Euyo orchestra musica concerto lirica opera fondazioniIl nuovo Contratto Nazionale dei lavoratori delle Fondazioni Lirico sinfoniche italiane è stato firmato ieri a Roma dal Presidente dell’ANFOLS Cristiano Chiarot, dal Vice presidente, Francesco Giambrone e dalle quattro sigle sindacali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL e FIALS-CISAL nella sede dell’AGIS. Il contratto è stato chiuso dopo una lunga trattativa in quanto ha dovuto man mano tener conto dei rilievi a suo tempo fatti dal MEF, dell’aggiornamento alle successive leggi in tema di materia del lavoro e del percorso di risanamento che sta affrontando il settore. Il contratto si chiude mantenendo invariate le retribuzioni (sostanzialmente prevedendo un passaggio di una parte del salario aziendale a quello nazionale) e quindi mantenendo inalterato il costo del lavoro; la parte normativa, rispondendo ai dettami della legge 100 prevede nuove elasticità in maniera di migliorare l’organizzazione del lavoro, l’esecuzione delle prove, la flessibilità, gli orari di lavoro: fattori che consentiranno alle Fondazioni di poter procedere in maniera più efficace ed efficiente nella programmazione.

“La firma di questo contratto – osserva l’ANFOLS – è frutto della reciproca fiducia che la parte datoriale e le organizzazioni sindacali si sono poste con l’obiettivo di interpretare l’attuale momento di difficoltà del settore e di contribuire a consolidare la crescita e lo sviluppo che si sono registrati negli ultimi anni”.

“Con questa firma si chiude una fase importante per le Fondazioni Lirico Sinfoniche che hanno dimostrato una grande vitalità, voglia di rinnovarsi, raggiungendo nuove fasce di pubblico sempre più numeroso, potendo contare su risorse del Fus costanti e incrementando le disponibilità proprie attraverso la biglietteria e l’apporto dei privati. Si apre ora un’altra fase e già deve essere chiaro che al prossimo Governo chiediamo il mantenimento del finanziamento a livelli del 2017, ma anche di avere le possibilità di un confronto alla pari con le altre istituzioni europee e ciò potrà avvenire se verrà affrontato in maniera seria il tema del debito pregresso. Senza una vera riflessione su questo argomento, che porti a soluzioni a breve termine, c’è il pericolo che gli sforzi fatti fin qui da tutti (Mibact, Enti Locali, Fondazioni, lavoratori) siano stati vani”.

“Al momento – conclude l’ANFOLS – siamo comunque soddisfatti per il risultato raggiunto; un risultato che senza la disponibilità e la collaborazione di tutti gli attori del sistema, in primis i sindacati, non si sarebbe potuto conseguire”.

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