tavolette taddeo di bartoloOtto preziose immagini di santi del pittore senese Taddeo di Bartolo (1362ca-1422) rientrano a Gubbio e verranno esposte in modo permanente nel Palazzo Ducale della cittadina umbra. Le opere erano state acquisite dal Mibact nell’autunno scorso durante un’asta battuta dalla casa d’aste Pandolfini. Ora, domenica 18 marzo alle 17 al Palazzo Ducale di Gubbio, sarà inaugurata l’esposizione permanente delle otto tavolette di Taddeo di Bartolo, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo Ilaria Borletti Buitoni, del direttore generale archeologia, Belle Arti e paesaggio Caterina Bon Valsassina, della storica dell’arte Gaia E Solberg. Introdurrà e coordinerà il direttore del polo museale dell’umbria, Marco Pierini. Il sindaco di Gubbio Filippo Maria Stirati porgerà i saluti a nome dell’amministrazione comunale. La direttrice del Palazzo Ducale di Gubbio Paola Mercurelli Salari spiegherà le fasi che hanno portato all’acquisizione delle preziose tavolette soffermandosi sul significato che l’operazione riveste per l’intera Regione.

LE OPERE

Sui dipinti, battuti all’incanto dalla casa d’aste Pandolfini il 28 settembre 2017, il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo ha esercitato il diritto di prelazione, riconoscendomi un eccezionale interesse storico artistico e avvisandovi un documento fondamentale per ricostruire le importante stagione tardogotica della cittadina umbra, coincidente con il consolidarsi della Signoria dei Montefeltro. Le opere, scomparti superiori di una complessa macchina verosimilmente collocata sull’altare maggiore di San Domenico a Gubbio, da cui fu rimossa forse già attorno al 1765, raffigurano San Pietro martire, il Beato Ambrogio sansedoni, un santo vescovo, San Gregorio magno, San Luca, San Matteo, Santo Stefano, San Tommaso d’Aquino.

Attivo in numerosi centri della Toscana, ma anche a Genova e Perugia, Taddeo prende le mosse dai trecentisti senesi per approdare a un linguaggio assai riconoscibile, che coniuga la solidità delle forme con l’atmosfera fiabesca del Gotico internazionale. Notevoli sono le sue capacità tecniche, che hanno garantito alla maggior parte delle sue opere condizioni di conservazione fuori dal comune.

LE ALTRE PARTI DELLA PALA

Le altre parti della grande pala sono esposte in musei americani: al Fogg Art Museum di Cambridge (MA) la Madonna col Bambino, al Memphis Brooks Museum of Arts e al New Orleans Museum of Arts due scomparti ciascuno con una coppia di santi. “Il ritorno a Gubbio delle tavolette”, ha affermato Marco Pierini, direttore del Polo Museale dell’Umbria, “costituisce un importante, seppur parziale, risarcimento per la città di Gubbio, che si vide depredata a metà Ottocento di una delle sue opere più significative. Sono davvero grato”, ha aggiunto il direttore, “a tutti coloro che, dentro e fuori il MiBACT, si sono adoperati perché ciò che resta del polittico eugubino di Taddeo tornasse di pubblica fruizione e fosse restituito al territorio di provenienza”. Gli otto santi dipinti evidenziano le caratteristiche proprie dell’evoluzione dello stile di Taddeo di Bartolo nella tarda attività: sapiente fluidità di linee, accentuata resa dei volumi grazie al chiaroscuro, delicatezza nei lineamenti dei volti. Databile nel secondo decennio del Quattrocento, il polittico di Gubbio si colloca in prossimità del ciclo di affreschi degli Uomini famosi del vestibolo della Cappella dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena (1414-1417), tra le opere più note e meglio riuscite del pittore.

Approfondimenti:

La storia delle opere in un articolo della direttrice del Palazzo Ducale Paola Mercurelli Salari

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