senato culturaCon l’attribuzione ai partiti dei seggi proporzionali, la composizione del nuovo Parlamento sta assumendo la sua forma definitiva. Ai collegi uninominali si sono aggiunti infatti nella tarda serata di ieri quelli assegnati con il metodo proporzionale. AgCult ha quindi realizzato la mappa degli eletti e degli esclusi tra i parlamentari che nella scorsa legislatura militavano nelle commissioni Cultura della Camera e del Senato. Rimangono solo alcuni nodi da sciogliere: alcuni candidati potrebbero infatti beneficiare di una risalita in graduatoria nel caso in cui quelli che li precedono nel listino bloccato vengano eletti in altri collegi (ogni candidato poteva essere inserito in un massimo di cinque liste plurinominali sul territorio nazionale). Ecco i risultati.

CAMERA

MOVIMENTO 5 STELLELuigi Gallo del Movimento 5 Stelle è il candidato che incassa il miglior risultato elettorale di tutti i deputati uscenti della Commissione Cultura della Camera. Con il suo 54% a Torre del Greco in Campania rifila oltre 30 punti all’avversario del centrodestra (Gianluca Cantalamessa) e 40 a quello del Pd (Teresa Armato). Stravince in Sicilia, nel collegio uninominale di Avola, Maria Marzana, segretaria della Commissione cultura della Camera dei deputati nella 17esima legislatura. La deputata uscente pentastellata ha guadagnato oltre il 52% dei consensi. Ottimo risultato anche per il deputato uscente Francesco D’Uva che vince nel collegio uninominale di Messina col 44 per cento. Entra alla Camera anche Simone Valente del Movimento 5 Stelle come capolista nel proporzionale in Liguria 2 dove il suo partito ha raccolto circa il 30% dei consensi dietro al centrodestra.

Resta fuori invece la collega di partito e di commissione Chiara Di Benedetto penalizzata certamente dalla quarta posizione nel listino proporzionale in Sicilia: nel suo collegio infatti il Movimento 5 Stelle si aggiudica tre deputati all’uninominale e tre al proporzionale lasciando fuori, di fatto, solo lei. Proprio la Di Benedetto, subito dopo la formalizzazione delle liste, aveva espresso tutta la sua delusione per come esse erano state formate e in aperto contrasto aveva dichiarato di voler lasciare il Movimento. Entra alla Camera in quota proporzionale anche il membro cinquestelle nella passata legislatura della VII commissione Giuseppe Brescia. Ritorno assicurato alla Camera per il deputato romano uscente Gianluca Vacca. Capolista per il Movimento 5 stelle al proporzionale in Abruzzo, Vacca è forte del 41,68 per cento di voti incassati dal suo partito nel suo collegio.

Non entra in Parlamento neanche il ministro dei Beni culturali designato dal Movimento Alberto Bonisoli. Il candidato cinquestelle ottiene un deludente 13,80% e si posiziona al terzo posto nella corsa al collegio uninominale di Milano (area statistica 84). Vince il candidato del centrosinistra Bruno Tabacci con il 41,23% seguito da Cristina Rossello del centrodestra con il 37,03%.

CENTRODESTRARenato Brunetta stravince nel suo collegio di San Donà di Piave in Veneto sfiorando il 50 per cento dei consensi, il doppio di quelli raccolti dal suo inseguitore pentastellato. Non ce la fa invece Nunzia De Girolamo nonostante la prima posizione nel listino proporzionale in Emilia Romagna. Tantomeno il secondo posto nell’altro listino proporzionale in cui era candidata, quello campano di Benevento e Avellino riesce a farla accedere al Parlamento. La stessa lista che apre le porte di Montecitorio invece al senatore uscente Cosimo Sibilia, capolista dello stesso listino nel collegio dove Forza Italia guadagna un solo seggio con il 18% dei consensi. Ce la fa il vicepresidente della Commissione Cultura del Senato Marco Marin nella corsa a Montecitorio. In seconda posizione nel listino proporzionale in Veneto, Marin ha potuto contare sull’11% preso da Forza Italia (che fa eleggere al partito di Berlusconi 1 deputato) e sul fatto che la capolista del suo partito in Veneto 2 (03), Lorena Milanato, ha vinto il seggio uninominale ad Abano Terme, lo stesso collegio che ha decretato l’uscita dal Parlamento di Giulia Narduolo del Pd.

Non ce la fa neanche il candidato di Fratelli d’Italia Bruno Murgia per il suo secondo mandato. Il deputato di Nuoro perde infatti il confronto nella sua città con la grillina Mara Lapia e non beneficia del ripescaggio attraverso la prima posizione nel listino del suo partito in Sardegna.

Nulla di fatto anche Eugenia Roccella dell’Udc che ha perso lo scontro al maggioritario con il democratico Gianluca Benamati e la cui prima posizione nel listino proporzionale del suo partito nel Lazio e in Emilia Romagna non le ha garantito l’entrata in Parlamento. Stessa sorte per il vicepresidente uscente della Commissione al Senato Franco Conte che non riesce a tornare in Parlamento. Candidato alla Camera con l’Udc, l’ex senatore poteva contare solo su un esiguo 0,69% di consensi incassato dal suo partito nel collegio Veneto 1 (01).

Non entra infine alla Camera l’ex senatore Udc della commissione Cultura Gabriele Esposito, sostenuto da Casapound. Esposito è stato sconfitto nel collegio uninominale di Acerra, lo stesso collegio che ha visto stravincere Luigi Di Maio con il 63,41 per cento, quasi 23 punti percentuali in più di Vittorio Sgarbi, candidato in pectore del centrodestra al Ministero dei Beni culturali.

CENTROSINISTRA – Uno dei grandi sconfitti nelle sfide maggioritarie di questa tornata elettorale è certamente il Ministro uscente dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini che, nella sua Ferrara, sfiora appena il 30 per cento dei voti lasciando il seggio uninominale alla candidata del centrodestra Maura Tomasi. Franceschini era comunque candidato come capolista nel collegio plurinominale Emilia Romagna 1 e farà pertanto parte del nuovo Parlamento. Nel Partito Democratico alla Camera sono tante le mancate ricandidature di deputati assegnati alla Commissione Cultura, alcune anche importanti. Un piccolo gruppo poi è stato ‘spostato’ al Senato (Rampi, Manzi, Pes, Malpezzi).

Tra quelli rimasti in gara per uno scranno alla Camera dei deputati, riesce ad entrare grazie al 25 per cento conquistato dal Pd in Umbria la responsabile Cultura democrat Anna Ascani. La deputata uscente è infatti capolista del listino proporzionale, condizione che le garantisce il ritorno a Montecitorio nonostante la vittoria del centrodestra nella sua regione. Torna in Parlamento anche la presidente della Commissione Cultura uscente Flavia Piccoli Nardelli. Candidata nel listino proporzionale del collegio di Lazio 1 alla terza posizione, guadagna uno scalino con l’elezione al collegio uninominale del Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia che guidava la lista plurinominale. Il Pd, incassando infatti il 22,5% dei voti dietro il 28 del Movimento 5 Stelle, consente l’elezione di due deputati in quel collegio: Luciano Nobili e, appunto, Piccoli Nardelli. Entra alla Camera anche il vicepresidente uscente del Senato Rosa Maria Di Giorgi vincendo, con il 43% dei voti, nel collegio uninominale di Firenze Scandicci distanziando di quasi 20 punti percentuali la candidata del centrodestra.

Filippo Crimì, deputato uscente, con la sua seconda posizione nel listino proporzionale in Veneto 2 lega la sua possibilità di ritornare a Montecitorio all’elezione di Lucia Annibali. Esce dal Parlamento invece Lorenza Bonaccorsi che perde il confronto nell’uninominale a Castel Giubileo a Roma posizionandosi terza col suo 25% dietro Annagrazia Calabria (34%) e Riccardo De Angelis (31,75%). Alla deputata uscente non basta neanche la seconda posizione nel listino nel collegio Lazio 2 – 02.

Come lei, esce dal Parlamento Umberto D’Ottavio primo firmatario della legge che ha istituito l’inno di Mameli come inno d’Italia nella passata legislatura. D’Ottavio è infatti arrivato terzo (dopo 5 Stelle e centrodestra) nella corsa al seggio uninominale di Collegno, in Piemonte. Non ce la fa nell’impresa neanche la giovane deputata uscente Giulia Narduolo, sconfitta nello scontro diretto ad Abano Terme con Lorena Milanato (centrodestra) e la grillina Francesca Betto. Nulla di fatto anche per Camilla Sgambato: la sua seconda posizione nella lista proporzionale nel collegio di Salerno dove il Pd ha di poco superato il 10% non le permette il ritorno alla Camera. Sconfitta con il 13 per cento dei voti, Liliana Ventricelli (che non ha il paracadute del proporzionale) non riesce a conquistare il collegio maggioritario di Altamura in Puglia, vinto dai Cinquestelle col 48%.

Il candidato della lista Lorenzin, Guido Viceconte, già membro della Commissione Cultura del Senato nella 17esima legislatura non ce la fa a conquistare il seggio uninominale di Potenza collocandosi in terza posizione dopo Cinque Stelle e centrodestra.

LIBERI E UGUALI – Performance deludente per i candidati alla Camera di Liberi e Uguali. Ce la fa alla Camera solo Arturo Scotto capolista in Campania 1 al proporzionale per il partito di Pietro Grasso. Non ce la fa invece Giancarlo Giordano vicepresidente della Commissione Cultura di Montecitorio capolista in Campania. E fuori da Montecitorio anche Miguel Gotor. L’ex senatore era infatti in terza posizione nel listino plurinominale in Lazio 1 – 01 dove il suo partito ha preso solo il 4,38%.

SENATO

MOVIMENTO 5 STELLE – Fallisce l’obiettivo nella corsa del collegio uninominale con Pierferdinando Casini, ma porterà a casa la riconferma al Senato grazie alla prima posizione nel listino proporzionale del Movimento 5 Stelle: Michela Montevecchi, senatrice molto presente in ambito culturale nella passata legislatura, arriva infatti terza nel maggioritario con il 25% dei voti e cede il passo al candidato del Pd Casini e a quello del centrodestra Elisabetta Brunelli. “Sono felice del risultato ottenuto sia a livello nazionale sia nella mia regione dove il M5S è la prima forza politica. Le persone hanno scelto un progetto e hanno scelto di partecipare. Questa è la cosa più bella”, ha dichiarato in serata ad AgCult la senatrice Montevecchi.

CENTRODESTRA – Entra al Senato vincendo nel collegio uninominale di Lumezzane in Lombardia il leghista, e membro della Commissione Cultura della Camera nella passata legislatura, Stefano Borghesi con 36 punti percentuali di distacco sull’avversario del centrosinistra. Eletto con il 49% dei voti nel collegio uninominale di Pavia, anche il leghista Gian Marco Centinaio entra di nuovo al Senato.

Ancora incerta la sorte di Francesco Maria Giro, ex sottosegretario ai Beni culturali col ministro Sandro Bondi e senatore uscente è in seconda posizione nel listino proporzionale di Forza Italia nel collegio Lazio – 01. In questa circoscrizione Forza Italia ha vinto un seggio proporzionale, ma tutto dipenderà in quale collegio sarà eletta la sua collega di partito Anna Maria Bernini.

Impossibile entrare al Senato per Pietro Liuzzi dell’Udc. Per lui solo la quarta posizione nel listino plurinominale del partito in Puglia dove ha raccolto appena il 3,8%.

CENTROSINISTRA – Ce la fa grazie alla seconda posizione nel listino proporzionale al Senato di Toscana 01 il presidente uscente della Commissione cultura di Palazzo Madama Andrea Marcucci dopo aver raggiunto nella sfida uninominale un deludente terzo posto (con il 26%) a quasi 13 punti di distacco dal candidato del centrodestra e 10 da quello dei Cinque Stelle.

Vince invece la sfida uninominale per il Senato a Reggio Emilia Vanna Iori componente della VII commissione della Camera nella 17esima legislatura. Iori si sposta quindi da Montecitorio a Palazzo Madama. Finisce al Senato anche Simona Flavia Malpezzi che perde il confronto uninominale a Cologno Monzese, ma riesce ad entrare grazie alla prima posizione nel listino proporzionale in Lombardia. La neo senatrice, se eletta in quel collegio, apre le porte della Camera Alta anche a Roberto Rampi che dalla terza posizione nella lista plurinominale Pd in Lombardia 05 (dove il partito ha vinto due seggi) sale in seconda posizione. Fuori con grande rammarico l’ex deputata di Macerata Irene Manzi. Tra le più attive e impegnate parlamentari Pd della scorsa legislatura, la Manzi era in una situazione molto scomoda: la seconda posizione nel listino proporzionale nelle Marche che assegna in tutto 5 senatori. Il Pd è il secondo partito con il 22% dei consensi, ma vince un solo seggio.

Fuori anche Caterina Pes che non riesce a entrare al Senato con la sua seconda posizione nel listino proporzionale in Sardegna. Il 17% incassato dal Pd non consente all’ex deputata democratica di rientrare nella compagine dem a Palazzo Madama. Impossibile anche la corsa di Francesca Puglisi, senatrice che poteva disporre solo di una quarta posizione nel listino plurinominale in Emilia Romagna 01 dove il Pd ha vinto due seggi.

Lascia il Senato anche Elena Ferrara, una delle senatrici Pd più attive in commissione Cultura a Palazzo Madama nella passata legislatura. La Ferrara perde infatti la corsa al collegio uninominale di Novara, cedendo il passo a Gaetano Nastri del centrodestra (anche lui firmatario nella scorsa legislatura di una pdl per “ufficializzare” l’Inno di Mameli).

LIBERI E UGUALI – Fuori anche la senatrice Alessia Petraglia che, pur sconfitta nel maggioritario a Firenze contro Matteo Renzi, sperava nella sua posizione da capolista nel collegio Toscana 1 – 01 per il suo partito che ha incassato il 4,76%. Senza appello era invece la situazione del senatore uscente Fabrizio Bocchino. In terza posizione in Sicilia nel listino proporzionale del suo partito, Bocchino poteva contare sul 3,3% conseguito dalla formazione di sinistra: un bottino troppo scarso per ambire a uno scranno al Senato, tanto più dopo il fallimento del leader Pietro Grasso nell’uninominale a Palermo e di Maria Leonarda Maggio a Marsala (che lo precede nella lista plurinominale). Lo stesso si può dire per Annalisa Pannarale che resta fuori dal Senato nonostante la prima posizione nella lista plurinominale Liberi e Uguali in Puglia.

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