Italia e Algeria condividono un ricco patrimonio culturale e archeologico, testimone di relazioni bilaterali millenarie. La collaborazione per la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali ha portato a risultati importanti da quando, nel 2002, i due Paesi hanno firmato l’accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica. Per fare un bilancio della cooperazione bilaterale in ambito culturale e riflettere sulle modalità e sugli strumenti per ampliarla, l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto italiano di cultura ad Algeri ha organizzato una Giornata di studi sul patrimonio. Durante l’incontro – in programma il 26 febbraio dalle 9.30 al Palais de la Culture “Moufdi Zakaria” di Algeri – l’Ambasciata e l’IIC presenteranno il programma culturale del 2018 sul tema “Italia, Culture, Mediterraneo”, il progetto di promozione integrata che il ministero degli Esteri, attraverso la sua rete all’estero, realizzerà quest’anno nei Paesi dell’area del Medio Oriente, del Nord Africa e del Golfo.

COOPERAZIONE CULTURALE ITALO-ALGERINA

L’Italia riveste da anni un ruolo importante nella valorizzazione e nel restauro del patrimonio culturale algerino. In seguito al documento d’intesa siglato nel 2007 tra i due ministri della Cultura algerino e italiano, sono stati realizzati alcuni importanti progetti di cooperazione quali l’istituzione nel 2013 della Scuola Nazionale di Conservazione e di Restauro (ENCR), grazie all’assistenza e all’expertise dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma (ISCR); lo Studio di Fattibilità per la Catalogazione e la Documentazione dei Beni Culturali e la formazione di dieci architetti e archeologi dell’Università di Blida con il sostegno della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e la Società Ipogea.

L’Italia ha inoltre dato un contributo importante nel settore archeologico. Fra i numerosi progetti realizzati negli ultimi anni, il restauro del mosaico “Il Trionfo indiano di Dioniso” del III secolo d.c., situato presso il Museo Archeologico Nazionale di Sétif, e il progetto della Carta Archeologica dell’Est Algerino, iniziato nel 2003 grazie alla missione congiunta tra l’Università di Trento e il Centro Nazionale delle Ricerche archeologiche algerino.

 

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