Al via domenica 25 febbraio ad Antrodoco il progetto “Il Cantiere delle Musiche” con Ambrogio Sparagna, una rassegna di concerti e laboratori nell’area del cratere con i musicisti dell’Orchestra popolare italiana, una iniziativa Mibact – Regione Lazio – Fondazione Musica per Roma avviata grazie al fondo per lo spettacolo dal vivo destinato ai Comuni colpiti dal sisma. Cinque concerti di componenti dell’OPI – Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna, che si terranno nel periodo tra febbraio e giugno e si concluderanno con un concerto finale nel mese di giugno. Gli spettacoli si terranno nei Comuni del Cratere di Cittareale, Amatrice, Antrodoco, Accumoli e Poggio Bustone, in accordo con la Regione Lazio e gli amministratori locali. Una occasione per raccontare la ricchezza culturale del territorio colpito dal terremoto e per fare di nuovo comunità attraverso la musica e la danza.

“Grazie al fondo Mibact – dichiara Lidia Ravera, assessore alla Cultura e Politiche giovanili della Regione Lazio – la Regione ha potuto direttamente impegnare le risorse per attività di spettacolo dal vivo realizzate dai Comuni di Antrodoco, Amatrice, Accumoli, Cittareale, Poggio Bustone, di concerto con le grandi istituzioni culturali del Lazio come la Fondazione Musica per Roma. Con questi progetti intendiamo ricostruire l’identità culturale di quei luoghi, valorizzare, recuperare reinterpretare le tradizioni culturali, coreutiche e musicali dell’Alto Velino per ridefinire l’identità culturale delle comunità danneggiate dal sisma”.

Attraverso la musica – afferma Ambrogio Sparagna, il direttore dell’Orchestra Popolare Italiana, l’orchestra popolare residente del Parco della Musica – possiamo riuscire in qualche modo a distrarre da un pensiero triste, dalla difficoltà di continuare a vivere i luoghi colpiti dal terremoto e alleggerire il peso di questa situazione. Con il canto popolare, segno identitario di questa terra, cerchiamo di ricostruire il senso di comunità e di speranza per il futuro. Per questo attraverso i laboratori ci rivolgiamo ai bambini che sono il futuro possibile oltre che il presente”.

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