Your Europe, Your Say CESEL’opportunità di scoprire altre culture attraverso il viaggio, l’importanza della tradizione per preservare il nostro patrimonio e la possibilità di “sperimentare” con la cultura. Sono le idee alla base delle tre proposte uscite dall’iniziativa “Your Europe, Your Say!” – promossa dal Comitato economico e sociale europeo – che per due giorni ha riunito a Bruxelles cento ragazzi da 33 scuole di tutta Europa per parlare del ruolo della cultura nel futuro del Vecchio Continente. Dopo una giornata di lavori divisi in gruppi, i ragazzi hanno votato le proposte che ora saranno inviate alle istituzioni europee in modo che possano essere prese in considerazione nell’elaborazione delle politiche sulla cultura. “The Opportunity of Discovering Other Cultures through Travelling”, “Experiment with Culture” e “Preserving the Culture, Learn from the Past and Use it to Build the Future” sono i nomi dei tre gruppi che hanno ottenuto più voti. “Con ‘The Opportunity of Discovering Other Cultures through Travelling’ vogliamo creare attività di scambio culturale, con costi bassi per permettere a tutti di partecipare – spiega Alessandro, lo studente italiano che fa parte del primo gruppo vincente -. La destinazione dipende dall’attività extrascolastica (danza, musica, canto) che lo studente sceglie: in base ai suoi interessi viene mandato in un Paese per scoprirne la cultura”.

Il programma, secondo la proposta fatta, è aperto a tutti i teenager e può durare dalle due settimane ai due mesi. “Nel gruppo ‘Preserving the Culture, Learn from the Past and Use it to Build the Future’ abbiamo lavorato sulla coscienza e sulla conoscenza del nostro passato per poter lavorare sul nostro futuro – commenta Damiano, l’altro studente italiano all’interno del secondo gruppo vincente -. L’obiettivo è creare una rete di ristoranti in vari Paesi dove tutti i cibi europei sono serviti con una serie di informazioni. L’altra nostra proprosta è realizzare un copyright per i prodotti artigianali e un sito web per poterli comprare, con la consapevolezza del loro valore e della loro storia”.

“Il patrimonio culturale ha un enorme valore per noi – aveva detto in mattinata Georges Dassis, presidente del Cese, rivolgendosi ai giovani riuniti –. Siete il futuro dell’Europa: avete bisogno di pensare, riflettere e discutere”. “Non possiamo parlare del futuro dell’Europa senza i nostri giovani cittadini”, ha affermato invece il segretario generale di Europa Nostra, Sneška Quaedvlieg–Mihailović, sottolineando come “in mezzo a molti messaggi negativi, quello che veicola il patrimonio culturale sia un messaggio del tutto positivo”. Dalla piccola chiesa al grande museo, dal cibo alla musica: “Dobbiamo proteggere il nostro patrimonio perché potrebbe sparire. Dobbiamo condividere questa responsabilità”, ha continuato Sneška Quaedvlieg–Mihailović invitando gli studenti a inviare le loro proposte in vista del summit europeo di Europa Nostra, che si terrà a Berlino in giugno.

Durante la giornata gli studenti sono stati divisi in dieci gruppi che hanno lavorato per temi cercando interessi comuni. Tra le altre idee emerse ci sono la creazione di nuovi progetti europei aperti a tutti, il concetto di diversità come arricchimento e non come minaccia, la necessità di proteggere il nostro patrimonio culturale e ambientale, la creazione di un canale mediatico europeo e il rilancio dell’artigianato attraverso la tecnologia. L’evento ha coinvolto 33 scuole secondarie di secondo grado, una per ciascuno dei 28 Stati membri dell’Unione europea e dei cinque paesi candidati (Albania, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia e Turchia).

A rappresentare l’Italia sono stati Damiano, Gregorio e Alessandro, del liceo scientifico Benedetti-Tommaseo di Venezia, accompagnati dalla loro professoressa di inglese Elisabetta Battistel. Secondo Damiano è necessario “promuovere nuovi tipi di cultura attraverso i media” mentre Alessandro pensa a “un’Europa nella quale una delle cose più importanti è l’educazione”. Gregorio parte dall’idea di “cultura intesa come insieme di valori: pace, democrazia, uguaglianza e rispetto dei diritti umani” e propone di “creare una costituzione europea che riconosca questi valori fondamentali dell’Europa”. Prima di arrivare a Bruxelles, i ragazzi hanno cercato di ragionare in classe su alcune domande (cosa si intende per “cultura europea”?; quale ruolo hanno la cultura e gli scambi culturali nella vita degli studenti?; cosa può fare l’Unione europea per promuovere la cultura?), si sono organizzati in gruppi di lavoro e hanno elaborato delle idee.

Nella Capitale d’Europa i giovani studenti hanno fatto un’esperienza di democrazia diretta dialogando con chi prende le decisioni. Secondo Alessandro “l’esperienza va allargata, è necessario creare occasioni come questa per ascoltare di più il nostro punto di vista”. “Dobbiamo uscire da un’ottica nazionalistica – sottolinea Gregorio – e pensare davvero all’Europa come un unico grande Stato”. “Informiamoci, conosciamo – conclude Damiano – e amiamo quello che c’è fuori dal nostro Paese”. Proprio quello che hanno fatto cento ragazzi, da tutta Europa, per due giorni qui al Cese.

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