commissione cultura cinemaDiciannove proposte per “smentire la convinzione ormai cristallizzata nel pensiero comune che ‘con la cultura non si mangia’” e per attuare quel “necessario cambio di rotta” con la convinzione che i beni culturali sono “un elemento costitutivo e strategico per la crescita del Paese”. Il Movimento 5 Stelle si presenta al voto del 4 marzo con un programma relativo ai beni culturali ricco e articolato, per cambiare quel “sostrato di agende politiche prive di un concreto slancio propulsivo” e avviare un “serio percorso volto alla valorizzazione del patrimonio culturale, investendo in personale preparato, anche a livello dirigenziale, abbandonando la cattiva usanza consistente nell’utilizzare le istituzioni del comparto Cultura come poltronifici e garantendo professionalità e trasparenza”.

Per il Movimento 5 Stelle è quindi fondamentale “investire nella Cultura sottraendosi a una logica di corto respiro, pensando soprattutto al medio e lungo termine, svincolandosi da prospettive opposte e altrettanto pericolose di cui le azioni degli ultimi Governi ci hanno ripetutamente dato prova. È necessario che si cominci a considerare la Cultura come elemento costitutivo e settore strategico per la crescita del Paese, considerando anche il contesto di un mondo del lavoro destinato a mutare i suoi contorni sulla scorta di un prevedibile incremento nell’utilizzo della robotica e dell’intelligenza artificiale, che fa presupporre scenari in cui alcune professioni spariranno e altre potranno invece fiorire”. (qui potete consultare il programma integrale: https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Beni-culturali.pdf)

LE 19 PROPOSTE DEL M5S

BILANCIO DELLO STATO

Il Movimento 5 Stelle, si legge nel programma, “ha sempre espresso la necessità di effettuare investimenti nell’intero settore dei beni culturali, con strategie di medio e lungo periodo affinché l’incidenza percentuale delle risorse per il comparto relativo al Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo, sul totale generale del bilancio dello Stato, possa varcare la soglia almeno dell’1 percentuale rispetto al Pil”.

MECENATISMO E CROWDFUNDING (ART BONUS)

“Il nostro modello di riferimento è quello di un tessuto territoriale attivo e partecipativo, nel quale ai cittadini sia data la possibilità di ‘adottare un monumento’ in virtù del legame affettivo che lega un cittadino al proprio contesto storico, artistico e paesaggistico locale”. I pentastellati ritengono pertanto necessario “semplificare e agevolare le micro erogazioni liberali, prevedendo la possibilità di effettuare i versamenti direttamente sul portale Art Bonus, coinvolgendo attivamente le associazioni culturali senza fine di lucro al fine di stimolare l’accreditamento dei beni culturali pubblici a cui destinare le erogazioni liberal”.

RIFORMA DEL SISTEMA DI FINANZIAMENTO STATALE DEGLI ISTITUTI CULTURALI

Su questo tema, il Movimento 5 Stelle ritiene utili le seguenti iniziative: Controllo e valutazione reali di tutti i finanziamenti erogati in base all’ultima tabella triennale 2014-2017; revisione dei requisiti e criteri di assegnazione e introduzione del criterio fondamentale della trasparenza delle procedure di rendicontazione sia contabile sia in merito alle attività svolte.

SPETTACOLO DAL VIVO

E’ necessario rivedere e correggere l’attuale meccanismo nell’ottica di restituire importanza a: la qualità dello spettacolo; commissioni valutatrici composte da esperti per ogni settore; meccanismi premiali a favore di gestioni virtuose e che creano occupazione; meccanismi premiali a favore di progetti di inclusione sociale e di recupero delle periferie; riconoscimento del ruolo fondamentale di progetti che avvicinano i giovani allo spettacolo dal vivo e alle professioni.

AGGIUSTAMENTO DELLA RIFORMA DELL’ORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO E DEI SUOI ORGANI PERIFERICI

La riforma, spiega il M5S, ha già evidenziato, in fase di prima applicazione, che l’aumento delle Direzioni Generali del Ministero, passate da 8 a 12, ha comportato un notevole appesantimento della struttura centrale del Ministero. La scissione avvenuta tra le funzioni di tutela dei beni in capo alle Soprintendenze e la valorizzazione in capo ai musei, senza la previsione di alcuna disciplina, ha reso difficoltoso lo svolgimento coordinato delle predette funzioni, mentre la creazione dei grandi Poli museali ha avuto ricadute negative sui piccoli musei (di fatto progressivamente dimenticati).

Per i 5 Stelle è necessaria ora una “mappa” che ci restituisca una fotografia dell’esistente e che possa essere utilizzata come strumento per studiare e programmare un recupero ragionato di questi beni. L’attività di mappatura diventa propedeutica all’avvio di iniziative di recupero e destinazione nel quadro di una lotta al consumo di suolo e alla cementificazione preferendo il riutilizzo dell’esistente, laddove possibile.

In relazione ai “beni culturali immateriali” è necessario realizzare con la maggiore esattezza possibile, una mappatura in accordo con gli obiettivi di valorizzazione del “patrimonio intangibile” di cui alla Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, ratificata con legge n. 167 del 2007 e in questo contesto continuare a perseguire l’obiettivo del riconoscimento dell’Opera lirica come patrimonio culturale intangibile.

FRUIBILITÀ DEI BENI CULTURALI

Il Movimento 5 stelle “si è costantemente impegnato nel presentare proposte che avessero l’obiettivo di migliorare e ampliare gli strumenti per garantire la più vasta gamma di tutele e la fruibilità del patrimonio culturale”, nello specifico prevedendo che: vengano abbattute le barriere architettoniche e si elaborino soluzioni alternative e condivise finalizzate a garantire una sempre maggiore fruibilità dei beni culturali; sia ampliata la capacità di accoglienza, con specifico riguardo alle persone con disabilità e ai portatori di bisogni speciali, anche temporanei; siano previsti appositi servizi didattici per bambini e dedicati alla fruizione ‘interattiva’ dei musei da parte dei minori e dei giovani e con particolare riferimento alle Scuole; si utilizzino le forme di comunicazione più diverse, sfruttando le più moderne e aggiornate tecnologie, come la ‘realtà aumentata’ o qualsiasi forma di arricchimento della percezione sensoriale umana finalizzata alla conoscenza; si provveda al miglioramento della ricettività turistica, attraverso recupero, restauro, risanamento conservativo, manutenzione e riqualificazione di luoghi e itinerari di interesse storico-artistico in un’ottica di fruizione il più inclusiva possibile; siano valorizzati e sostenuti i musei medio-piccoli affinché possano svolgere un ruolo di intermediazione culturale e di dialogo sul territorio, contribuendo in modo significativo alla costruzione dell’identità del nostro Paese.

REVISIONE DELLA NORMA FRANCESCHINI IN MATERIA DI ESPORTAZIONE ALL’ESTERO DEI BENI DI INTERESSE CULTURALE

Nel Disegno di “Legge annuale per il mercato e la concorrenza” – si legge nel programma – il comma 176, derivato da un emendamento presentato dal Partito Democratico al Senato, aggiunge una norma che modifica il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. “La norma voluta dal ministro Franceschini ha alzato le soglie d’età dalla data di esecuzione di un’opera, per l’obbligo di presentare una richiesta di autorizzazione all’ufficio esportazioni della Sovrintendenza territoriale, indicando il valore venale dell’opera. Ha inoltre sostituito il valore culturale con il valore economico, come criterio per stabilire o meno la necessità di ottenere la licenza per far uscire il bene dal territorio italiano. Infine ha previsto l’autocertificazione del valore di un bene da parte del mercante d’arte”. Per questo il Movimento 5 Stelle ritiene “necessaria l’immediata revisione di quella parte della Legge per il Mercato e la Concorrenza e il ripristino della fondamentale funzione di controllo da parte degli organi competenti, anche mediante revisione e potenziamento dell’organico preposto ai controlli, affinché il diritto alla tutela costituzionalmente garantito possa coniugarsi con una burocrazia più efficiente”.

CATALOGAZIONE E DIGITALIZZAZIONE

Il Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta per istituire un Fondo dedicato alla catalogazione e digitalizzazione, affinché il preposto Istituto per il Catalogo e la Documentazione del MIBACT possa svolgere in concreto la sua attività e completare così il lavoro di “inventariazione e digitalizzazione” del nostro patrimonio culturale iniziato nel 2014. “Riteniamo, inoltre, necessaria l’istituzione di un Fondo dotato di risorse adeguate se si vuole raggiungere l’obiettivo di dotare il nostro Paese di un catalogo unico nazionale digitale”.

ARCHIVI E BIBLIOTECHE

Per quanto riguarda le biblioteche solo 25 posti sono stati assegnati a funzionari bibliotecari e il Comitato Archivi e Biblioteche si è dimesso per protesta, poiché ne sarebbero serviti almeno 37. A questo dato occorre aggiungere che, tra il 2016 e il 2021, circa il 60% dei bibliotecari attualmente in organico lascerà il servizio. Passando al fronte Archivi di Stato la situazione è la stessa se non più critica: a gestire l’enorme memoria pubblica sono 621 dirigenti archivisti del MIBACT. Il 94,6 per cento di loro ha più di cinquant’anni. Il 66,3 per cento supera i sessanta. Crediamo, quindi, sia indispensabile una ricognizione e valutazione del reale fabbisogno di risorse umane per raggiungere livelli adeguati di gestione e tutela negli Archivi e nelle Biblioteche.

RICONOSCIMENTO GIURIDICO DELLE FIGURE PROFESSIONALI CHE OPERANO NEL CAMPO DEI BENI CULTURALI

Il Movimento 5 Stelle “intende portare avanti un percorso per un adeguato riconoscimento e valorizzazione delle figure professionali che operano nel settore dei beni culturali, stabilendo dei requisiti minimi per garantire un buon livello di preparazione dei dirigenti chiamati a gestire il patrimonio culturale”.

SERVIZI AGGIUNTIVI NEI MUSEI (LEGGE RONCHEY 1993)

Si propone “una revisione delle condizioni di concessione di gestione dei servizi aggiuntivi in sede di rinnovo, tramite bando pubblico, delle convenzioni tra musei statali e società private concessionarie”.

VALORIZZAZIONE DEI DISTRETTI TURISTICO-CULTURALI

E’ necessario individuare e definire dei “Distretti Culturali” nei quali fare una progettazione partecipata, varando un piano strategico di rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile, in linea con la vocazione culturale del distretto. Pensiamo che, in pratica, si debba giungere a una pratica virtuosa di tutela e promozione del patrimonio storico, culturale e naturalistico, seguendo il principio del “fare rete”.

IL CODICE DELLO SPETTACOLO DAL VIVO

Il Movimento 5 stelle “si è sempre battuto per rilanciare il settore e per difendere i lavoratori del comparto, umiliati dalla mancata valorizzazione da parte di una politica priva di una visione d’insieme e che corre ormai sempre sui soliti binari senza vedere le opportunità offerte della valorizzazione di certi settori. Crediamo sia pertanto di fondamentale importanza cambiare il senso di marcia e per questo: riconoscere il valore culturale dei lavoratori del comparto e garantire tutela e riconoscimento giuridico (per le specificità del comparto sia dal punto di vista della retribuzione sia da quello contrattuale e previdenziale); garantire maggiore trasparenza e aumento delle competenze della governance a livello centrale, riorganizzando il funzionamento e la composizione del Consiglio dello spettacolo dando priorità a competenza, esperienza e partecipazione; garantire la sopravvivenza e l’autosufficienza del settore, penalizzato in alcuni casi dalla scarsa affluenza di pubblico, ad esempio prevedendo una progressiva riduzione dell’Iva sulla bigliettazione, che permetterebbe una riduzione del costo del biglietto e una maggiore partecipazione del pubblico; prevedere maggiori forme di collaborazione per la messa in comune di allestimenti, strumenti e servizi; introdurre sistemi di governance più trasparenti, prevedendo anche forme di “daspo” per quei soggetti che si sono distinti negativamente per cattive gestioni (nel solco della norma introdotta per i Sovrintendenti delle Fondazioni Lirico Sinfoniche grazie all’accoglimento di una proposta del M5S); selezionare i componenti degli organi di gestione mediante bandi pubblici anche internazionali, con l’obbligo di assenza di conflitti di interesse, mettendo fine alle nomine su base politica; garantire continuità degli investimenti e risorse adeguate, sottraendosi a logiche emergenziali e di corto respiro, accelerando e semplificando criteri e procedure di assegnazione delle risorse; valorizzare competenze multidisciplinari, mettendo in contatto e facendo interagire, in un reciproco rapporto di valorizzazione, diversi soggetti, facendoli dialogare fra loro, a partire da Scuola e formazione; prevedere istituzioni riconosciute dalle Regioni e dalla Province autonome che perseguano finalità di pubblico interesse nella distribuzione e nella promozione dello spettacolo dal vivo, e favoriscano la formazione del pubblico e il sostegno alla creatività dei giovani artisti nei territori di riferimento, in collaborazione con gli Enti locali; prevedere forme di agevolazione fiscale finalizzate soprattutto ai giovani per la promozione e lo sviluppo dello spettacolo dal vivo; rimettere al centro l’espressione artistica, la qualità del lavoro, l’occupazione, la salvaguardia di professioni e mestieri e dei relativi requisiti dello spettacolo dal vivo, rafforzando le opportunità di ingresso alla professione e chiarendone la natura giuridica, previdenziale e degli ammortizzatori sociali.

DANZA

Il Movimento 5 Stelle ritiene essenziale agire in difesa di quella ricchezza che rischiamo di veder dispersa, costituita dai corpi di ballo delle Fondazioni e in favore della danza come disciplina e forma artistica e culturale da promuovere.

FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE

Riteniamo utili le seguenti iniziative: valorizzare la lirica, riaffermando i valori di cui è espressione; rivedere le norme di selezione dei sovrintendenti e dei direttori artistici prevedendo bandi pubblici anche internazionali, poiché è sulle scelte e sulla competenza di queste figure che si basa la buona gestione di una Fondazione lirico-sinfonica; introdurre norme di contrasto alla presenza conflitti di interesse per i componenti degli organi di gestione delle fondazioni; incentivare le Fondazioni lirico-sinfoniche ad effettuare concretamente il calcolo degli interessi anatocistici corrisposti sui prestiti bancari e ad utilizzare tale verifica in sede di rinegoziazione del debito verso istituti bancari.

TEATRO

Riteniamo necessario prevedere delle iniziative che agevolino quei giovani artisti, attori, registi, che decidano di investire in un progetto imprenditoriale teatrale. Incentivare la nascita di teatri privati, anche piccoli su tutto il territorio italiano darebbe, infatti, una svolta alla concezione del teatro, ancora troppo legata alla dimensione dello Stabile, e garantirebbe una maggiore e migliore fruizione da parte del pubblico. Punto di partenza imprescindibile per i teatri pubblici o per le istituzioni culturali teatrali, finanziate con soldi pubblici, è la selezione dei direttori e di figure apicali per mezzo di bandi pubblici e non attraverso la odiosa pratica delle nomine politiche. Il Movimento 5 stelle ritiene un atto di crescita culturale, aiutare senza distinzione sia i piccoli che in grandi teatri. Tra le azioni che reputiamo importanti vi sono: introdurre dei sistemi di finanziamento indiretti per il teatro, per esempio prevedendo maggiore accessibilità agli spazi idonei per lo svolgimento delle attività artistiche; operare una distinzione tra le attività di spettacolo svolte in maniera professionale, da promuovere e sostenere, e quelle svolte in maniera amatoriale, che devono essere comunque riconosciute; sostenere il teatro di innovazione e ricerca, oggi dimenticato: gran parte dei teatri, infatti, costretta da logiche commerciali, non riesce più a produrre innovazione.

L’ALTA FORMAZIONE ARTISTICA E MUSICALE

Muovendo in direzione ostinata e contraria, il Movimento 5 Stelle ha sempre difeso il comparto AFAM, ritenendolo una ricchezza per il nostro patrimonio culturale e per questo ha sempre sostenuto queste azioni come fondamentali: promuovere un nuovo tipo di governance, più meritocratica ed efficiente; equiparare a tutti gli effetti titoli rilasciati in accordo con la normativa degli altri Stati Membri della UE; fondare il reclutamento degli insegnanti e di tutto il personale, anche degli organi di vertice, su procedure selettive pubbliche trasparenti che diano importanza alla qualità; introdurre dottorati di ricerca e dare in generale impulso alla ricerca; riconoscere il diritto all’assistenza degli studenti con disabilità come previsto per tutti gli studenti universitari; garantire il diritto allo studio e percorsi Erasmus agli studenti AFAM; garantire la qualità dell’insegnamento con adeguati piani di studio e aggiornamenti degli insegnanti.

DIRITTO D’AUTORE OPEN ACCESS

L’Open access (o accesso aperto) è una “modalità di pubblicazione del materiale prodotto dalla ricerca” che ne consente il libero accesso senza restrizioni, e che pertanto si riferisce alla libera disponibilità, pur nel rispetto del diritto d’autore, ma senza comportare nessun’altra implicazione. Alla luce di tali considerazioni il Movimento 5 Stelle si impegna a: garantire agli autori la possibilità di scegliere liberamente le nuove licenze open, come “creative common”, “copyleft” o “fair use”, estendendo, nel medesimo tempo, le modalità di pubblicazione ad accesso aperto per la letteratura scientifica e la produzione accademica, in modo che esse possano essere messe a disposizione senza scopo di lucro per la comunità degli studiosi; riformare seriamente l’attività di amministrazione e di intermediazione del diritto d’autore, determinando una condizione maggiormente concorrenziale, aperta al mercato, e completamente in linea con quanto previsto dalla normativa europea.

PAESAGGIO

Intendiamo ridare importanza al nostro paesaggio, rispettando l’articolo 9 delle Costituzione e annullando riforme che non impongono più limiti a cementificazione, trivellazioni e abbattimento di patrimoni arborei come nel caso dei millenari ulivi della Puglia in base al progetto del Gasdotto Trans-Adriatico (TAP). Riteniamo, inoltre, fondamentale attribuire di nuovo le piene funzioni di tutela del paesaggio alle soprintendenze, insieme con la necessità di rendere burocraticamente più efficiente il lavoro delle stesse.

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