È stato presentato questa mattina nella sede del ministero dei Beni culturali il museo diffuso – e virtuale – “Memoranea”, un viaggio da Catania a Bolzano tra oltre 130 musei della Resistenza e della guerra di liberazione. Presenti, tra gli altri, Antonio Lampis (direttore generale musei del Mibact), Paolo Masini (vicepresidente del museo della Shoah), Adriano Sorba (coordinatore del progetto informatico) e Antonio Parisella (presidente del Museo storico della Liberazione).

Diversi per dimensioni, struttura, forme di gestione e sorti in tempi successivi ad iniziative di associazioni, enti locali e famiglie, questi musei presentano le mille sfaccettature di una realtà popolare e militare italiana. Alcuni testimoniano i drammi di stragi e deportazioni ed alcune case-museo ricordano le radici lontane di uomini-simbolo cui è legata la cultura antifascista.

“Memoranea” sarà un museo virtuale, un grande portale che racchiude oltre 160 schede, ma sarà anche un’applicazione gratuita per Android e IOS.

ANTONIO LAMPIS

Per il direttore generale dei Musei Antonio Lampis il tema dei Musei della resistenza “è un tema che mi è molto caro. A Bolzano avevamo un festival delle resistenze contemporanee. Concepito pensando alle tante resistenze dell’oggi per non dimenticare quella più importante per la nostra Repubblica”. Questa iniziativa, per Lampis, “risponde alla domanda di tanti cittadini”. In queste settimane, ha ricordato il direttore generale, parte il Sistema Museale Nazionale che metterà in rete i musei nazionali, civici e privati. Anche in questo contesto è ancora più “necessario dedicare spazio ai musei virtuali”.

ANTONIO PARISELLA

Tuttavia, “sarà importantissimo”, secondo il presidente del Museo storico della Liberazione di Roma Antonio Parisella e animatore del progetto, “non dimenticare che il museo virtuale Memoranea è un museo fatto di 133 musei reali con persone in carne e ossa”. Bisogna infatti “usare i mezzi della tecnologia non per sostituire le persone, ma per valorizzare l’impegno di tante persone in tutta Italia: di volontari, testimoni, collezionisti”.

Parisella, ha infine auspicato che “in futuro si pensi anche ai musei reali: questi 133 e gli altri che si inseriranno. È anche il senso di questo progetto. Il futuro potrebbe essere rappresentato dalle case museo”.

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