Rafforzare il turismo culturale con progetti di grande respiro che valorizzino il patrimonio museale e storico archeologico della Sardegna: è l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato ieri a Cagliari tra l’assessore al Turismo, Barbara Argiolas e la direttrice del Polo Museale della Sardegna, Giovanna Damiani. “È il primo tassello formale di un percorso comune iniziato già negli scorsi mesi, – ha detto Argiolas – col quale vogliamo spingere il turismo culturale in Sardegna, che ha grandi potenzialità per la diversificazione dell’offerta e delle stagionalità”.

L’INTESA

Firmato a margine del convegno “Sardegna in rete. Benefici e opportunità del networking culturale”, al quale ha partecipato questa mattina il presidente Francesco Pigliaru, l’accordo prevede di “avviare una continuità di collaborazione tra l’Assessorato e il Polo Museale, con iniziative di carattere culturale, promozionale, scientifico, di sviluppo territoriale integrato, attraverso attività di alto profilo culturale, di studio e di ricerca, organizzazione di mostre e convegni, pubblicazioni, formazione, collaborazione a progetti nazionali ed europei, promozione on line, on site e internazionali”.

“La collaborazione – si legge in una nota – riveste una grande importanza strategica, poiché il Polo Museale gestisce le aree archeologiche e i musei più importanti e visitati dell’isola: Museo Archeologico Nazionale, Pinacoteca Nazionale, Spazio museale San Pancrazio, Ex Regio Museo Archeologico, Basilica di San Saturnino a Cagliari; l’area archeologica Su Nuraxi a Barumini; il Museo Archeologico Nazionale ‘Giorgio Asproni’ a Nuoro; il : Museo Nazionale Archeologico e Etnografico ‘G.A. Sanna’, la Pinacoteca Nazionale, l’Area archeologica Monte d’Accoddi a Sassari; l’Antiquarium Turritano e area archeologica a Porto Torres, il Compendio Garibaldino del sistema museale di Caprera, alle quali si aggiungono con decreto del 7 febbraio l’area archeologica di Tharros e le Terme di Nora”.

PROGETTI COMUNI

“L’ambiente è il nostro asset strategico più importante – ha spiegato Barbara Argiolas – ma per raccontare ai potenziali visitatori una Sardegna diversa da quella balneare e incrementare le presenze nei mesi di spalla e autunnali, abbiamo bisogno di progetti culturali di qualità: progetti che facciano leva sulla nostra identità più vera e su un patrimonio storico archeologico unico e suggestivo. Col Polo Museale ci siamo già messi alla prova nei mesi scorsi, collaborando alla costruzione della rete dei Giardini storici della Sardegna e per il convegno dello scorso dicembre sulle civiltà del Mediterraneo e siamo al lavoro su altri progetti comuni come l’accordo col Museo Hermitage di San Pietroburgo nei prossimi mesi e un programma di iniziative di grande spessore che mettano la Sardegna al centro degli itinerari culturali europei nel 2018 e nel 2019, grazie alle risorse della linea 6.8.3 del POR”.

LA CENTRALITA’ DEL PATRIMONIO

“A suggellare – ha detto la direttrice del Polo Museale Giovanna Damiani – il convegno di oggi ‘Sardegna in rete’, che vede coinvolte tutte le istituzioni le amministrazioni gli enti e i soggetti pubblici e privati portatori di interessi, la sottoscrizione del protocollo con l’Assessorato al turismo della Regione Sardegna anticipa in modo concreto e con piena soddisfazione il più ampio documento sottoscritto dai partecipanti al Convegno che ha avuto luogo alla Pinacoteca Nazionale di Cagliari. Con esso si dà fattiva costruzione ad un piano di collaborazione che ha al centro il patrimonio culturale dell’isola come attrattore e veicolo di conoscenza e valorizzazione imprescindibile per il sostegno di un turismo di qualità rivolto ad un target di riferimento più ampio possibile. La collaborazione tra Polo museale della Sardegna e Assessorato al Turismo non può che rafforzare uno sviluppo positivo con ricadute importanti per il territorio sardo nell’ottica di una costante crescita del settore turistico e a tutto l’indotto ad esso connesso”.

SVILUPPO DAL TURISMO

“Il prossimo passo – ha infine concluso Argiolas – è il coinvolgimento del tessuto produttivo e delle comunità. Non esiste turismo senza le imprese e vogliamo coinvolgerle in sede strategica e decisionale per creare quelle condizioni di attrattività della destinazione Sardegna capaci di incrementare il nostro appeal, non solo durante la stagione balneare ma anche a febbraio o marzo e di incidere realmente sullo sviluppo economico”.

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