costa convegno“Moltissime delle nostre battaglie in ambito culturale in Europa sono state a trazione femminile. Probabilmente questa cosa ha fatto la differenza”. Lo ha detto l’europarlamentare Silvia Costa intervenendo al convegno ‘Le donne per il patrimonio culturale’, organizzato ai Musei Capitolini dall’associazione Abaco per raccontare le eccellenze femminili per il patrimonio, “un bene da conoscere e valorizzare”. Ci sono tante donne qui oggi, ha aggiunto Silvia Costa, che “hanno ruoli importanti che con il loro lavoro e con il loro caparbio amore fanno del patrimonio materiale, immateriale e digitale la ragione del loro impegno. Le donne sono esse stesse un patrimonio culturale”. Un patrimonio su cui però, praticamente, non esistono rilevazioni statistiche. A cominciare dalla forza lavoro femminile nell’ambito culturale, ha ricordato l’organizzatrice della giornata, la presidentessa di Abaco Virginia Rossini. La donna, ha detto Rossini, ha “un ruolo molto importante che non viene riconosciuto. Non dobbiamo avere paura di far valorizzare il nostro lavoro”.

Costa ha poi elencato molti ambiti nel settore culturale in cui le donne hanno superato gli uomini, a cominciare dal numero delle laureate che ha superato appunto quello degli uomini. E in ambito europeo le donne sono le maggiori fruitrici per quanto riguarda la lettura, il cinema, il teatro, etc. La coordinatrice di Pd-S&D nella commissione Cultura al Parlamento europeo ha poi ripercorso le tappe e le conquiste raggiunte in ambito culturale. A cominciare proprio dall’Anno europeo del patrimonio culturale. “In un’Europa che sta smarrendo la sua identità, volevamo stabilire che la cultura fosse un elemento fondante dell’Europa stessa”, ha detto Costa. Poi “la cultura come strumento di diplomazia: in tutti gli accordi di cooperazione Europa-mondo deve essere presente il tema culturale”. E ancora “la mobilità Europa-mondo per gli artisti, come anche promuovere e valorizzare la rete delle imprese culturali e creative”. In questo percorso europeo la presidenza italiana nel 2014 ha fatto la differenza, ha chiarito Costa. “C’è stata un’alleanza fortissima in cui Parlamento e Consiglio dei ministri hanno messo a tema alcune priorità della cultura”.

Esiste, ha chiarito Silvia Costa, “la sostenibilità culturale di sviluppo. La cultura è infatti il quarto pilastro dello sviluppo sostenibile”. A questo anno europeo del patrimonio culturale, ha poi aggiunto, “abbiamo voluto dare il senso di farne una grande opportunità per definire una strategia europea sulla cultura che rimanga nel tempo”. In ambito italiano, a novembre “erano 60 gli eventi italiani per l’anno europeo, oggi sono più di 200. Un anno che ha fatto crescere l’attenzione su questo tema”. Positivo e importante è che “la cultura sia trasversale alle direzioni europee. Ad oggi sono 13 le direzioni generali che se ne occupano”. Ma alle porte c’è una nuova sfida: la prossima programmazione settennale. “Abbiamo una grande sfida davanti a noi: la cultura dovrà essere più centrale per l’Europa”.

L’europarlamentare ha poi posto l’accento su alcune iniziative faro dei paesi membri, in particolare l’Italia con quelle “conferenze che abbiamo scelto come centrali: a Venezia si terrà quella sul restauro. È infatti arrivato il momento di definire degli standard europei sul restauro per scongiurare anche effetti di dumping”. Faremo a Macerata, ha aggiunto, un’iniziativa sul patrimonio a rischio. A Palermo poi ci saranno alcune iniziative sul Mediterraneo”.

Un accenno, in conclusione, Costa lo ha voluto riservare alla Convenzione di Faro. “Chiunque vada in Parlamento – ha detto – deve prendere l’impegno di ratificare la Convenzione, che ha il merito di rovesciare il rapporto cittadino-patrimonio, di responsabilizzare i cittadini nei confronti del patrimonio”. Infine Silvia Costa ha lanciato un appello alla platea composta in stragrande maggioranza da donne: “Ciascuna di voi si senta ambasciatrice di questo anno europeo della cultura. Sia una grande opportunità per rimettere la cultura al centro dell’identità europea”.

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