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“Le imprese culturali e creative sono state identificate come potenziale tema da inserire nella rete delle Comunità della conoscenza e dell’innovazione”, istituite nell’ambito dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT). Lo ha detto il commissario europeo per l’Istruzione, la Cultura, i Giovani e lo Sport, Tibor Navracsics, rispondendo a un’interrogazione dell’europarlamentare greco Manolis Kefalogiannis (PPE). “L’EIT prevede di includere altri settori nella creazione delle Comunità della conoscenza e dell’innovazione?” chiedeva Kefalogiannis ponendo l’attenzione proprio sulla “cultura europea, il turismo e le industrie creative, ancora non designati come settori per i quali possono essere create le Comunità nonostante genirino – evidenziava l’europarlamentare nell’interrogazione – entrate rilevanti per molte regioni e città europee”. Quello delle industrie creative, gli fa eco Navracsics, è un settore che “apporta un contributo significativo all’economia dell’UE, potenziando nel contempo i valori sociali condivisi di identità, comunità e democrazia” e che “potrebbe trarre beneficio da un sostegno all’innovazione attraverso il modello EIT. La Commissione sta riflettendo sulla prossima Agenda strategica EIT per il 2021-2027”, nell’ambito della quale si pensa quindi di inserire il tema delle imprese culturali tra le Comunità della conoscenza e dell’innovazione.

L’EIT E LE COMUNITA’ DELLA CONOSCENZA E DELL’INNOVAZIONE

L’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) è un organismo indipendente dell’Unione europea, parte integrante del programma Horizon 2020. Ha il compito di rafforzare la capacità di innovazione dell’UE e degli Stati membri, per affrontare le sfide attese in ambito sociale, rilanciare la crescita e creare posti di lavoro. Nonostante l’eccellenza riscontrata nella ricerca, nell’istruzione e nelle invenzioni, l’Europa ha difficoltà a capitalizzare pienamente le sue potenzialità nel campo dell’innovazione: l’EIT vuole porre rimedio a questa difficoltà attraverso una rete di Comunità della conoscenza e dell’innovazione, all’interno delle quali sono messi a punto e testati nuovi modelli per affrontare, gestire, finanziare e produrre innovazione in Europa. Fino ad oggi l’EIT ha costituito sei Comunità: cambiamento climatico; energia sostenibile; digitale; vita sana e invecchiamento attivo; accessibilità e uso sostenibile di materie prime; alimentazione.

ISTRUZIONE, RICERCA E IMPRESE: TRIANGOLO DELL’INNOVAZIONE

Da quando è stato istituito, l’EIT ha provveduto, anche grazie alle Comunità della conoscenza e dell’innovazione, a riunire più di 800 partner provenienti da tutta Europa e non solo, sostenere oltre 200 start-up innovative, incubare più di 1200 idee imprenditoriali e lanciare oltre 200 nuovi prodotti e servizi. “Dalla sua creazione – sottolinea ancora il Commissario europeo rispondendo all’interrogazione – l’EIT ha contribuito alla competitività dell’UE, alla crescita economica sostenibile e alla creazione di posti di lavoro grazie al triangolo che collega istruzione, ricerca e imprese con l’obiettivo di promuovere l’innovazione per affrontare sfide globali”.

 

Per approfondimenti:

https://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-007598&language=EN

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