Giornate Fai Borletti PaesaggioMancano pochi giorni ormai alla 26esima edizione delle Giornate FAI di Primavera il 24 e 25 marzo prossimi. Mille luoghi di arte e cultura aperti al pubblico in cui 40mila studenti delle scuole medie e superiori guideranno i visitatori alla scoperta di posti normalmente inaccessibili al pubblico. Dei mille luoghi aperti durante le Giornate FAI di Primavera solo i 34 beni del FAI sono proprietà della Fondazione e dunque aperti tutto l’anno. La quasi totalità dei luoghi aperti durante l’evento sono proprietà di enti e istituzioni, pubbliche e private che concedono al FAI l’opportunità di aprirli al pubblico eccezionalmente per un weekend. Per questo le aperture delle Giornate FAI di Primavera rappresentano un’occasione rara e, in molti casi unica, di visitare questi luoghi. Le giornate sono state presentate oggi presso il palazzo della Marina a Roma dal presidente del FAI Andrea Carandini e dal vice presidente Marco Magnifico.

BORLETTI BUITONI: OCCASIONE PER CONOSCERE IL NOSTRO PAESE

A nome del ministro Dario Franceschini è intervenuto il sottosegretario al Mibact Ilaria Borletti Buitoni che ha esordito ‘confessando’ di “non essere molto obiettiva” quando parla del Fai, “ma non voglio esserlo”. Borletti Buitoni ha poi detto di aver capito, leggendo un libro del presidente Carandini dal titolo ‘La forza del contesto’, che “non c’è monumento, non c’è borgo, non c’è palazzo, non c’è museo, non c’è paesaggio che esiste se non viene inserito nel suo contesto”. In questo modo ha anche capito la “straordinaria opera del Fai con queste giornate di primavera nel sensibilizzare a un contesto. Ecco perché le giornate non sono solo occasione per scoprire un Paese, ma sono l’occasione per conoscerlo”.

Ilaria Borletti Buitoni ha anche annunciato che domani, in occasione della seconda Giornata del Paesaggio, sarà presentata al Mibact la Carta del Paesaggio. “Un percorso – ha spiegato – per arrivare finalmente a tutelare e soprattutto valorizzare il paesaggio italiano. Il paesaggio è il contesto per eccellenza. Il Fai è stato in prima linea sempre nella difesa del paesaggio, nella sua conoscenza”. Una coincidenza fortunata per lanciare, ha detto il sottosegretario, un messaggio al Fai, ai suoi volontari e ai suoi sostenitori: “Siamo tutti insieme testimoni di quello che rappresenta il contesto nel nostro Paese. Non ho mai creduto nelle barriere pubblico privato. La scommessa che il nostro paese ha davanti, cioè di disegnare una strada per uno sviluppo che rispetti l’identità culturale, che rispetti i contesti, che rispetti il nostro paesaggio, sia una scommessa straordinaria e possiamo vincerla tutti insieme”.

LE GIORNATE FAI

Ogni anno, dal 1993, il terzo weekend di marzo, il Fai organizza una grande festa dedicata alla bellezza di questo Paese. Una festa a cui sono tutti invitati. Una festa a cui, in 25 anni, hanno partecipato oltre 10 milioni di persone che, grazie all’impegno dei nostri appassionati volontari, hanno potuto visitare luoghi speciali. Quando nel 1993 si svolse la prima edizione delle Giornate FAI di Primavera (50 luoghi aperti al pubblico in una trentina di città) era difficile immaginare che sarebbero diventate uno degli appuntamenti più importanti del panorama culturale italiano. In 25 anni i volontari FAI hanno aperto oltre 11.000 luoghi in 4.700 città e sono stati coinvolti oltre 35.000 “apprendisti ciceroni”, studenti delle scuole medie e superiori che accompagnano le visite.

Le Giornate FAI sono diventate dunque un appuntamento ambito, un evento nazionale di grande attrattiva, ma non per questo hanno perduto lo spirito originario: quello di accompagnare gli italiani a scoprire o riscoprire la bellezza che li circonda, che spesso passa inosservata o, peggio, viene dimenticata e deturpata.

ANDREA CARANDINI

E’ per questo che Andrea Carandini ha voluto sottolineare come “il bene individuale non si difende concentrandosi su di sé ma imparando che due persone unite valgono come tre, tre come cinque e così via. Ogni individuo per quanto eccellente esso sia non sfugge allo struggimento se opera in una brutta società. Il segreto della vita sta quindi tutto nelle relazioni”. Allora, per Carandini, “bisogna intraprendere per dare a tutti il diritto alla cultura. Servono quindi competenza, perseveranza, olio di gomito, collaborazione, spinta a risolvere problemi, empatia, ottimismo e perfino letizia”. A questo spinge la “grande festa italiana delle Giornate di primavera, di cui siamo fieri”.

Cosa vogliamo che sia l’Italia in futuro? Si chiede Carandini. “La sua vocazione sarebbe raccontare a tutti con conoscenza e passione i luoghi in cui è stata concepita e si è sviluppata una società che ha raggiunto più volte una dimensione e un rilievo universali”.

L’APPELLO A SOSTENERE IL FAI

La manifestazione, oltre a essere un momento di incontro tra il FAI e le persone, è anche un importante evento di raccolta fondi e un’occasione per raccontare a tante persone gli obiettivi e la missione della Fondazione. Per questo, all’accesso di ogni luogo aperto verrà chiesto ai visitatori un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro: i preziosi contributi raccolti saranno destinati al sostegno delle attività istituzionali del FAI. Non a caso, dopo il lungo e appassionato, come sempre, excursus dei luoghi aperti in occasione delle giornate di primavera, il vicepresidente Marco Magnifico ha rivolto il consueto appello a sostenere il Fai nel suo lavoro: “Chiediamo in maniera ossessionante di iscrivervi al Fai, ma non lo facciamo per noi, lo facciamo per l’Italia”.

I LUOGHI

Ogni regione ha i propri appuntamenti, ogni località le sue sorprese e anche quest’anno il catalogo dei luoghi aperti a tutti è molto vario e ricco di proposte. Su www.giornatefai.it si trova l’elenco completo delle aperture, tra cui segnaliamo:

Roma: Palazzo Marina, sul Lungotevere, noto come “Palazzo delle ancore”, inaugurato nel 1928 e sede del Ministero della Marina. Sarà visitabile anche la biblioteca, tra gli ambienti più suggestivi dell’edificio.

Milano: lo Stadio Meazza, dove si potranno visitare in esclusiva anche gli spogliatoi delle due squadre milanesi e percorrere il tunnel che li collega al campo; l’Ippodromo SNAI San Siro aprirà luoghi normalmente inaccessibili come la Palazzina del Peso, degli anni ’20, con la sala Bilancia, in cui vengono pesati i fantini e la loro sella.

Livorno: aprirà in via eccezionale l’Accademia Navale, ente universitario che si occupa della formazione degli ufficiali della Marina Militare.

Scarlino (GR): si potrà ammirare lo straordinario affresco raffigurante la Crocifissione, appartenente alla scuola senese del Quattrocento, fino a poco tempo fa sconosciuto perché all’interno di un’abitazione privata.

Parma: sconsacrata e solitamente chiusa, aprirà la Chiesa di San Francesco del Prato che, con il convento annesso, fu carcere cittadino fino al 1992. Qui venne recluso Gaetano Bresci, regicida di Umberto I.

Taranto: si potranno vedere i tesori nascosti del MArTA, il Museo Archeologico Nazionale. Tra i reperti una corona funeraria di foglie di quercia in lamina d’oro del II secolo a.C. e un kylix (coppa da vino) di produzione attica decorata con scene di simposio degli inizi del V secolo a. C.

Napoli: il Mausoleo di Posillipo, uno dei più interessanti esempi di architettura neoegizia in Italia, costruito tra il 1881 e il 1889 e poi adibito a monumento funebre per i caduti delle Guerre mondiali.

Celle Ligure (SV): il Parco delle Colonie bergamasche costruito nel 1889 e rimasto attivo fino al 1998 per ospitare bambini e ragazzi. Dal 1944 alla fine della Seconda Guerra mondiale ebbe funzione di transito per i campi di concentramento.

Cagliari: l’Aeroporto Militare di Elmas, progettato negli anni Trenta del ‘900 e chiuso a dicembre 2015, perfetto esempio di architettura razionalista.

Campobasso: alla scoperta del quartiere San Giovanni, oggetto di un progetto di riqualificazione grazie ai murales di artisti di street art.

Lucca: ex Ospedale psichiatrico di Maggiano, che riecheggia nei romanzi di Mario Tobino. Chiuso definitivamente nel 1999, conserva ancora sulle pareti i disegni e le scritte dei pazienti.

Lecce: i palazzi che sono stati set cinematografici, come Palazzo Marulli – Famularo e Palazzo Tamborino Cezzi, location di Mine vaganti di Ozpetek.

E ancora: l’ex Convento di San Procolo a Bologna, dell’XI secolo, da fine ‘800 al 1998 Ospedale della Maternità; le Vetrate Artistiche Grassi a Milano, storica bottega artigiana che vanta collaborazioni con importanti architetti e artisti, come Ettore Sottsass e Oscar Niemeyer; la Villa romana dei Bagni della Regina Giovanna a Sorrento (NA), i resti di una residenza patrizia del I secolo a.C. sul Golfo di Napoli; il Grand Hotel Des Iles Borromées di Stresa (VB), affacciato sul Lago Maggiore, che ha incantato artisti, principesse e scrittori, tra cui Ernest Hemingway. Infine, Palazzo D’Orleans a Palermo, sede della Presidenza della Regione Siciliana, proprietà dei sovrani di Francia e poi dei loro eredi fino agli anni Quaranta del Novecento; l’Eremo di San Marco ad Ascoli Piceno, chiesa rupestre del XIII secolo, riaperta in questa occasione dopo 40 anni; il Castello di Aymavilles ad Aosta, interessato da lavori di restauro, originario del XIII secolo e nel Settecento trasformato in una dimora signorile circondata da un parco.

Tra i protagonisti delle Giornate di Primavera ci saranno anche numerosi borghi: da Asciano (SI), che custodisce tesori come il Museo Civico, la Farmacia Naldini e un antico mosaico romano, Finale Emilia (MO), dove si percorrerà il centro storico danneggiato dal sisma del 2012 alla scoperta dei palazzi settecenteschi che lo rendono unico nella regione, a Curinga (CZ) con i resti delle terme romane e della chiesa bizantina, fino a Castelbuono (PA), nella vallata delle Madonie, che si è sviluppato intorno al trecentesco castello dei principi di Ventimiglia.

Rispondi