elezioni politiche culturaA breve gli italiani saranno chiamati alle urne in occasione delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 per rinnovare la Camera e il Senato e dare un nuovo governo al Paese. AgCult ha raccolto in queste settimane i programmi elettorali per la cultura dei principali partiti – dei quali in questo articolo richiamiamo i punti essenziali – e ha pubblicato il report delle attività di governo del ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini condotte in questi quattro anni di mandato, dal 22 febbraio 2014 a oggi. Un bilancio significativo e articolato che ha portato la cultura ad avere un ruolo nuovamente centrale nelle politiche di governo e nel dibattito pubblico. Proprio Franceschini, tirando le somme dei suoi quattro anni da ministro, ha ricordato che “molte delle azioni eseguite sono adesso irreversibili, indipendentemente da chi si troverà al governo nei prossimi anni”, e che quella che abbiamo davanti è la “sfida più grande che dobbiamo vincere come sistema Paese: scommettere sulla cultura come chiave per costruire il futuro”.

QUATTRO PROVVEDIMENTI PER RIPARTIRE

A fronte di questo intervento oggettivamente ampio da parte del governo e del Parlamento, ci sono tuttavia quattro provvedimenti in ambito culturale che, a nostro giudizio, vanno assolutamente ripresi fin dai primi giorni di attività delle nuove Camere e del nuovo Esecutivo. Si tratta di quattro temi che hanno occupato molto del dibattito pubblico sulla cultura, fuori e dentro i ‘Palazzi’, negli ultimi mesi: i reati contro il patrimonio culturale, la Convenzione di Faro, il libro e la lettura, le imprese culturali e creative. Le prime due proposte di legge non sono riuscite a vedere la luce nella passata legislatura nonostante ci siano arrivate vicino, mentre le altre due sono state recuperate in extremis nella Legge di Bilancio, sacrificando tuttavia la parte di definizione e di regolamentazione del settore a favore di un intervento economico (aspetto certo non secondario, ma non sufficiente).

LE PROPOSTE IN DETTAGLIO

La proposta di legge sui Reati contro il Patrimonio culturale (originariamente ddl Franceschini-Orlando) riprende proposte già avanzate anche nelle precedenti legislature (anch’esse finite in un nulla di fatto) prevedendo il rafforzamento della tutela penale del patrimonio artistico e culturale e più efficaci strumenti investigativi, preventivi e repressivi contro il traffico illecito di beni culturali.

La Convenzione di Faro, firmata nel 2013 dal nostro Paese, ancora aspetta di essere ratificata dal Parlamento. La Convenzione introduce un concetto ampio e innovativo di eredità culturale, definendola come “un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei propri valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione”. La ratifica della Convenzione di Faro rientra nell’appello indirizzato da Culture Action Europe a tutte le forze politiche in vista delle elezioni. Appello sottoscritto anche da AgCult.

La pdl sulle imprese culturali e creative e quella sul libro e la lettura sono due leggi che avevano registrato una convergenza bipartisan e che si proponevano di mettere mano a settori che necessitano di un intervento normativo di ampio respiro. Entrambe sono morte in Parlamento anche se per entrambi gli ambiti di intervento sono stati previsti nella Legge di Bilancio forme di tax credit e di incentivi fiscali. I due temi sono fortunatamente nei programmi di alcuni partiti, l’auspicio è che in tempi rapidi si riprendano in mano i due dossier.

I PROGRAMMI DEI PRINCIPALI PARTITI A CONFRONTO

Tra i punti essenziali del Partito democratico ci sono rigenerazione culturale, messa in sicurezza del patrimonio, rafforzamento dell’art Bonus e un paesaggio sostenibile. E ancora: un piano cultura 4.0 per le imprese culturali e creative, una legge sul libro, digitalizzazione e catalogazione del patrimonio italiano, stabilizzazione della 18App e, infine, l’Erasmus della cultura. “Quello fatto e quella ancora da fare sono due gambe dello stesso progetto”, ha sottolineato ad Agcult la responsabile Cultura del Pd, Anna Ascani.

Forza Italia, nei suoi 10 punti elettorali, si limita invece a un generico “Sviluppo e promozione di cultura e turismo”.

Diverse le proposte contenute nel programma del Movimento 5 Stelle, come annunciato ad Agcult dalla senatrice Michela Montevecchi: dai distretti culturali (“non ci si può dimenticare del tessuto sociale e culturale dei territori” e occorre che “il grande cresca insieme al piccolo”) alle micro donazioni nell’ambito dell’Art Bonus, come sempre per l’art bonus la possibilità di fare ‘offerte’ non solo economiche ma anche in strumenti o competenze oppure la necessità di investire in fruibilità e accessibilità, nella digitalizzazione e nella tutela delle professioni. Ma soprattutto, la riforma Franceschini va rivista per ritornare alla situazione pre-2014, occorre reinternalizzare i servizi aggiuntivi dei musei strettamente legati alla fruizione e alla valorizzazione mantenendo esterni solo quelli accessori ed è necessario avere un maggior controllo sui bilanci degli enti beneficiari dell’Art Bonus.

L’Italia – è invece l’obiettivo di +Europa, la forza politica guidata da Emma Bonino e Benedetto Della Vedova – si doti di strumenti capaci di trasformare le imprese culturali italiane e gli artisti da “specie protetta” in “nuovi protagonisti della società”. Bisogna quindi “uscire dalla logica di interventi sporadici e di breve periodo” che insistono sul “consumo di cultura” e passare a investimenti strutturali a favore della “produzione di cultura”.

Nel suo programma, la lista unitaria Liberi e Uguali guidata da Pietro Grasso e composta da Mdp, Si e Possibile scrive che “con la cultura si mangia, si vive, si lavora: nutrendo il corpo e la mente. Sviluppando diritti e cittadinanza attiva. L’Italia è cultura, il made in Italy è cultura, la nostra storia e tradizioni sono cultura, la nostra quotidianità è cultura e il sistema produttivo culturale e creativo occupa il 6% del totale dei lavoratori. Per questo una valorizzazione moderna che tuteli pienamente e insieme promuova è la sfida che ci pone il nostro tempo”, si legge nel programma di LeU che esorta, appunto, a ritrovare una strategie ormai persa. Questa strategia riguarda “le biblioteche che devono tornare ad essere centri di aggregazione e scoperta; il sistema dei musei che si devono riempire di narrazione e visitatori; il patrimonio artistico e archeologico la cui gestione faccia tesoro delle migliori iniziative che vengono dalla società introducendo pratiche di co-gestione che coinvolgano le comunità locali, che tendano a socializzare i benefici e a creare valore condiviso”.

Articolato il programma della Lega, che tra i suoi punti vede la tutela del patrimonio culturale, creatività, innovazione, digitalizzazione. I beni culturali, si legge, “possono e devono essere considerati uno strumento per aiutare il turismo e dunque le nostre economie”. Il compito è “migliorare la fruizione e la valorizzazione dei nostri patrimoni culturali”. Però mentre la conservazione “è compito dello Stato e delle Regioni”, la valorizzazione tocca agli altri enti locali e ai privati. Lo Stato “deve agire solo in via sussidiaria, subentrando agli enti locali e ai privati quando il bene economico non permette una adeguata redditività per sostenersi da solo”. La Lega parla di “creatività” che “va difesa”.

Il patrimonio culturale dell’Italia presenta “un’enorme potenzialità economica, turistica e occupazionale”. L’arte e la cultura sono per l’Italia “un forte elemento di coesione e ‘identità’” ma fino a oggi “è stato oggetto di scarsa valorizzazione. Occorre intervenire con un radicale capovolgimento”. Questo l’obiettivo di Fratelli d’Italia, che ha fissato nel suo programma 13 “sfide” per la cultura italiana.

E’ incentrato soprattutto sul turismo nel Sud Italia la parte del programma dedicato alla cultura del movimento Civica Popolare: iniziative per distretti turistici a burocrazia zero e iniziative per accrescere la competitività del sistema turistico anche sviluppando un marketing efficiente e innovativo. La forza guidata da Beatrice Lorenzin, si legge nel documento depositato presso il Viminale, sottolinea nel dettaglio la necessità di “spostare gli investimenti pubblici sullo sviluppo di una molteplicità di prodotti turistici per contrastare la monotematicità dell’offerta, l’eccesso di stagionalità che produce grandi flussi in periodi troppo ristretti, con bassa marginalità per le imprese e con ridotto sviluppo delle professionalità e delle competenze”.

Sgravi fiscali, ruolo centrale dei privati e una cultura “liberata” da una politica “arrogante e dirigista”. Il programma politico di “Energie per l’Italia”, il movimento guidato da Stefano Parisi, punta su questi concetti per un rilancio della cultura del nostro Paese. In particolare “l’Italia – si legge nel programma – deve tornare a produrre cultura, a sperimentare e ad attirare talenti anche dall’estero che vedano il nostro Paese come una culla per la creatività. La cultura, al pari del turismo, deve diventare una competenza centrale e una chiara responsabilità del Governo, in diretta delega alla Presidenza del Consiglio”.

Per Potere al Popolo, infine, è necessario “portare l’investimento nella cultura almeno all’1 per cento del Pil, fermare i processi di precarizzazione, riconoscere tutte le professionalità del settore del restauro e dell’archeologia, emanare nuove norme sul diritto d’autore”.

Leggi i singoli programmi:

Elezioni 2018, dalla lettura alle imprese culturali e creative: il programma del Pd per la cultura

Elezioni 2018, M5S: 19 proposte per “smentire la convinzione che con la cultura non si mangia”

Elezioni 2018, LeU: con la cultura si vive, occorre recuperare una strategia

Elezioni 2018. Cultura e turismo, Lega: Creatività, innovazione e due Ministeri “pesanti”

Elezioni 2018, Civica Popolare: servono iniziative per distretti turistici a burocrazia zero

Elezioni 2018, +Europa: imprese culturali siano nuove protagoniste della società

Elezioni 2018, Fdi: patrimonio culturale poco valorizzato, serve radicale capovolgimento

Elezioni 2018, Potere al popolo: portare investimento in cultura almeno all’1% del Pil

Elezioni 2018, Energie per l’Italia: “Liberare cultura da politica arrogante”

Elezioni 2018, Ascani (Pd): Raddoppiare il budget per la cultura e nuove assunzioni al Mibact

Elezioni 2018, Piccoli Nardelli (Pd): Solo nella cultura e nell’istruzione c’è un futuro per l’Italia

Elezioni 2018, M5S: rivedere riforma Franceschini, riorganizzare servizi aggiuntivi nei musei e più controlli sull’Art Bonus

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