Anno del cibo

Il cibo italiano come elemento imprescindibile dell’”esperienza Italia”. Sono la sua capacità di rappresentare il Paese e la sua cultura, la sua attrattività internazionale e la sua capacità di condivisione a renderlo tale e a farne il centro dell’iniziativa 2018 Anno del cibo italiano, che segue il 2016 Anno dei Cammini e il 2017 Anno dei Borghi.

A presentare i contenuti dell’iniziativa è Francesco Palumbo, Direttore Generale Turismo del Mibact, che evidenzia come il cibo sia “elemento fondamentale dell’attrattività dell’Italia”. Sarà un Comitato, appositamente costituito, a coordinare le attività in programma basando il proprio lavoro su quattro aspetti fondamentali. Prima di tutto il patrimonio: nel 2016, l’Italia si è confermata il primo Paese per numero di prodotti agroalimentari e vinicoli di qualità con riconoscimento Dop, Igp e Stg conferiti dall’Unione Europea. Secondo aspetto ad essere centrale nell’attività del Comitato sarà l’attrattività: più di due terzi dei viaggiatori acquistano e portano con sé prodotti enogastronomici da consumare e regalare, secondo la World Food Travel Association. Terzo aspetto l’esperienza: in Europa sono circa 600 mila, infatti, i viaggi enogastronomici e oltre 20 milioni quelli che comprendono esperienze di questo tipo. Infine, la condivisione: il turista enogastronomico ascolta e condivide opinioni con parenti e amici per il 61% sui social media; costituiscono, inoltre, l’87% le persone che considerano importante, nella scelta del ristorante, le opinioni ricavabili da sito come Tripadvisor.

“Alcune delle iniziative del programma – continua Palumbo – sono già in essere”. Tra queste cita l’accordo tra il Mibact e la Cassa Depositi e Prestiti “perché il cibo, il turismo e l’agricoltura sono fattori economici importantissimi per il Paese” e il Calendario delle Attività dell’Anno del Cibo Italiano, avviato con le Regioni italiane “che concorrerà a un unico calendario, che tiene insieme sia i grandi eventi del cibo italiano sia eventi che aiutano a distribuire i flussi turistici”.

E a proposito dell’integrazione tra cibo, turismo e agricoltura, per Luca Bianchi, Capo Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca del Mipaaf, l’Anno del cibo italiano rappresenta un “riconoscimento di un lavoro che integra i diversi settori”. Facendo questo, appare necessario riconoscere come “l’esperienza agroalimentare è un pezzo dello sviluppo locale e può essere una prospettiva per la ripresa economica” del Paese.

“Alitalia sta cercando di fare Alitalia. Cioè il vettore di uno dei paesi più importanti per l’incoming. L’Italia, al contrario di altri paesi, è un brand a se stante”, dice Fabio Lazzerini, direttore commerciale di Alitalia (e membro del consiglio di amministrazione dell’Enit). Da qualche mese, aggiunge Lazzerini, “abbiamo iniziato a portare le eccellenze italiane sui nostri aerei. Il cibo, laddove il turismo è diventato esperienza, è un asset fondamentale per noi. Noi da tempo proponiamo infatti menu regionali a bordo ogni mese. Italianità, per noi, non è campanilismo. È una bandiera”.

Tante le iniziative che saranno promosse dall’Enit all’interno dell’Anno italiano del cibo, così come già fatto per il 2017 Anno dei Borghi. Tra queste, Giovanni Bastianelli, direttore generale dell’Ente, evidenzia la volontà di “promuovere i territori regionali con i piatti tipici in quanto in essi c’è la tradizione. Il cibo è cultura, il piatto ha una storia profonda ed è questo che i turisti cercano. È stato chiesto a delle persone, in 18 paesi, a cosa associavano l’Italia e il 27% di esse ha risposto al cibo, in una percentuale alla pari con le opere e i monumenti. Questo significa che il cibo è al centro della forza turistica del paese”. Oltre all’hashtag ufficiale dell’iniziativa (#annoitalianodelcibo), l’Enit lancia #italiaforfoodies e annuncia che, nel corso del primo semestre, il programma dell’Ente comprenderà “52 iniziative specifiche sul cibo in tutto il mondo e 205 iniziative comprendenti l’esperienza con il cibo”.

IL COMITATO DI COORDINAMETO

Il Comitato Tecnico di Coordinamento, che si occuperà di coordinare le attività inerenti l’iniziativa, sarà formato da una parte istituzionale, con rappresentanti dei ministeri, degli enti locali e delle regioni, e da tredici esperti. Tra questi, Carlo Petrini, Massimo Bottura, Oscar Farinetti, Cristina Bowerman, Riccardo Cottarella, Giorgio Calabrese, Marco Gualtieri, Claudia SOrlini, Enzo Coccia, Elisabetta Moro, Mauro Rosati, Massimo Montanari e Raffaele Borriello. Il Comitato potrà essere allargato alla partecipazione di associazioni di categoria e da esperti, di volta in volta chiamati a seconda dei temi trattati.

INIZIATIVE E AZIONI DELL’ANNO ITALIANO DEL CIBO

Attraverso il Comitato e in stretta collaborazione con il Mipaaf, verranno promosse iniziative e azioni che siano in grado di rappresentare la produzione enogastronomica e la cucina italiana. Oltre alle iniziative citate da Palumbo nel suo intervento, al fine di rafforzare gli itinerari interregionali di offerta turistica, verrà attuata una completa ricognizione di prodotti agricoli e agroalimentari di eccellenza, ricette della cultura alimentare e culinaria dei territori italiani, circuiti ed itinerari di offerta enogastronomica, eccellenze di conoscenze e sapere. Mibact, Mipaaf, Maeci e Miur, inoltre, promuoveranno la cucina italiana di qualità organizzando la Settimana della Cucina Italiana nel mondo delle Ambasciate, dei Consolati e degli Istituti di cultura, presentando i prodotti alimentari di eccellenza rappresentativi dell’Italia e del gusto italiano.

LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE

Hastag ufficiale dell’evento è #annodelciboitaliano e, sui social, un’animazione del logo verrà declinata ripercorrendo le specialità alimentari rappresentative del patrimonio enogastronomico italiano. Tale animazione affiancherà la campagna già in corso, costruita grazie al contributo dei Musei italiani con le opere delle proprie collezioni riguardanti il cibo. Sui social del Mipaaf, verrà dato anche spazio ai Patrimonio Unesco legati all’agroalimentare.
Lo spot della campagna di comunicazione, proiettato durante la conferenza, è stati realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano sotto la direzione del regista Maurizio Nichetti.

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