Beni culturali in “Ministero del Tesoro dei beni culturali”, “costruire un gruppo di lavoro di persone qualificate per Marketing e Sviluppo”; creare un “gruppo di lavoro con funzioni di raccordo tra il gruppo Marketing e sviluppo, tra le Soprintendenze e i tra 20 grandi musei ora diventati 30, che devono riferire mensilmente al Ministro o ai Sottosegretari lo stato dei fatti, gli avanzamenti e le criticità. Serve quindi un’analisi e una verifica di tutte le soprintendenze che in questi anni hanno cambiato volto e denominazione molte volte.
Salvini punta sul “federalismo museale e archeologico” (studio di fattibilità): i territori e i comuni diventano i veri protagonisti, mentre lo Stato ha un ruolo sussidiario, vuole una “riforma radicale del FUS”, Iva agevolata per le opere d’arte.

MANAGER ACCANTO AI DIRETTORI NEI MUSEI

La Lega pensa alla creazione, a Como, nel palazzo Terragni e negli edifici adiacenti, del “più grande museo di arte moderna, architettura e design del Nord Italia”. Come interventi immediati una “più ampia defiscalizzazione degli investimenti in cultura (cinema, musei, spettacolo dal vivo…)”; la “cancellazione delle fondazioni culturali dalla famigerata lista Istat secondo la quale il bilancio di dette fondazioni fa parte integrante col bilancio pubblico, di fatto sottoponendolo a norme insensate di spending review”. Sul tema musei si legge nel programma che c’è “troppa dispersione e mancanza di coordinamento”, “mancanza di organizzazione e regole basiche di ospitalità”, digitalizzazione “scarsissima”. Salvini vuole che un manager affianchi il direttore del Museo, “che di solito è uno storico dell’arte a cui manca nella maggior parte dei casi l’esperienza manageriale”.

IL TURISMO

“Oggi – si legge nel programma — non è più sufficiente dire che l’Italia è il Paese più bello del mondo”. Ed ecco allora 12 punti per una “rivoluzione del buonsenso” anche nel settore turistico. Tra questi l’istituzione di un “Ministero del Turismo”, perché “un paese a vocazione turistica come l’Italia non può non avere un Ministro del Turismo, con portafoglio, propedeutico all’organizzazione e allo sviluppo di questo settore economico così importante per il PIL (circa il 10%) e per l’occupazione (circa l’11%) e con grandi potenzialità di crescita”. Il Ministro sarà una persona (tecnico o politico) con conoscenza o esperienza nel settore, “ma senza conflitti di interesse palesi (non potrà essere un imprenditore importante ancora in attività)”. Però no a ulteriori costi per lo Stato, così “verranno individuati elementi di ottimizzazione e risparmio e saranno valutate tutte le possibili azioni di integrazione con altri enti che si occupano di turismo a vari livelli (tra cui quella dell’Enit, che potrebbe essere controllata direttamente dal Ministero del Turismo)”. La Lega sostiene che “abusivismo e concorrenza sleale creano danni enormi agli operatori del settore turistico e alle casse dello Stato”, quindi si propone la “creazione di un codice identificativo univoco obbligatorio per le strutture ricettive (ID Struttura attribuito dalle Regioni) da inserire online in ogni scheda anagrafica di una struttura ricettiva, obbligando anche i portali di vendita (ad es. Booking.com, Airbnb, ecc.) a rimuovere le strutture prive di codice identificativo; l’introduzione della “Web Tax turistica” per le OLTA straniere che non pagano tasse in Italia, vendendo spesso prodotti turistici italiani a clienti italiani a prezzi inferiori degli operatori italiani.

FLAT TAX E RIDUZIONE IVA SUI SERVIZI TURISTICI

Sul versante fiscale bisogna “introdurre una Flat Tax al 15% e una riduzione dell’IVA sui servizi turistici” e sui “pacchetti di viaggio”, oltre a “ridurre il cuneo fiscale sui contratti turistici per tutelare l’occupazione”. La Lega vuole abolire la tassa di soggiorno, “una tassa che genera confusione e disuguaglianze” e puntare sulla formazione turistica, con un riordino degli istituti alberghieri statali e la detassazione degli investimenti in formazione (ristorazione e alberghiera).

È fondamentale, si legge, “riscrivere la legge che regolamenta la professione di ‘Guida Turistica’ attraverso un serio dialogo con la categoria interessata che attende tale legge da 4 anni. Tale professione va tutelata e va identificato un percorso di studi minimo riconosciuto dalla legge adatto ad illustrare l’enorme patrimonio storico/artistico/ culturale italiano”. C”è la proposta, quindi, di “defiscalizzare per alcuni anni (minimo 2) l’assunzione di giovani nel turismo. Parte importante dell programma è dedicata ad andare “oltre le barriere architettoniche”, perché “sono molti gli elementi che impediscono alle persone diversamente abili di poter usufruire in modo pieno dell’offerta turistica di un paese come l’Italia”.

TURISMO DIGITALE

Infine, serve insistere sul “turismo digitale”, che significa “sostanzialmente innovazione e digitalizzazione applicata al turismo”: La Lega riconosce “l’importanza di governare questo importante ambito sia dal lato dell’offerta (destinazioni, vettori di trasporto, piattaforme e Olta, player social globali, ecc.) che da quello della domanda (ampliamento dell’accesso alle informazioni, monitoraggio ed integrazione delle fonti, gestione dei Big Data, segmentazione, profilazione e definizione dei trend previsionali), al fine di riuscire a fare dell’Italia la nazione alla quale in futuro tutto il mondo guarderà come modello turistico, come accade oggi per altre eccellenze riconosciute universalmente”.

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