Mettere fine al consumo del suolo, tutelare il paesaggio e sviluppare le energie rinnovabili. Ma anche stop all’uso dei fossili e al Trattato Ceta e rilancio del ministero dell’Ambiente, “ormai ridotto a un fantasma”. Sono queste alcune delle priorità che l’ex ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, indica al prossimo governo che si insedierà a Palazzo Chigi. Un esecutivo che potrebbe essere targato Movimento 5 Stelle e che verrebbe accolto con favore da Pecoraro Scanio. “Il M5S – spiega intervistato da Agcult – è la più grande rappresentanza ecologista che c’è in Europa e questo dovrebbe consentire – se, come auspico, questo si tradurrà in maggioranza e possibilità di governo – di creare una strategia ambientale. Uno dei motivi per cui li ho votati nel 2013 e anche oggi è che ho sempre puntato a votare rappresentanze ecologiste. E il programma del Movimento è un programma ecologista, si tratta di un partito ‘populista ecologista’, con una forte caratteristica sociale, con molti temi che il Partito democratico potrebbe condividere”.

TRIVELLE E COMBUSTIBILI FOSSILI

Per l’ex ministro dell’Ambiente tra le priorità che un eventuale governo targato 5 Stelle dovrebbe avere c’è “innanzitutto lo stop alle trivelle e ai combustibili fossili, così come la necessità di raggiungere il 100% di energie rinnovabili e il rilancio della politica sui sistemi di accumulo, creando una sorta di ministero che coordini la terza rivoluzione industriale”, così come sta già avvenendo ad esempio nella macro area di Rotterdam e nel Nord della Francia.

IL MINISTERO DELL’AMBIENTE

Altro tema caro al presidente della Fondazione Univerde è la necessità di “rilanciare il ministero dell’Ambiente, ormai ridotto a un fantasma con risorse più che dimezzate in questi anni”. E su questo fronte, spiega, “la scelta di una figura autorevole come il generale Costa, che conosco bene, credo possa sicuramente concorrere al suo rilancio”. Sempre collegato all’ambiente, ha aggiunto Pecoraro Scanio, “c’è la possibilità che il M5S metta all’ordine del giorno lo stop al Trattato Ceta, e su questo potrebbero trovare un’ampia convergenza con la Lega, Fdi e Leu. Stop poi al consumo del suolo e avanti nella tutela del paesaggio”.

IL PD “SOSTENGA UN GOVERNO CON M5S”

Infine l’ex ministro fa un’analisi dello scenario politico che si prospetterà nelle prossime settimane, in particolare al Nazareno: “Il Partito democratico ha voluto un sistema proporzionale? Allora con il proporzionale conta il primo partito e poi gli accordi si fanno in Parlamento. Il Pd valuti quindi se vuole sostenere un governo con il M5S oppure se al contrario vuole sostenere il centrodestra. Anzi penso che il Partito democratico potrebbe proprio chiedere al Movimento 5 Stelle garanzie in più sui temi dei diritti civili. Abbiamo la fortuna che il M5S è un partito ‘populista ecologista’, con molti temi che il Pd potrebbe condividere. L’alternativa per il Pd qual è? Le elezioni? Sarebbero una sorta di ballottaggio tra M5S e centrodestra, con il Pd ridotto al livello del partito socialista francese, finito al 6%”.

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