Mibact insegna ministero cultura12 milioni e 500 mila euro circa per i contributi triennali e annuali che saranno assegnati alle istituzioni culturali. Lo stabilisce il decreto del ministro Franceschini che attribuisce le risorse, per l’esercizio finanziario 2018, del capitolo di spesa “Centro di Responsabilità – Biblioteche e Istituti culturali”. Ai contributi triennali alle istituzioni culturali sono destinati circa 10 milioni e 200 mila euro. Ai contributi annuali spettano, invece, 2 milioni e 300 mila circa. La concessione dei contributi sarà realizzata sulla base della tabella delle istituzioni culturali 2018-2020.

CONTRIBUTI STATALI ALLE ISTITUZIONI CULTURALI

L’assegnazione dei contributi alle istituzioni culturali applica quanto previsto dalla legge 534/1996, in tema di “Nuove norme per l’erogazione di contributi statali alle istituzioni culturali”. Tale normativa prevede, infatti, che le istituzioni culturali in possesso di specifici requisiti possano essere ammesse al contributo ordinario annuale dello Stato. Una apposita tabella contiene l’elenco delle istituzioni culturali che possono essere ammesse a contributo. L’elenco, emanato per la prima volta a seguito dell’entrata in vigore della norma, viene sottoposto a revisione ogni tre anni.

Per essere inserite nella tabella, le istituzioni culturali devono essere state istituite con legge dello Stato oppure essere in possesso della personalità giuridica. Esse non devono avere fine di lucro e devono “promuovere e svolgere in modo continuativo attività di ricerca e di elaborazione culturale (…) volta all’ampliamento delle conoscenze”. L’avere a disposizione un “rilevante patrimonio bibliografico, archivistico, museale, cinematografico, musicale, audiovisivo”, pubblicamente fruibile, costituisce altra prerogativa essenziale. Le istituzioni culturali devono, inoltre, poter presentare il programma di attività per il triennio successivo e disporre di una sede adeguata per lo svolgimento delle proprie attività.

Contributi annuali possono essere concessi anche alle istituzioni culturali non inserite nella tabella. È necessario, però, che esse svolgano la loro attività da almeno un triennio e che prestino servizi in campo culturale promuovendo attività di ricerca, di organizzazione culturale e di produzione editoriale a carattere scientifico. Anche in questo caso, occorre la presentazione di un programma di attività triennale e l’avere a disposizione attrezzature idonee per la sua realizzazione.

 

Approfondimenti:

Decreto di ripartizione del capitolo di spesa

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