Alcuni fanno risalire la storia del fumetto ai tempi della preistoria, alle pitture rupestri con scene di caccia o di vita quotidiana. Tutto ciò che sviluppa narrazione per immagini, laddove, spesso, si integrano scritte, può essere esempio di vignette e balloon ante litteram: dalla ‘grande striscia’ della Colonna Traiana alle scene mitologiche o quelle con la vita di santi e eroi. Così la nuova campagna social del mese di marzo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo fa concorrere tutti i musei e parchi archeologici italiani nel proporre raffigurazioni che in qualche modo possano rimandare all’arte del fumetto, dando sostegno al progetto #Fumettineimusei, realizzato dallo stesso MiBACT e destinato ai bambini e ai ragazzi che partecipano ai laboratori museali. Ventidue albi, a firma di ventuno dei più importanti graphic novelist nazionali, per raccontare il patrimonio del Paese.

Strizzano l’occhio alle nuvolette sia il vaso per olio a figure nere con scene di vita all’interno di una bottega (Cerchia del Pittore di Antiménes, Firenze, Museo Archeologico Nazionale, ca. 520 a.C.), in cui un anziano venditore di oli profumati dice all’acquirente kalo nai “Buono, vero?”, sia gli affreschi del I secolo conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. In questi, una donna avanza verso due avventori, portando una grossa brocca e un bicchiere; i due uomini sembrano litigare sulla priorità dell’ordinazione: “Porta qui” (hoc), dice il primo, ma l’altro controbatte “No! È mia” (non/mia est); la donna spazientita ribatte: “Lo prenda chi vuole” (qui vol /sumat).

Si scoprono personaggi incredibili – che non meraviglierebbero in albi modernissimi – in testimonianze del I secolo d.c., come i Graffiti delle Terme del Parco Archeologico di Ercolano o sulle pareti della Villa dei Misteri, a Pompei. E pure l’arte sacra rammenta le vignette: basta osservare L’Annunciazione di Simone Martini (Gallerie degli Uffizi, 1333) in cui l’Arcangelo Gabriele “parla” alla Vergine: “Ave gratia plena, dominus tecum”.
Gli esempi che il MiBACT posta e condivide con l’hashtag #Fumettineimusei su tutti i gli account social – in particolare su instagram su @museitaliani e sul neonato profilo @fumettineimusei – sono numerosi e insoliti. L’obiettivo della campagna è coinvolgere i visitatori a cercare e fotografare nelle collezioni degli oltre 420 musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali tutto ciò che “ricorda, richiama o anticipa le tecniche del fumetto”.

Fino al 1° aprile 2018, inoltre, l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma espone i disegni originali delle copertine e gli schizzi delle principali tavole dei 22 #Fumettineimusei. Al termine dell’esposizione, le tavole entreranno a far parte della collezione permanente dell’Istituto, costituendo così il primo grande nucleo di opere dell’Istituto legate all’arte del fumetto (ingresso libero, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, in via della Stamperia, 6 – Roma).

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