Un indice che, utilizzando indicatori peculiari, permetta di creare un modello italiano di riferimento che possa valorizzare i punti di forza e le peculiarità dell’offerta turistica italiana. È la proposta emersa dal convegno “L’Italia la sua reputazione: una potenza turistica” organizzato da Italiadecide e Intesa Sanpaolo e ospitato oggi alla Camera dei deputati. Il convegno è stato introdotto da Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication di Intesa Sanpaolo che ha sottolineato l’importanza di rimettere al centro il turismo delle scelte strategiche del Paese. Al convegno ha preso parte anche il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

L’Italia, è emerso nel corso della giornata, occupa posizioni secondarie in tutte le classifiche e negli indicatori internazionali sul turismo. Purtroppo la reputazione di un Paese dipende dalla percezione delle sue qualità e dei suoi difetti. La reputazione è influenzata da una serie di classifiche e indicatori non sempre oggettive. “Il turismo – ha detto Daniela Viglione, direttore scientifico di Italiadecide – è stato attraversato da una grande rivoluzione che ha visto offerta e domanda spostarsi online. La reputazione è chiaramente molto importante perché sposta gli investimenti da un luogo a un altro”.

È da questo che è nata la domanda: possiamo misurarci da soli? Evidenziare i nostri punti di forza? In tutte le indagini online, ha spiegato Viglione, “l’Italia è ai primi posti delle classifiche, per ospitalità, per notorietà, per creatività… e i giudizi salgono in positività per chi ha già visitato il nostro Paese. Nonostante questo, l’Italia non ha il giusto riconoscimento nei ranking. Questo è dato dell’enorme varietà delle differenze dei territori e di molteplicità di offerta che l’Italia è in grado di offrire. La frammentazione dell’offerta era giudicata un caratteristica negativa”. In realtà è una caratteristica su cui puntare per promuovere il nostro paese.

Rispetto a queste caratteristiche l’Italia deve proporre una propria capacità di raccontarsi. “Noi abbiamo proposto un ranking oggettivo e misurabile che si adatti alle nostre caratteristiche. Un indicatore che possa misurare nel tampi pregi e criticità del settore”. Ad esempio se si calcolano gli arrivi per km quadrati e non per paese, l’Italia si pone al primo posto delle classifiche. E lo stesso per i musei se si calcolano i visitatori per metri quadrati. Per le città più visitate vale lo stesso discorso: se si calcola l’incidenza delle presenze turistiche rispetto ai cittadini residenti e non in maniera assoluta, Venezia e Firenze si posizionerebbero al secondo e al terzo posto nel mondo (solo dopo Macao, che offre ai suoi visitatori una grande quantità di casinò).

Come raccontare questa ricchezza italiana? Il viaggiatore cercherà sempre più i territori che i propri abitanti amano, rispettano e valorizzano. “Solo se gli abitanti si autoriconoscono – ha spiegato Viglione – potranno raccontare il proprio territorio. Si facciano programmi che interessano le scuole, i media, i musei e che recuperano il Genius loci per contrastare la tendenza all’omologazione. Un’iniziativa utile anche per recuperare il turismo interno. Che nei i piccoli comuni ha un impatto molto rilevante”.

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