serracchianiSeicento anni di storia e di storie raccontati da oltre 60 reperti provenienti dai musei serbi, alcuni poco accessibili al grande pubblico. È il filo conduttore della mostra “Tesori e imperatori. Lo splendore della Serbia romana” presentata oggi a Roma nella sede del Mibact e che sarà inaugurata sabato 10 marzo ad Aquileia, nel Palazzo Meizlik. La mostra rimarrà aperta fino al 10 giugno. Si tratta di un lungo viaggio sulle tracce della storia dell’impero romano, dalla sua espansione a Oriente all’età d’oro dell’impero tardo antico, fino al suo crepuscolo quando la linea non resse più all’invasione dei barbari, gli Unni guidati da Attila che metteranno a ferro e fuoco la stessa Aquileia.

I reperti raccontano un territorio in cui nacquero ben 16-18 imperatori, da Ostiliano a Costanzo III, passando attraverso Costantino e che vide sorgere grandiose ville imperiali. Luoghi legati ad Aquileia, città anch’essa di frontiera per l’impero romano nel periodo della sua espansione.

DEBORA SERRACCHIANI: “CULTURA RAPPRESENTA UN PONTE”

“È la quarta volta che presentiamo una proposta importante ad Aquileia, dopo le mostre sul Palmira, Bardo e Iran: la cultura rappresenta infatti un ponte anche per rafforzare i legami della nostra politica estera”, ha commentato la presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. “La mostra che viene inaugurata sabato è un grande onore e un modo per rafforzare i legami già stretti con la Serbia e la comunità serba nella regione. Aquileia sta oggettivamente diventando sempre più importante e centrale, sta riconquistando la sua centralità del passato, in un’Europa che ha bisogno di ritrovare la sua storia per affrontare il suo futuro”.

IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE AQUILEIA: “MOSTRA SI COLLOCA SU FILONE DI POLITICA CULTURALE”

Introducendo la conferenza il presidente della Fondazione Aquileia Zanardi Landi ha sottolineato come “la mostra si colloca su un filone della azione di politica estera culturale del nostro Paese. Anche noi – ha aggiunto – abbiamo cercato di interpretare la tela di fondo della politica culturale del governo italiano. In questi anni in cui i muri sembrano nascere con facilità, noi vogliamo ricordare quanto sia stata importante l’integrazione 1800 anni fa nell’impero romano e vogliamo valorizzare i punti in comune con la Serbia e i Balcani”. Un territorio che, tra l’altro, ha dato all’impero tra i 16 e i 18 imperatori, ha ricordato il presidente. Zanardi Landi ha anche ricordato il recente “accordo tra il Mibact e la Regione Friili Venezia Giulia che ha prolungato per altri dieci anni l’incarico di gestione del sito confermando la Fondazione come gestore. Confidiamo di gestirla al meglio – ha concluso Zanardi Landi – lavorando con il tessuto culturale locale per dare un’immagine di rilievo di Aquileia, non solo per il suo valore storico artistico ma anche per la buona gestione”.

L’AMBASCIATORE SERBO: “SERBIA ERA PARTE ATTIVA DELL’IMPERO ROMANO”

Per l’ambasciatore serbo in Italia Goran Aleksić “questa mostra permetterà di conoscere il ricco patrimonio artistico serbo. Questa mostra conferma anche – ha aggunto Aleksić – che la Serbia era una parte viva e attiva dell’impero romano. Non sappiamo quanti imperatori siano nati in Serbia, sicuramente erano molto importanti”. “Spero che questa mostra aiuti a far conoscere meglio la Serbia agli italiani – ha concluso l’ambasciatore- e che possa rafforzare i legami culturali che hanno i nostri due paesi”.

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